L’Iran fornisce armi per uccidere americani a Baghdad

La prima volta di Panetta in Iraq

di Costantino Pistilli - l'Occidentale 16/7/2011

“L’Iran fornisce armi ai guerriglieri sciiti in Iraq”. Questa frase è stata pronunciata da Leon Panetta durante la sua prima visita a Bagdad da neo segretario americano alla Difesa. Il democratico italo americano, successore di Robert Gates, ha chiesto al governo iracheno di agire con forza contro i combattenti sciiti sostenuti dagli ayatollah dopo che è stato ucciso nel sud del Paese l’ennesimo soldato Usa.

Panetta, e l’amministrazione Obama, hanno dunque dichiarato urbi et orbi di ritenere l’Iran il principale fornitore di armi e di addestramento per almeno tre milizie che negli ultimi mesi hanno attaccato le forze Usa e irachene. Si tratta infatti di propaggini guidate dall’anti americano Muqtada al Sadr, il cui partito fa parte della coalizione di governo Maliki. Per questo motivo Panetta nell’incontrare il presidente iracheno Jalal Talabani, il premier Nouri al Maliki e il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani, ha ripetuto lo stesso avvertimento lanciato pochi giorni prima nel sud dell’Afghanistan: “Noi abbiamo l'autorità di fare tutto ciò che è necessario per difendere le nostre forze: e lo faremo". Nel solo mese di giugno, infatti, sono stati uccisi quindici soldati americani: il bilancio più preoccupante degli ultimi due anni.

E rivolgendosi ancora all’endorsement iracheno ha aggiunto: "Se ancora vogliamo essere partner è necessario che siate in grado di proteggerci dagli attacchi che ci colpiscono". Inoltre, ha domandato ad al Maliki di decidersi a chiedere chiaramente agli Stati Uniti di tenere alcune delle forze nel Paese: “Qualsiasi richiesta di mantenere una parte del contingente americano sarebbe seriamente considerata”.

In linea con un accordo Usa Iraq, infatti, il Pentagono prevede di ritirare le 46.000 truppe statunitensi impiegate attualmente a Bagdad entro il 31 dicembre di quest’anno, a meno che il governo iracheno chieda formalmente di mantenere alcune unità per garantire sicurezza e formazione. Dopo aver parlato agli alleati iracheni (urbi), Panetta si è poi rivolto agli alleati internazionali (orbi): “I Paesi europei membri della Nato devono assumersi le loro responsabilità e aumentare il loro bilancio destinato alla difesa se vogliono restare partner affidabili. Sono favorevole ai partenariati ma se si vuole parlare di partenariati, bisogna che siano autentici: anche gli altri Paesi devono assumersi le loro responsabilità nel mondo” per poi aggiungere: "Non possiamo essere i soli a sostenere il carico finanziario delle operazioni dell'Alleanza atlantica, ad esempio; infatti, il 75 per cento delle spese militari della Nato dei ventotto Paesi che conta la Nato, solo Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Grecia e Albania rispettano la soglia del 2 per cento del Pil raccomandato dall’ Alleanza atlantica per la difesa”.

Nel frattempo, mentre si aspetta una risposta della comunità internazionale - e magari una visita di Obama in Iraq - la Repubblica islamica dell’Iran non ha tardato a rispondere attraverso la voce del generale Ahmad Vahidi, ministro della Difesa iraniano: “L'egemonia degli Usa nella regione è stata distrutta. Le frasi di Panetta sono per noi un segnale di fallimento politico”.

 

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