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Da TEMPI: 8/11/2012

Cristiani perseguitati:Perché il mondo ha paura della semplice verità
detta dalla Merkel?
    Numeri alla mano, tre casi di discriminazione su quattro nel mondo sono contro i cristiani. La Merkel ha solo detto: «Il cristianesimo è la religione più perseguitata al mondo». Perché il mondo si scandalizza?

Di Leone Grotti

  È difficile trovare qualcuno a cui Angela Merkel stia simpatica ma è ancora più difficile trovare qualcuno che sappia accettare la verità. Scrivere che la cancelliera tedesca è stata duramente contestata non è una notizia di per sé, succede molto spesso. Ma questa volta la Merkel non è stata bersagliata dalle critiche perché parlava di rigore e austerità, mettendo da parte la crescita dell’Unione Europea, ma solo perché ha detto una piccola semplice verità: «Il cristianesimo è la religione più perseguitata al mondo».

    NON L’AVESSE MAI DETTO. La cancelliera ha pronunciato queste parole il 5 novembre a un incontro della Chiesa protestante tedesca e ha scatenato un finimondo. Jerzy Montag, avvocato del partito dei Verdi, ha reagito affermando che «la Merkel si sbaglia e comunque dire queste cose non è di aiuto». Moltissimi attivisti per i diritti umani da ogni parte del mondo hanno subito precisato che non serve a niente fare classifiche di quanto una religione sia perseguitata rispetto alle altre. Human Rights Watch si è affrettata a ricordare che sono duramente perseguitati anche i musulmani in Myanmar, gli ebrei in ogni parte del mondo e i membri del Falun Gong in Cina (dove comunque i cristiani non se la spassano di certo).

    DOVE STA IL PROBLEMA? Niente da dire sul contenuto delle filippiche degli attivisti ma perché queste reazioni? Come riportato dal Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) presentato poche settimane fa, tre casi di discriminazione su quattro, cioè il 75 per cento del totale, riguardano i cristiani. Non è una gara a chi viene perseguitato di più, è una fredda statistica. Perché la Merkel, che ha dichiarato anche che «la protezione dei cristiani nel mondo è un importante punto della nostra politica estera» e che «per me la fede è molto importante», non dovrebbe dirlo? Perché agli attivisti di Human Rights Watch dà tanto fastidio? Perché il mondo si scandalizza e non dice invece neanche una parola su questa copertina di Charlie Hebdo? Chissà.

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