1
Comunisti e nazisti uguali? Significa dimenticare la Shoah

Fiamma Nirenstein - Giornale 11/4/2015

Si aggiunge alla biblioteca di brucianti discussioni, alle ferite ancora aperte lasciate dalla storia del secolo passato un'urticante legge ucraina votata ieri e la risposta molto irritata del Centro Wiesenthal di Gerusalemme. Il suo direttore Efraim Zuroff ha ricevuto con sdegno un provvedimento di legge approvato a larga maggioranza (254 parlamentari della Rada sui 307 presenti) dal parlamento ucraino e che compara per legge comunismo e nazismo, mettendo la memoria di ambedue fuorilegge allo stesso modo. Efraim Zuroff ha definito la decisione «oltraggiosa... una grande bugia che trasforma i carnefici in vittime». Zuroff dice che «la decisione del Parlamento cerca di deviare l'attenzione dei crimini dell'Ucraina durante la Shoah ed equipara falsamente nazismo e comunismo» e aggiunge che l'Ucraina è solo l'ultima delle ex repubbliche sovietiche post comuniste che ha fatto passare una simile legislatura.

Zuroff ha ragione o torto? Ambedue le cose, si potrebbe dire. Ha ragione quando vuole mettere in evidenza l'interesse immediato dell'Ucraina a mettere sotto accusa il regime comunista sovietico, è chiaro che vi è un'eco della situazione attuale quando si ricorda che l'orso russo ha dominato l'Ucraina dal 1917 al 1991 e che «quel regime è riconosciuto come criminale e accusato di aver promosso una politica del terrore statale», così dice la legge. È giusto ricordare che c'è un'atroce specificità nel fatto che il nazismo ha perpetrato l'Olocausto: rispetto a sei milioni di persone sterminate per motivi biologici dai carnefici alla ricerca di una razza pura, non ci può essere niente di più orrido. È anche vero, anzi verissimo, che gli ucraini furono volenterosi carnefici di Hitler pur soffrendone l'invasione, a Babi Yar, una delle più spaventose stragi naziste, la polizia ausiliaria ucraina fece la sua parte. Gli ebrei uccisi in Ucraina sfiorano il milione. L'antisemitismo ucraino è leggendario, ed è tuttora vivo.

Tuttavia, dal punto di vista generale la comparazione fra i due regimi totalitari e assassini più importanti del Ventesimo secolo non è illeggitima. La sofferenza che ambedue hanno inferto al mondo è immensa, il numero dei morti fatti anche dai russi è pazzesco: Stephane Courteois, autore del Libro Nero del Comunismo valuta che i comunismi nel mondo abbiano fatto 100 milioni di morti. Difficile valutare se i numeri siano attendibili, certo il terreno coperto dal comunismo è immenso, basta pensare all'estensione e la ferocia della Cina.

Ora, l'orrore ideologico del nazismo, pieno di idee di dominio razziale, di miti ariani, non è comparabile al pensiero originario del comunismo che cercava, però proponendo di fatto il dominio di un gruppo criminale, l'uguaglianza sociale. Un tratto specifico del mondo sovietico fu quello del completo sterminio di tutta la sua classe dirigente. Chiunque non fosse d'accordo veniva deportato o fatto fuori. È probabile che con la legge votata ieri il parlamento ucraino abbia anche voluto vendicare in parte la strage comunista negli anni 30 di contadini, 5 milioni, solo perchè possedevano qualche mucca o un paio d'ettari in più.

Donne e bambini rinchiusi in zone ormai deprivate di qualsiasi cibo o bevanda, una delle più spietate stragi di innocenti, oltretutto perdurante nel tempo, le rare immaginini recano, sì, i campi di sterminio. Insomma stalinismo e nazismo si sono somigliati, annusati, persino alleati. Lo storico Nolte ha sostenuto che il nazismo è nato come conseguenza e sul modello sovietico. Quello che più influenza il pensiero moderno, tuttavia, è il concetto di «totalitarismo» che, elaborato da Hanna Arendt, porta fino alla dichiarazione di Praga di Vaclav Havel e al giorno della memoria delle vittime del nazismo e del comunismo che l'Ue celebra insieme. Giusto? Sbagliato? Ne parleremo fino al secolo prossimo.

 

Indietro