Il rapporto Italia-Russia e i presunti scoop di Wikileaks

di Gabriele Cazzulini - Ragionpolitica 30/11/2010

Wikileaks «scopre» che l'Italia mantiene una «special relation» con la Russia. Una relazione fondata sull'intesa personale tra Berlusconi e Putin. Si vocifera di un parallelismo tra affari e politica, in particolare per quanto riguarda il settore energetico, vedi gas e petrolio. Ma per trovare un fondo di verità bisogna saltare a piè pari tutte le facili illazioni politiche che si leggono sulle prime pagine italiane. Il vero senso è che l'Italia e Berlusconi sono stati letteralmente usati da Wikileaks come armi nella sua lotta contro il governo statunitense. Infatti la pseudo-notizia dell'asse Italia-Russia acquista valore soltanto in un'ottica anti-americana. Finora non costituisce reato scegliersi un partner internazionale e intavolare stringenti accordi che spaziano dalla politica all'economia. La storia abbonda di storie simili e nessuno si è mai scandalizzato. O meglio: qualcuno storce il naso perché vede i suoi interessi di ex superpotenza messi in pericolo.

Ci permettiamo un volo pindarico, ma molto utile: Enrico Mattei, il geniale fondatore dell'Eni, morto in un incidente aereo all'inizio degli anni Sessanta. E' una figura leggendaria di un grande italiano che riusciva a fare politica al di là dei partiti e nell'interesse nazionale più sincero. Bene. Mattei era finito nel mirino delle «Sette Sorelle», ma in particolare dell'America, che all'epoca imponeva il suo «protettorato» sull'intera Europa Occidentale. Figurarsi l'Italia uscita dalla guerra. Ora il punto, che non piacerà certo agli ideologi dell'americanismo, è che Washington, e i suoi interessi economici, non hanno mai visto di buon occhio l'intraprendenza dell'Eni di Mattei, che aveva stretto - guarda caso - proprio una incredibile intesa con l'Urss di Krushev - non sarà citato sui libri di storia, ma quando il segretario del Pcus venne a conoscenza della morte ambigua di Mattei, disse che gli avevano ammazzato un amico. Perché? Perché l'Eni e l'Urss si preparavano ad esplorare e sfruttare i ricchissimi pozzi petroliferi in... Libia! Non c'era ancora Gheddafi, ma il vincolo con l'Italia rimaneva forte.

Ecco, ritornando al 2010, Mosca ha capito che Roma è la sua sponda mediterranea e Roma ha capito che Mosca è una piattaforma perfetta per i suoi scambi economici, dall'export all'energia. Anche in Libia. D'altronde la Russia è più che mai interessata all'Europa, come dimostra la recentissima proposta di una zona di libero scambio dagli Urali al Portogallo. Per non parlare dello scudo missilistico difensivo che gli Usa, all'ultimo vertice nato di Lisbona, hanno deciso di costruire e condividere con la Russia. Ma ancora più evidente era l'intesa, ormai superata, con la Germania di Schroeder. Proprio sul territorio della ex Germania comunista la Russia sta realizzando il suo snodo fondamentale per portare il gasdotto North Stream in Europa. Non solo: l'ex cancelliere, al momento dell'uscita di scena dalla vita politica, dopo la sconfitta elettorale del 2002, aveva ricevuto l'offerta russa di presiedere il consorzio del North Stream - e Schroeder aveva accettato. Scandalo? Lo avevano proposto anche a Prodi quando, nel 2004, terminò il suo mandato di presidente della Commissione europa. Ma Prodi rifiutò perché da lì a poco sarebbe tornato a fare il premier in Italia, nel 2006. Anche in quel caso nessuno parlò di scandalo. Semmai il vero problema è il disinteresse americano per il Vecchio Continente, che da parte sua è sempre fedele agli americani in Afghanistan.

Forse questo sarebbe il vero scandalo: far finta che la Russia non conti nulla, far finta che le opinioni di qualche diplomatico contino davvero molto, far finta che ci sia una sola verità. Terrorismo? Non esageriamo. Wikileaks è un fenomeno mediatico nuovissimo, che mette insieme la tecnologia del web con la geopolitica. Va studiato, ma non va temuto, né sovrastimato.

 

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