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Armi iraniane nelle ambulanze

Dimitri Buffa - L'Opinione 3/12/2010

Lo ha rivelato Wikileaks mettendo i dispacci on line, lo ha avallato “The Guardian”, quotidiano della sinistra inglese, dedicandoci un’intera pagina... ergo la notizia è ufficiale e confermata: l’Iran utilizzò le auto ambulanze della Mezzaluna Rossa iraniana e gli aerei cargo (che teoricamente dovevano portare i medicinali in Libano dopo la guerra del 2006) per trasportare invece armi e missili diretti agli hezbollah. “Unifil 2” ancora doveva nascere, per la maggior gloria di Massimo D’Alema, all’epoca ministro degli Esteri del governo Prodi e reduce dalla passeggiata con il ministro Hezbollah a Beirut, e quelli già pensavano a come riarmarsi più che a curare la popolazione e a sfamarla. Però la notizia, riportata ieri anche dall’agenzia Associated press, stenta a uscire nelle prime pagine dei giornali. Gli israeliani lo sostenevano già quattro anni orsono ma vuoi mettere ora che lo certifica Assange e che la cosa emerge dai documenti riservati dei diplomatici Usa diffusi il 28 novembre da Wikileaks?
Da quelle carte si capisce inoltre che gli stessi carichi di medicinali della Mezzaluna Rossa iraniana vennero "usati per favorire il trasporto di armi". In uno dei file, una persona, le cui generalità non sono state rese note, afferma di aver visto "missili sugli aerei diretti in Libano mentre consegnavo le medicine". In tutto ciò a fare la figura del fesso è proprio il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che vede “sputtanata” proprio da “Wikileaks” questa assurda politica della mano tesa verso chi, come l’Iran di Ahmadinjad, dentro di sé spera di tagliargliela. Agli inizi di novembre un’ulteriore sconfessione a questa politica estera pazzesca era venuta dal sequestro della nave “FrancoP” in acque internazionali al largo delle coste di Cipro. Batteva bandiera di Antigua e trasportava armi di tutti i tipi destinate ad Hezbollah nel Sud del Libano. Le armi, di fabbricazione iraniana, erano stivate all’interno di container trasbordati sulla “FrancoP” nel porto egiziano di Damietta da un’altra porta-container arrivata dall’Iran. Trasportata nel porto israeliano di Ashdod la nave si era rivelata piena di sorprese tanto che il sequestro venne giudicato dall’intelligence israeliana persino superiore a quello della ormai famosa “Kairine A”, cioè la nave che portava le armi iraniane ad Hamas e ad Arafat ai tempi della Seconda Intifada.

 

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