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A questo è ridotta l’autorità della Chiesa e del Papa?

La Polemica, di Giorgio Israel

Informazione Corretta 25/10/2010

Prendiamo pure per buone le giustificazioni di padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, secondo cui quel che conta è il testo approvato dal Sinodo dei vescovi mediorientali e non le dichiarazioni di singoli padri sinodali che non rappresenterebbero la posizione del Sinodo e tantomeno della Santa Sede.

Resta il fatto che è nel documento che si legge la frase inaccettabile secondo cui la Bibbia non può essere usata per giustificare ingiustizie, assieme a molte altre cose sbagliate, false e sgradevoli. E resta il fatto che quel padre sinodale, che ha buttato per aria qualche decennio di dichiarazioni dei due precedenti papi sull’«alleanza mai revocata», non è uno che passava di là per caso, era il presidente della commissione che ha steso il documento!... Dunque nella Chiesa chiunque può dire qualsiasi cosa, anche la più sciagurata, senza che venga corretto? Da un lato si censurano le affermazioni di un vescovo che denuncia l’oppressione dell’islam sul mondo cristiano e la viltà di molti prelati cristiani mediorientali e, dall’altro, non si prendono minimamente le distanze da un personaggio che ridicolizza mezzo secolo di dialogo ebraico-cristiano. A questo è ridotta l’autorità della Chiesa e del papa?

Si dice inoltre, più o meno sottovoce, che nel mondo cristiano mediorientale esiste un atteggiamento diffuso di ostilità nei confronti di Israele e che bisogna fare i conti con questa realtà. Ed è questo il modo di farci i conti? Lasciare che si dia liberamente stura a un torrente di menzogne e di affermazioni violente?

Occorrerebbe avere senso di responsabilità e valutare le conseguenze cui dà luogo questo torrente. Basta leggere la stampa. Già si stanno mobilitando gli antisionisti in servizio permanente effettivo, proclamando a squarciagola di avere un nuovo alleato: la Chiesa. Personaggi che hanno un supremo disinteresse per la religione hanno iniziato a farsi teologi e a ripetere come un mantra la frase del prelato di cui sopra secondo cui il Nuovo Testamento ha superato il “Vecchio” e gli ebrei non hanno alcun diritto sulla Terra Promessa. Bel risultato… Quando il vescovo Williamson esternò nel modo che sappiamo, il Papa lo mise in riga senza complimenti. Non sarebbe stato il caso di fare lo stesso anche in questa circostanza?

 

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