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Viva il grande Quinto Concilio Rivoluzionario per la Pace contro i colonialisti sionisti!

Cartoline da Eurabia - Ugo Volli

Informazione Corretta 29/11/2010

Cari amici,
ogni tanto mi meraviglio davvero per la pigrizia (o è partigianeria?) della stampa italiana. Pensate che l'altro ieri si è riunita a Ramallah la "quinta convention" (o sarà una semplice quinta riunione? mah...) del Concilio Rivoluzionario (o sarà un semplice comitato politico? ri-mah...) di Al Fatah, comunque il suo organismo rappresentativo – e nessun giornale italiano ne ha dato notizia adeguata!

E' uno scandalo! Anzi, di più, è un peccato, perché il comitato o concilio che sia ha preso alcune importanti decisioni che non è esagerato definire rivoluzionarie (è il suo mestiere, no?). Ecco quel che si capisce dalle parti del comunicato finale pubblicate qui: http://www.jpost.com/MiddleEast/Article.aspx?id=196972. La prima decisione non è una sorpresa: “The council affirms its rejection of the so-called Jewish state or any other formula that could achieve this goal,” vale a dire il Concilio o comitato che sia ha deciso che mai e poi mai avallerà il riconoscimento di Israele come "cosiddetto stato ebraico" e che anche ogni formula di compromesso è esclusa. Chi sperava di far passare di straforo la giudeizzazione di Israele è servito.

E' interessante però il modo in cui prosegue il comunicato: “The council also renews its refusal for the establishment of any racist state based on religion in accordance with international law and human rights conventions.” Cioè: sulla base della legge internazionale siamo contro "ogni stato razzista basato sulla religione". Giustissimo, anzi cavourriano: libera chiesa (o moschea) in libero stato. Dobbiamo intendere per questo un'allusione al fatto che "La Repubblica Islamica è una forma di governo presente in Iran, Pakistan, Iraq, Afghanistan, Sudan e Mauritania" (http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Islamica), per non parlare della Libia, dell'Arabia Saudita, della Giordania di Gaza e della stessa autorità palestinese ecc.?  Fate un po' voi.

Il quinto concilio ha anche deciso che non vi può essere ripresa delle trattative prima del blocco delle costruzioni oltre la linea verde inclusa Gerusalemme (questo già lo sapevamo), che bisogna opporsi alla legge sul referendum in caso di accordo (e ti pareva...) che gli americani non devono favorire la ripresa delle trattative accordando vantaggi a Israele (figuratevi). Ma c'è un'aggiunta molto molto significativa. Il concilio ha dichiarato di opporsi "categoricamente" a ogni scambio di territori nella pace finale (cioè alla condizione di base di ogni trattativa ipotizzata finora, per cui i più grandi blocchi di insediamenti resterebbero a Israele in cambio della cessione di altrettanta terra in altre parti del paese), perché "le gang di occupanti illegali non possono essere messe sullo stesso piano dei proprietari della terra e dei diritti." Giusto: non vorremo mica fare dei baratti coi colonialisti? Che si impicchino, loro e chi vuol fare le trattative.

Inoltre "il Concilio si congratula con il presidente Abbas per la sua difesa dei diritti palestinesi fondamentali, innanzitutto il ritorno dei rifugiati" che distruggerebbe Israele sotto il peso demografico ed economico di qualche milione di arabi. E naturalmente, no anche a confini provvisori e soluzioni parziali. O tutto o niente. Notate che questi sono i palestinesi buoni, quelli interamente appoggiati dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea, non i mezzo cattivi come quelli di Hamas che vogliono la ripresa del terrorismo in Giudea e Samaria (http://www.jpost.com/MiddleEast/Article.aspx?id=196975).

Insomma, addio trattative. Se Israele vuole arrendersi, si accomodi e vedremo come verrà ricevuto. Se no, naturalmente la lotta continuerà. La lotta per la pace, naturalmente, che tutto il mondo appoggia. Ma, beninteso, se le trattative non riprendono, è colpa di Israele, delle "colonie" e dei referendum

Ugo Volli

PS: Sapete come si intitolava la riunione? Sì, ve l'ho detto, Quinta Convenzione del Concilio Rivoluzionario ecc. Ma, sapete, gli arabi sono superiori anche nella comunicazione non perdono mai un'occasione retorica e per questo non numerano solamente, ma dedicano sempre anche le riunioni a qualcuno. Per questa ragione la traduzione inglese dello striscione sovrastante l'assemblea suonava : ""Palestinian National Liberation Movement - Fatah. Fifth Meeting of the Revolutionary Council Shahid (Martyr) Commander Amin Al-Hindi Conference November 24-25, 2010 Ramallah - Palestine."  (http://www.israelnationalnews.com/News/news.aspx/140862).  Vi chiederete chi era questo Al-Hindi e cosa ha fatto per essere onorato così. Be', è semplice. Nelle parole del portavoce dell'autorità palestinese "Al Hindi era una delle stelle che brillarono allo stadio dello sport di Monaco"; in parole meno poetiche, uno dei terroristi che uccisero a sangue freddo gli atleti isareliani durante le Olimpiadi del 1972. Per la cronaca, uno dei responsabile della pianificazione dell'operazione sembra sia stato proprio l'attuale presidente Abbas. Tutto chiaro ora, no? Come volete che una conferenza (o concilio)  intitolata a Al Hindi abbia voglia di fare la pace?

 

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