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Da LIBERO: 11/04/2013

Paradosso buonista 

Per «tutelare» i gay

la Francia multa la famiglia tradizionale

    Fermati cittadini con la t-shirt con i disegni di mamma, papà e figli e bambini, stretti mano nella mano. L’uomo è stato prima costretto a levarsi l’indumento perché «contrario al buon costume», quindi portato. in un presidio di polizia e infine sanzionato per «manifestazione non organizzata».

    L’incredibile vicenda, accaduta nel giardino di Luxembourg a Parigi e riportata dal quotidiano Le Figaro, è rimbalzata - pur con qualche fatica e giorno di ritardo - sui siti italiani.
    Alcuni hanno sottolineato come Talleu sarebbe stato fermato in quanto considerato «omofobo». La sua felpa esponeva infatti il simbolo della «Manif pour tous», corrente di pensiero ispirata alla famiglia tradizionale e critica verso la legalizzazione dei matrimoni tra coppie omosessuali. Il problema, tuttavia, è che la felpa del signor Talleu non presentava alcuna scritta polemica contro i gay né messaggi discriminatori, ma solo un innocuo disegno raffigurante l’unità familiare. Né tantomeno Talleu era impegnato in attività sovversive o in manifestazioni violente; al momento in cui è stato braccato dalla Gendarmèrie, stava tranquillamente passeggiando con sua moglie e i suoi figli in un parco.
    D’altronde, come ha riportato ancora Le Figaro, quello di Talleu non è un caso isolato. Nei giorni precedenti anche Christophe, un imprenditore che stava facendo jogging nel parco indossando la stessa maglietta, è stato fermato, condotto al presidio di polizia trattenuto per un braccio, quindi interrogato e infine multato.
    «Se avessi esposto l’immagine di un dittatore», ha detto al giornale francese, «avrei avuto meno problemi. Sono stato trattato come se fossi un pericolo pubblico, capace di qualsiasi violenza».
    Stessa sorte anche per la 19enne Marie Capucine, multata per aver provocato, con la sua t-shirt pro-life, nientemeno che «disturbo alla tranquillità pubblica per mezzo di immagini provocatorie». Un facinoroso della peggior fatta doveva essere anche Frederic che addirittura sulla maglietta, accanto all’immagine, aveva la scritta oltraggiosa «Hollande, la tua legge non passerà», riferita al progetto di legge per il matrimonio gay, in discussione in questi giorni al Senato francese. A lui la multa è stata inflitta «per aver arrecato molestia alla tranquillità con urla e grida». Il problema, in realtà, non era il tono della sua voce, ma il contenuto dei suoi messaggi.
    Gli agenti francesi, infatti, candidamente hanno ammesso davanti a lui: «Se avessi gridato “Hollande, la tua legge deve passare”, allora non ti avremmo multato».
    Questi casi non fanno che confermare la deriva eterofoba della Francia di Hollande, tanto attenta ai diritti dei gay quanto intollerante verso le famiglie tradizionali. È il cortocircuito della retorica degli «stessi diritti per tutti»: la tutela delle minoranze omosessuali diventa in realtà dittatura e si fa repressione di chi gay non è.
    Così anche credere nella famiglia composta da un uomo e una donna viene considerata una trasgressione.
    Fortuna che le reazioni ci sono state, Oltralpe e non solo. In Francia i rappresentanti di «Camping pour tous», gruppo autonomo del movimento «Manif pour tous» ha organizzato una manifestazione di protesta davanti al Senato, dove proprio ieri è stato approvato il primo articolo del progetto di legge per i matrimoni gay.
    Intanto sul web si è scatenato un fenomeno pro-Talleu: in molti stanno dando la caccia alla felpa incriminata, acquistandola sul sito www.boutique.lamanifpourtous.fr . Ma forse la vera risposta sarebbe quella delle famiglie: mamme, papà e bambini dovrebbero scendere in piazza, anche nel nostro Paese, stringendosi l’un l’altro la mano, come nell’immagine «proibita». E gridare all’unisono: «Adesso multateci tutti».

 

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