1

Togliamo la benzina all'Iran e il consenso per Ahmadinejad crollerà

Le sanzioni funzionano ma vanno inasprite

di Wahied Wahdat-Hagh* - l'Occidentale 8/11/2010

L'Iran è stato colto di sorpresa dalla forza delle recenti sanzioni economiche applicate ai danni del Paese dalla Risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 9 giugno 2010. A differenza delle sanzioni del passato, questo round ha mostrato un consenso internazionale determinato sul fatto che l'Iran si sta spingendo troppo in là nella sua politica nucleare e che deve essere inviato un segnale per fargli modificare la sua politica nucleare.

L'Unione Europea ha concordato con gli Stati Uniti nel far passare sanzioni ancora più forti contro il regime iraniano, mentre simultaneamente offriva una finestra di dialogo al fine di trovare una soluzione accettabile per tutte le parti. Anche Canada, Australia, Giappone e Corea del Sud hanno limitato le loro relazioni economiche bilaterali con l'Iran. Gli investimenti in petrolio iraniano e nelle industrie del gas da parte delle compagnie internazionali sotto il controllo statunitense stanno diventando impossibili. L'esportazione di beni a duplice uso è possibile solo nell'economia sommersa informale. Anche la Turchia è sotto pressione. Dietro tutte le dichiarazioni politiche tese a migliorare i rapporti con l'Iran, la Turchia deve decidere da che parte stare. La Turchia si schiererà con un regime totalitario o con la NATO e i Paesi occidentali? Attualmente le esportazioni della Turchia verso l'Iran raggiungono quelle dirette verso gli USA.

A dispetto della propaganda di regime secondo cui l'Iran può resistere alle sanzioni internazionali, l'Ayatollah Khamenei e il Presidente Ahmadinejad sanno che l'Iran verrà fortemente penalizzato dalla mancanza di accesso al mercato UE e dalla diminuzione degli investimenti esteri. L’economia iraniana soffre sotto i colpi della inflazione, della disoccupazione, e per la scarsità di risorse. Anche i sussidi governativi non sono sufficienti a bilanciare le esigenze dei consumatori. Attualmente Teheran progetta di estendere le proprie strategie di mercato fondando un nuovo sistema bancario nel mondo islamico. L'Iran ha già aperto nuove banche in Iraq e in Malesia con nomi diversi e senza dichiarare da dove provengono i capitali. La costituzione e l'utilizzo di “mini-banche” per far circolare e scambiare denaro è una vecchia strategia iraniana, anche in Europa.

Dal momento che l'Iran non potrà mai seguire l'esempio della Libia, che dopo decenni di isolamento e di sanzioni internazionali è rientrata nella comunità internazionale, potrebbe essere il momento di pensare a sanzioni multidimensionali, da “sanzioni intelligenti” e soft come proibire ai politici iraniani di viaggiare Pei paesi occidentali, ad uno stop definitivo delle esportazioni di benzina in Iran.

La società iraniana è stanca del Regime. Le continue proteste dei lavoratori dovrebbero essere un segnale del malcontento della società civile iraniana: anche gli islamisti post-riforma si stanno velocemente allontanando dal regime totalitario.

(Wahied Wahdat-Hagh è Senior Fellow presso la European Foundation for Democracy di Bruxelles e collabora con il Foreign Policy Center di Londra)

Traduzione di Mariateresa Le Noci

Copyright L'Occidentale

 

Indietro

Condividi questo articolo
Facebook! Twitter! Google! Segnala su OK Notizie Digg! Live! Yahoo!