Da IL TEMPO: 21/11/2011
 
Non credono al Diavolo
ma credono ai diavoli

 
Lo scrittore Vittorio Messori smonta la leggenda dei "poteri forti".
Sul governo Monti: "Magari ci fossero dietro banchieri e grande finanza: risolverebbero la crisi".

Di Alberto Di Majo
 
 
    «Ma quale governo dei massoni sostenuto dal Vaticano! Mi viene da ridere».
    Il giornalista e scrittore Vittorio Messori è divertito ma non sorpreso. Nei suoi libri parla di religione e misteri. È stato il primo a intervistare l'allora capo della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger. Il primo a raccogliere le riflessioni di papa Giovanni Paolo II. Ha raccontato «da dentro» l'Opus Dei, smontando la tesi secondo cui l'istituzione cattolica fondata da monsignor Escrivà sia una «setta» interessata più agli affari che alle opere di bene. Si è occupato dei Vangeli e del cristianesimo.
    E sui burattinai che terrebbero i fili della politica e dell'economia di mezzo mondo ha una tesi con buoni argomenti. Quelli che vedono non meglio precisati «poteri forti», anche dietro al premier Monti e ai ministri, sono vittime di una diffusa «ossessione», che affonda le sue radici nella rivoluzione francese e che è arrivata fino a noi seguendo lo stesso copione, epoca dopo epoca. Un'ossessione che ha inventato i «poteri forti» come responsabili del male perché ne aveva bisogno.
    Arriva dunque da lontano l'idea che «complotti» e «burattinai» decidano il destino di tutti gli altri comuni mortali.
    «La gente non crede più al diavolo ma ai diavoli. L'ossessione complottista, la ricerca ossessiva di chi sta dietro è un modo per compensare il bisogno istintivo di attribuire il male a qualcuno».
    C'è un inizio di questa ossessione?
    «Comincia con la rivoluzione francese. A quell'epoca il male era considerato una colpa degli aristocratici. Senza di loro, si pensava, il mondo sarebbe stato più limpido. Ma non è stato così. Poi è arrivato il marxismo, che ha dato la responsabilità del male ai borghesi, e giù con la lotta di classe. In seguito è stata la volta dei nazisti: la colpa del male del mondo era degli ebrei. L'ossessione dei poteri forti riempie un vuoto».
    Un vuoto che diventa più ampio con la modernità. 
    «È dalla caduta della societas cristiana che si va alla ricerca dei responsabili del male. Ovviamente vengono identificati i grandi colpevoli ma anche i piccoli, una sottospecie di colpevoli, come i massoni, i banchieri o l'Opus Dei».
    Lei ha scritto un libro per smontare le accuse «complottiste» all'Opus Dei.
    
«Ho fatto un'inchiesta di un anno e mi sono reso conto che si tratta soltanto di una leggenda. In realtà noi tendiamo ad attribuire ai complotti quello che non va».
    Come nel caso dei massoni?
    «Sì. Invece la massoneria inglese o americana ha un grande impegno civile, dà una mano anche alla Chiesa. Da noi, piuttosto, è stata identificata come una mano nera visto che è sempre stata anticlericale. E così rientra a buon diritto nel paniere dei diavoli alternativi».
    Niente massoni, dunque, ma i salotti dove si riuniscono i potenti ci saranno ancora. O nemmeno quelli?
    «Lo pensano in tanti: i potenti si ritrovano e ordiscono dei piani. Un vero e proprio mito. I salotti sono finiti negli anni '20-'30. La storia è sempre la stessa: c'è un bisogno di oscuro, di diabolico».
    La Chiesa. Tutti dicono che è un potere forte, che è in grado di cambiare direzione a un governo, di sicuro di far vincere o perdere un candidato alle elezioni. Non è così?
    «Mi faccio una risata. La gerarchia vaticana non sarebbe in grado di organizzare complotti nemmeno se volesse».
    Non esistono cardinali potentissimi pronti a tutto?
    «Se penso a certi gerarchi ecclesiali mi fa sorridere l'idea che possano stare dietro le quinte a fare i burattinai. Lo dico da cattolico, non voglio offenderli. Mi riferisco alla loro semplicità, sarebbe impossibile che ordissero piani segreti».
    Anche i poteri della Chiesa sono una leggenda metropolitana...
    «Capisco che la Chiesa in Italia sembra avere qualche potere. Ma giusto in Italia. Ormai in Francia, Germania, Austria non conta più niente. Per non dire in Olanda. Questi poveri preti rimasti sarebbero in grado di tirare i fili di personaggi importanti ed escogitare complotti?».
    Quindi, scusi Messori, ma per lei non esiste proprio il dietro le quinte?
    «Ma è nata la figura del dietroquintista. Quello che agisce nell'ombra e orienta le decisioni mentre noi poveracci dobbiamo soltanto adeguarci».
     Il governo Monti. Dicono che «dietro» ci siano i grandi banchieri, gli attori della finanza che conta, la massoneria e il Vaticano. Che ne pensa?
    «Sa che le dico, magari fosse così. Questa crisi economica è stata certamente provocata dalle banche e da una finanza allegra o, direi meglio, irresponsabile. Allora a questo punto mi augurerei che dietro a Monti e ai ministri ci fossero quella grande finanza e quelle banche che hanno perso moltissimo in questi mesi. Se fosse vero, risolvendo la crisi per loro ne avremmo vantaggi anche noi».

 

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