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Da TEMPI: 19/06/2012
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Per i cristiani nigeriani
manca un Movimento 5 Stalle 
Mentre si apriva il mattatoio all’ombra dell’altare,
e i bambini nigeriani erano al fianco delle mamme coraggiose,
impazzava una battaglia
contro l’abbattimento dei randagi in Ucraina
 
Articolo di Renato Farina, alias Boris Godunov,
che apparirà sul prossimo numero di TEMPI, in edicola giovedì 21 giugno.
 
Di Renato Farina
 
    Personalmente Boris Godunov non sarebbe tipo da porgere l’altra guancia. La storia russa di ribellioni e congiure non prevede carezze. Offre il candido fianco, questo sì, ai colpi dell’avversario. Ma solo perché ha buttato via lo scudo per agitare meglio la scimitarra calmucca. Per questo si butta in ginocchio quando vede qualcuno che perdona. I vescovi in Nigeria hanno parole di perdono. Chiedono ai cristiani di non cedere alla vendetta, che fa solo contenti gli assassini.
    Ehi, ma perdonare non vuol dire ringraziare i santi uomini per la testimonianza e lasciar fare. Un manifesto circola ora: “Non aspettiamo la prossima domenica”. Siamo stufi di comunicati della domenica pomeriggio o del lunedì, dove si censurano gli attentati islamici contro i villaggi del Nord della Nigeria o del Kenya, perché non è mica una liturgia obbligatoria quella degli assassini, e non è un precetto della Chiesa essere indignati post factum. Bisogna mettere in condizione poveri e inermi, persino se sono africani e dunque neri, di non dover porgere l’altra guancia. Anche perché le guance stanno finendo.
    Colpisce che mentre si apriva nelle scorse domeniche il mattatoio all’ombra dell’altare, e i bambini nigeriani affollavano al fianco di mamme coraggiose le panche (meglio morire con Gesù che vivere senza per paura di morire! Sono così le madri cristiane), impazzasse una formidabile battaglia. Quella contro l’abbattimento dei cani randagi in Ucraina. Ne ricordo una analoga in passato contro lo sterminio dei quadrupedi in Romania. Anche se in Romania, nel frattempo, tanti bambini agitavano le zampette (chiamate nel loro caso mani), contendendo nelle strade gli avanzi ai randagi.
    Hanno avuto più dichiarazioni di sostegno e più firme ed echi mediatici questa lotta per la vita canina, mentre se il mio avatar prova in Parlamento a difendere questa gente, e lo ridice su Twitter, subito c’è chi alza il ditino e dice: «Da laico chiedo: è contro l’assassinio di tutti o solo dei cristiani? È per la libertà religiosa di ciascun uomo e di ogni religione o solo ti mobiliti per la tua specie religiosa?». Io ho risposto: «Ma lei, da laico, è favorevole all’aiuto per i terremotati dell’Emilia o per tutti i terremotati?». Quello si è imbufalito. Ovvio che vogliamo che stiano bene tutti gli uomini, e siano liberi. Ma c’è una specie che non è difesa da nessuno, e sono i cristiani, specie se cattolici, e soprattutto se africani. Sono considerati persino meno di quelli asiatici, e forse di quelli europei, specie se difendono la Santa Sede.
    Quando difendiamo la libertà religiosa, di tutti, ma proprio di tutti, difendiamo il bene essenziale di ogni uomo: il suo diritto di guardare il Mistero, di cercarlo, e se lo incontra di dire di sì o di no alla sua chiamata, senza che nessuno restringa questa libertà. Non sono uguali le religioni, non c’è rischio di relativismo in questa proclamazione universale. Ma è uguale il cuore di ogni uomo, da qualunque stirpe sia stato generato. Noi vogliamo che stiano bene tutte le creature, anche i cani. Boris osa ritenere che quando san Paolo sostenne che molti cristiani hanno ospitato senza saperlo degli angeli, forse aveva in mente anche qualche presenza apparentemente canina. Non sono impazzito.  San Giovanni Bosco pensava che il Nero, un grosso cane che lo difese da un attentato mortale dei protestanti, fosse un angelo. (Il mio cane dev’essere un serafino di ultima categoria, ma migliorerà).
    Ecco la mia idea. Pare che nell’ambito del centrodestra stia maturando l’idea di una lista miau&bau. Io propongo una sottolista, asino&bue, che ricordi la sacra famiglia e anche quelle meno sacre, la stalla e gli asinelli africani dei cristiani perseguitati. Movimento 5 Stalle.

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