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Censura in Iran: bloccati i siti dei religiosi contro il governo

Nel paese di Ahmadinejad da lunedì è impossibile visualizzare le pagine web di due ayatollah che si oppongono al regime del presidente.

Dipocheparole - Giornalettismo.com 5/10/2010

La censura in Iran colpisce perfino i piani più alti delle istituzioni religiose. I siti web del ayatollah Yusuf Sanei e dell’ayatollah Asadollah Bayat-Zanjani sono stati bloccati. Il rischio per il regime di Mahomud Ahmadinejad è quello che quelle pagine su internet diventino fonte di emulazione. I due censurati, sono infatti molto legati al movimento di opposizione al presidente iraniano. Un terzo sito, quello del grande ayatollah Ali-Mohammed Dastgheib è stato già bloccato un mese fa. Per lo stesso motivo.

SITI BLOCCATI – Non vi è stato nessun annuncio ufficiale della censura di quei siti – racconta [1] il New York Times – ma gli utenti di internet che hanno provato ad accedervi da lunedì sono stati automaticamente indirizzati ad una pagina di filtraggio del governo iraniano, pagina che offre collegamenti a siti web autorizzati dalle istituzioni iraniane. Si tratta di siti che si occupano di consigli per il matrimonio, siti di servizi statali di informazione o quello ufficiale della Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei. Il blocco delle pagine web segnala una sempre più forte frattura tra le istituzioni politiche iraniane e quelle religiose che hanno deciso di non allinearsi col regime di Ahmadinejad, sempre più autoritario. “Il filtraggio è frutto delle loro posizioni pubbliche“, ha detto Muhammad Sahimi, professore alla University of Southern California di Los Angeles e giornalista politico per Tehran Bureau, un sito di notizie iraniano. “Questo fa parte di una guerra al web che i sostenitori della linea dura hanno già annunciato pubblicamente. Contro il movimento verde ed i suoi sostenitori“, ha spiegato Sahimi.

L’OPPOSIZIONE DEI RELIGIOSI – Molti religiosi all’indomani della contestata rielezione di Ahmadinejad si sono rifiutati di congratularsi con lui. Tra loro anche i censurati Sanei e Bayat-Zanjani, che hanno apertamente condannato la violenta repressione delle proteste contro il regime che seguirono la tornata elettorale contestata. Le azioni di repressione del governo non si limitano ad Internet. Negli ultimi mesi i mebri delle milziie filo-governative – spiega il NYT – hanno attaccato gli uffici del grande Ayatollah Sanei e del Grande Ayatollah Dastgheib, così come quelli del defunto ayatollah Hossein-Ali Montazeri, che divenne una figura intorno alle quali si riunì il movimento di opposizione ad Ahmadinejad dopo il voto dello scorso anno. Il filtraggio dei siti web arriva proprio nel momenti in cui i media filo-governativi parlano di una imminente visita dell’ayatollah Khamenei, la Guida Suprema, nella città di Qom, che ospita le più importanti scuole dei religiosi sciiti. Gli oppositori ipotizzano che i ritardi della visita siano dovuti alle difficoltà che il governo si trova incontro nel garantire sostegno incondizionato al “suo” religioso. Khamenei è stato a lungo contestato nelle istituzioni religiose stesse a causa della mancanza di titoli precedenetemente ritenuti necessari per poter ottenere la carica di Guida Suprema, come stabilito in base alla filosofia politica del fodnatore della Repubblica Islamica, l’ayatollah Khomeini, predecessore di Khamenei.

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[1] racconta: http://www.nytimes.com/2010/10/05/world/middleeast/05iran.html?_r=2&partner=rss&emc=rss

 

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