Osama morto, festa a Washington e New York

Folla da stadio, in piazza i parenti delle vittime dell'11 settembre

Televideo Rai 2/5/2011

L'emozione e' enorme, in piazza ci sono persone che hanno perso amici e parenti nell'attentato. E, fra le lacrime, hanno voglia di celebrare lo storico momento. E anche il presidente Barack Obama che l'ha annunciato. Applausi: ''Ce l'abbiamo fatta''. Al momento il timore di una vendetta da parte dei militanti di Bin Laden non e' considerata. Per ora si festeggia: ''Non ci sconfiggerete'', si sente tra le urla di entusiasmo.

''Dead'' (morto): cosi', con il titolo a tutta pagina che accompagna la sua fotografia, l'America ha annunciato la notizia della morte di Osama Bin Laden. Ed e' stata festa spontanea, da Washington a New York. Dal New York Times al Washington Post, dalla Abc alla Cnn, tutti i media, grandi e piccoli, hanno proposto edizioni straordinarie, mentre tanto davanti alla Casa Bianca a Washington, quanto a Times Square a New York, una folla via via sempre piu' grande ha festeggiato la notizia scandendo ''U-S-A'' e sventolando bandiere americane.

Dopo che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha confermato ufficialmente l'annuncio (anticipato dalla CNN) con un discorso televisivo a mezzanotte, l'ex presidente, George W. Bush, colui che aveva dichiarato guerra a Osama bin Laden, ha dichiarato: ''Giustizia e' stata fatta. Oggi l'America ha mandato al mondo un messaggio inequivocabile''. Un messaggio che e' stato accolto in primo luogo proprio dalla gente d'America, che da Washington a New York, da una costa all'altra del Paese, e' scesa in piazza per festeggiare. Davanti alla Casa Bianca la gente si e' radunata in modo spontaneo. Tremila, quattromila persone, che sono aumentate col passare delle ore. ''Non avevo mai provato un'emozione come questa - ha detto John Kelley, uno studente di 19 anni -. E' una notizia che aspettavamo da tanto tempo. Quando ho sentito la notizia, avevo le gambe che mi tremavano. Poi ho sentito che dovevo fare qualcosa, e sono venuto qui, davanti alla Casa Bianca''.

Come lui, sono stati in tanti a sentire il bisogno di festeggiare. ''Quello che provo oggi? Un sentimento di giustizia - ha aggiunto un altro studente, Jon Garcia, a sua volta in Pennsylvania Avenue insieme ad un gruppo di amici -. Questo rende giustizia a tutte le persone che sono state toccate dall'11 settembre. Questo da' un senso alla nostra missione in Afghanistan''. Parole che, in modo spontaneo, hanno rievocato in piazza quelle pronunciate all'interno della Casa Bianca dal presidente Obama, che nel dare l'annuncio al popolo americano aveva detto: ''Non e' stata l'America a scegliere questa lotta. E' venuta da sola, con il massacro senza senso sul nostro suolo dei nostri cittadini. Dopo dieci anni, conosciamo bene i costi della guerra... Ma noi resteremo fedeli ai che ci hanno reso quelli che siamo. E in notti come queste possiamo dire alla famiglie che hanno perso i loro cari per combattere Al Qaida: giustizia e' stata fatta''. ''Il risultato di oggi - aveva concluso Obama - e' una testimonianza della grandezza di questo Paese e della determinazione della sua gente... Oggi abbiamo ancora una volta ricordato che l'America puo' raggiungere qualunque obiettivo essa si ponga.. Questa e' la storia della nostra storia. Lasciatemi ricordare che possiamo fare tutto cio' non per la ricchezza o la forza, ma per cio' che siamo: una Nazione, davanti a Dio, indivisibile, con la liberta' e la giustizia sopra ogni cosa''.Migliaia di persone a Ground Zero per festeggiare la morte di Osama Bin Laden. A quasi 10 anni dall'attacco contro le Torri gemelle, New York scende in piazza: clacson suonano per la citta'. Cantando l'inno nazionale e al grido di 'Yes we can', i newyorkesi celebrano la morte dell'autore dell'attentato piu' sanguinoso in territorio americano.

