L'Iran silura l'ex presidente riformista Rafsanjani, si teme l'effetto contagio

di Vittorio Da Rold - Sole24Ore 8/3/2011

Le forze di sicurezza iraniane hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere dimostranti anti-governativi a Teheran. Lo riferisce il sito del leader dell'opposizione riformista Mir Hossein Mussavi, Kaleme.com. La manifestazione, che non era stata preannunciata, si è svolta sulla piazza Enqelab (rivoluzione), nel centro della capitale, secondo il sito.

L'Iran silura l'ex presidente riformista Rafsanjani, si teme l'effetto contagio
(di Vittorio Da Rold)

Teheran gioca d'anticipo temendo il contagio delle rivolte arabe sferrando un altro colpo contro l'Onda verde e il fronte dei riformisti in Iran. L'ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani ha ceduto l'8 marzo la presidenza dell'Assemblea iraniana degli esperti all'ayatollah Mohammad Reza Mahdavi Kani, un religioso conservatore. Rafsanjani aveva annunciato nel suo discorso di apertura della seduta dell'Assemblea degli esperti religiosi che non si sarebbe ricandidato in caso di concorrenza da parte dell'ayatollah Kani, cosa puntualmente avvenuta.

L'Assemblea degli esperti è incaricata di nominare, sorvegliare ed eventualmente esautorare (cosa mai avvenuta nel corso degli ultimi 31 anni) la guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, 71 anni, l'erede politico di Khomeini. Politico navigato, il 76enne Rafsanjani, detto lo squalo per la sua abilità di eliminare gli avversari, si era inizialmente esposto a favore del movimento di opposizione dell'Onda Verde nell'estate del 2009, salvo poi tornare vicino a Khamenei e nei ranghi del regime per tentare di giocare un ruolo di mediazione. Malgrado ciò era considerato una spina nel fianco dalla Guida Suprema Ali Khamenei e dal presidente Mahmoud Ahmdinejad.

Ora viene messo da parte. Il regime iraniano adesso cercherà di mettere le mani sul "tesoro" dell'Onda verde, sulla fondazione di Rafsanjani che guida l'università privata più importante dell'Iran. Rafsanjani resta al momento Presidente del Consiglio per il discernimento (una sorta di Corte costituzionale) che è incaricato di risolvere i conflitti legislativi che possono insorgere fra il Parlamento e altri organi istituzionali.

Rafsanjani, infatti, oltre a essere uno dei principali sostenitori dell'Onda verde, è anche uno degli uomini più ricchi dell'Iran. Forbes lo aveva incluso nella lista degli uomini più ricchi del mondo, grazie alla sua partecipazione in molte società, incluse quelle immobiliari e petrolifere. Una potenza che gli ha guadagnato il soprannome di Akbar Shah.

La famiglia Rafsanjani possiede inoltre interessi nel commercio con l'estero, (distribuzione dei pistacchi), ampi possedimenti fondiari, e la più vasta rete di università private, conosciuta come Islamic Azad University, 300 campus e oltre 3 milioni di studenti. Attaccare un uomo così potente, vuol, dire attaccare un padre della patria e voler mettere la parole fine alla spaccatura iniziata nel corso delle elezioni del 12 giugno 2009, data in cui Ahmadinejad fu rinnovato alla carica presidenziale nonostante accuse di gravi brogli. Un colpo di stato bianco, aveva accusato l'opposizione.

La rimozione di Rafsanjani mette la parole fine a chi sostiene che le rivolte in Nord Africa hanno avvantaggiato il regime degli ayatollah perché avrebbero indebolito l'Egitto e l'Arabia Saudita, due paesi sunniti e filo-americani, ostili all'Iran. In realtà le rivolte arabe sono il proseguimento proprio del movimento dell'Onda verde iraniana che ora potrebbe riprendere forza a Teheran. Ecco perché Khamenei usa il pugno di ferro pe evitare il rischio contagio.

 

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