Da LA BUSSOLA: 05-11-2011

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DELITTI E CASTIGHI
 
A cura di Rino Cammilleri

    Il 16 marzo 2011, su RadioMaria, Roberto De Mattei (*) ricordò che talvolta le calamità naturali sono castighi di Dio. È noto che un padre corregge i figli discoli perché vuol loro bene; segno che non se ne disinteressa (tutta la Bibbia è piena della sollecitudine, anche con mano pesante, di Dio nei confronti del suo popolo).
    Ma, poiché viviamo nell’epoca della «morte del padre», De Mattei fu subissato di improperi dal laicume nazionale, anche quello sedicente «moderato». Il 20 aprile De Mattei, sempre via radio, si spiegò meglio e ribadì il concetto.
    Ricordò, tra le altre cose, le strisce apparse in Messina il 27 dicembre 1908, domenica. C’era scritto: «Gesù Cristo non è mai esistito». Nello stesso giorno, sul giornale anticlericale "Il Telefono" (Meucci era messinese) compariva la poesiola: «O Bambinello mio, vero uomo e vero Dio, per amor della tua croce fa sentir la nostra voce; Tu che sai, che non sei ignoto, manda a tutti un terremoto».
    La sera una processione parodistica di mangiapreti andava a buttare simbolicamente in mare un crocifisso. All’alba del lunedì 28 dicembre 1908 un terremoto del decimo grado Mercalli, seguito dal maremoto, rase al suolo Messina. Le vittime furono oltre 80mila. Il mondo intero rimase attonito.
    A Messina l’unica cosa a rimanere in piedi fu l’orfanotrofio del messinese s. Annibale Maria Di Francia; tutti i piccoli restarono illesi. Il 16 novembre 1905 il santo aveva predicato in cattedrale e aveva avvertito che la città era «sotto la minaccia dei castighi di Dio». Ed era stato anche più esplicito: «Non posso nascondervi, fratelli miei, che appunto il terremoto è il flagello col quale io temo che il Signore voglia punirci».
 (*) Roberto de Mattei (Roma, 1948) insegna Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università Europea di Roma, dove è coordinatore del corso di laurea in Scienze storiche.
    Presidente della Fondazione Lepanto (Roma – Washington), è attualmente vice-presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche di cui è già stato sub-commissario (2003) e vice-presidente (2004-2007) con delega nel settore delle Scienze Umane; Membro del Board of Guarantees della Italian Academy presso la Columbia University di New York; componente del Consiglio Direttivo dell’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea; membro del Consiglio Direttivo della Società Geografica Italiana.
    È stato dal febbraio 2002 al maggio 2006 Consigliere per le questioni internazionali del Governo Italiano. È autore di libri e pubblicazioni tradotte in varie lingue e collaboratore di giornali e riviste italiane e straniere.
Tra le sue più recenti pubblicazioni i volumi: “Il Concilio Vaticano II – una storia mai scritta” (Edizioni Lindau, 2010), Evoluzionismo: il tramonto di un ipotesi (Edizioni Cantagalli, 2009), Turchia in Europa. Beneficio o catastrofe? (Edizioni SugarCo, 2009), La liturgia della Chiesa nell’epoca della secolarizzazione (Edizioni Solfanelli, 2009), Pius IX (London, 2004), Der Kreuzritter des 20. Jahrhunderts: Plinio Corrêa de Oliveira (Wien, 2004), L’identità culturale come progetto di ricerca (Roma 2004); La Biblioteca delle Amicizie Repertorio critico della cultura cattolica nell’epoca della Restaurazione, (Napoli 2005); De Europa: Tra radici cristiane e sogni postmoderni (Firenze 2006); Holy War Just War, Rockford, Illinois 2007; La dittatura del relativismo (Chieti 2007). È direttore della rivista trimestrale di Storia “Nova Historica”, del mensile “Radici Cristiane” e del settimanale “Corrispondenza romana”.

 

 

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