FOLLA A GROUND ZERO, FESTA SPONTANEA FRA GIOIA E COMMOZIONE - Migliaia di persone a Ground Zero per festeggiare la morte di Osama Bin Laden. A quasi 10 anni dall'attacco contro le Torri gemelle, New York scende in piazza: clacson suonano per la citta'. Cantando l'inno nazionale e al grido di 'Yes we can', i newyorkesi celebrano la morte dell'autore dell'attentato piu' sanguinoso in territorio americano. C'e' chi arriva avvolto nella bandiera americana, chi piange, chi ricorda le vittime dell'attentato con fiori e candele. Ci si abbraccia, si canta 'Usa Usa'. C'e addirittura chi e' arrivato in pigiama, altri hanno lasciato il ristorante per ritrovarsi, in modo spontaneo, nel luogo cella tragedia. A poco piu' di un'ora dalla diffusione della notizia della morte di Bin Laden, mentre frotte di persone confluiscono a Ground Zero, la polizia chiude le strade, arriva con i cani per contenere la folla crescente. L'emozione e' enorme, in piazza ci sono persone che hanno perso amici e parenti nell'attentato. E, fra le lacrime, hanno voglia di celebrare lo storico momento. E anche il presidente Barack Obama che l'ha annunciato. Applausi: ''Ce l'abbiamo fatta''. Al momento il timore di una vendetta da parte dei militanti di Bin Laden non e' considerata. Per ora si festeggia: ''Non ci sconfiggerete'', si sente tra le urla di entusiasmo.

FOLLA DA STADIO E CAROSELLI A CASA BIANCA - Prima poche centinaia. Poi, a migliaia, giovani e giovanissimi, hanno affollato i giardini di Lafayette Park, davanti alla Casa Bianca, urlando con foga tutta la loro gioia. Dopo aver ascoltato direttamente in tv il presidente annunciare ufficiale che Osama Bin Laden e' morto, in tantissimi, avvolti con la bandiera stelle e strisce, hanno dato vita a una sorta di rito collettivo, molto piu' simile a festeggiamenti da stadio che a una vera e propria manifestazione politica. Urlando incessantemente 'U-S-A', tutti avevano in mano il proprio smart phone, perennemente acceso per girare il proprio video da 'postare' su Youtube. ''Adesso il mondo sara' molto piu' sicuro'', urla una ragazza a una delle tante troupe tv che si aggiravano tra la folla. ''Bin Laden ha avuto quello che si meritava'', gli risponde un altro, con la maglietta dei Capitol, la squadra locale di hockey. Mentre lungo la Pennsylvania Ave, continuano ad affluire giovani universitari direttamente dalla esclusiva Georgetown University, nelle strade del centro cominciavano i caroselli dei suv stracarichi di ragazzi, anche loro con la bandiera, urlando, suonando il clacson e facendo il segnale di vittoria con le mani. Come se avessero vinto il Mondiale. C'e' chi urla 'Obama, Obama'. Altri invece, in giacca e cravatta, mostrano cartelli elettorali un po' datati, con su scritto il ticket 'Bush-Cheney'. E c'e' anche chi sventola qualche bandiera dei Tea Party. Ma sono una minoranza. Complice la sera tiepida e piacevole, nessuno ha veramente voglia di parlare di politica. E soprattutto di litigare. Tutti hanno solo una gran voglia di stare assieme e divertirsi, senza farsi tanti problemi. Piu' defilato, Bill, un ragazzo i 25 anni, piu' pensoso degli altri. Fa parte di un'associazione pacifista. Qui, in questi giardini, e' venuto molte volte a manifestare il suo dissenso a tutte le guerre. A lui questo entusiasmo non piace: ''Molti di loro dieci anni fa stavano alle elementari, non sanno niente dell'11 settembre...Bin Laden era un criminale sanguinario, ma non mi piace quel Paese in cui si festeggia in piazza la morte di 21 persone''. Ma e' l'unico ad avere questi pensieri. Accanto a lui passa un gruppo di giovani scalmanati, sudati e a dorso nudo, che gli urlano a squarciagola 'Usa, Usa'. Come loro, tanti altri, continueranno a far baldoria, in questa lunga notte di festa, a Washington.

 

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