Pakistan: bambina cattolica di 9 anni stuprata da un musulmano
 
ROMA, lunedì, 20 dicembre 2010 (ZENIT.org).- Una bambina cattolica di 9 anni è stata violentata da un uomo musulmano nel distretto di Tehsil Samundari, nel territorio della Diocesi di Faisalabad, in Pakistan.

Riporta la notizia l'agenzia Fides, sottolineando che la piccola, di nome Gulfam, è ora sotto shock e “in preda a un trauma fisico e psicologico”.

La Chiesa locale ha espresso a Fides profonda preoccupazione per le condizioni delle famiglie cristiane più povere, vittime di discriminazioni, violenze e abusi.

“L’episodio è terrificante”, ha affermato monsignor Joseph Coutts, Vescovo di Faisalabad. “Ho incontrato le vittime e ho espresso loro il mio conforto. Credo occorra studiare una strategia, pastorale e legale, per frenare il fenomeno dell’abuso sulle bambine cristiane”.

Gulfam (che significa “come un fiore”) frequenta la terza elementare. Il 10 dicembre scorso era tornata da scuola e sua cognata l’ha mandata insieme al cuginetto di 7 anni a prendere della legna per cucinare.

Dopo un po’, il bambino è tornato a casa raccontando che Gulfam era stata presa e trascinata da un uomo in un campo. Quando i parenti sono giunti su posto, hanno colto in flagrante l’uomo che abusava della bambina e che è subito fuggito.

I genitori hanno denunciato lo stupro alla polizia e l’uomo è stato arrestato, ma la famiglia è terrorizzata perché il villaggio è a maggioranza musulmana e i parenti dello stupratore hanno già cercato di intimidire e minacciato i familiari di Gulfam perché ritirassero le accuse.

La bambina ha raccontato che l’uomo le ha offerto del denaro e, al suo rifiuto, l’ha presa con la forza, le ha tappato la bocca e l’ha stuprata. Le ha detto anche “di stare tranquilla perché ha fatto lo stesso servizio ad altre bambine cristiane”.

“E’ vergognoso”, hanno riferito fonti locali di Fides, denunciando che “tali episodi avvengono con frequenza”.

“Le bambine cristiane sono considerate merce da stropicciare comodamente. Abusare di loro è un diritto, nella mentalità comune non è nemmeno reato. I musulmani le considerano un bottino di guerra”.

Gulfam è ora affidata alle cure di alcune suore.

Secondo il “Centre for Legal Aid Assistance and Settlement” (CLAAS), che offre assistenza legale gratuita alle vittime, sequestri e violenze sessuali ai danni delle ragazze cristiane e indù sono in crescita in Pakistan, spesso al fine di conversioni e matrimoni forzati.

Secondo la ONG pakistana “Alleanza contro la Violenza Sessuale” (“Alliance Against Sexual Harassment”), il 91% delle lavoratrici domestiche dichiara di aver subito abusi o violenze sessuali.

Le giovani appartenenti alle minoranze religiose sono particolarmente vulnerabili, sottolinea l'organizzazione, per la quale ogni anno ci sono molte denunce relative anche a veri e propri sequestri subiti dalle lavoratrici, spesso strappate alle famiglie cristiane e costrette a sposare ricchi uomini di affari e a convertirsi all’islam.

Molti altri casi restano sconosciuti perché le famiglie, intimidite, non sporgono denuncia.

 

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