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Un virus informatico contro il nucleare iraniano. Solo Zucconi si preoccupa di chi l'abbia elaborato

Informazione Corretta 1/10/2010

Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 01/10/2010, a pag. 23, l'articolo di Vittorio Zucconi dal titolo "La citazione biblica e l´ombra del Mossad il mistero del virus che blocca il nucleare ".

Invece di rallegrarsi per il fatto che sia stata trovata una via per bloccare il nucleare iraniano e riportare semplicemente la notizia, Zucconi preferisce cercare nelle pieghe nel caso per dimostrare che Israele è implicato (e se anche fosse?).
Questo denota la sua ostilità per Usa (Paese che lo ospita da anni) e Israele. Ne avessimo di democrazie così. Vittorio Zucconi farebbe meglio a riflettere su questo.
Ecco il pezzo:

Nel "palazzo degli enigmi" a mezz´ora da Washington, nella più misteriosa agenzia americana di spionaggio, la Nsa, si legge furiosamente la Torah, il Libro sacro degli Ebrei. Si cerca il senso di una parola che sta inceppando la prima centrale nucleare iraniana, il nome di una mite e profumata pianticella mediterranea: "mirto". Ma non è un´improvvisa conversione collettiva all´ebraismo né il desiderio di produrre il liquore di bacche ciò che agita i crittografi, i computer, i cybersecchioni della National Security Agency. È il sospetto che nel "malware", nel virus informatico che da settimana sta confondendo e rallentando il programma nucleare iraniano, ci sia la mano dei servizi israeliani. E che questo sia l´indizio della cyberguerra silenziosa lanciata dai Israele contro l´antico, e ora nuovo, nemico persiano.
Nell´universo geneticamente paranoide dell´intelligence e del controspionaggio, esteso oggi nell´infinito del cyberspazio, basta una parola incongrua fra milioni di altre infilata in un programma per far scattare sospetti di guerra fra computer. "Mirto", nome della pianticella aromatica e insieme sacra in molte culture mediterranee, è stato scovato in un ben conosciuto virus chiamato Stuxent, scritto per interferire con i programmi di controllo delle centrali nucleari prodotte dalla Siemens tedesca. Stuxent è una vecchia conoscenza. Ha infettato impianti in Cina, in India, in Russia, ovunque le apparecchiature della Siemens siano utilizzate. Ma che ci fa ora il "mirto" in una sequenza di aridi e simbolici comandi e di linee destinati a confondere la produzione di energia elettrica dall´atomo?
In Germania, dove ha sede la Siemens, un esperto di controspionaggio informatico, Ralph Langner, ha cominciato a fare il gioco delle associazioni verbali. Mirto in ebraico è "Hadassah", nome diffuso e comune. Ma Hadassah è anche un´altra formulazione di Esther, una delle mogli del re di Persia, Serse I, che nel biblico "Libro di Esther" è l´eroina che salva gli israeliti prigionieri dal massacro e ottiene addirittura dal marito l´autorizzazione a fare la controstrage dei loro mancati carnefici. Grazie alla donna astuta e coraggiosa, ricordata nella festività solenne del Purim, l´azione preventiva degli israeliti risparmia le loro vite e consuma la propria vendetta sugli oppressori persiani. Dunque, quel richiamo a lei, al suo nome, attraverso la parola "mirto" insiegabilmente infilata in un codice malvagio per computer, è il segnale, l´impronta digitale, della nuova rivolta degli ebrei contro l´ultimo dei "re" di Persia, Ahmadinejad, che sogna il loro annientamento con l´arma atomica.
Un romanzo da paperback, da sceneggiatura hollywoodiana, appeso a quelle bacche innocenti, che non sarebbe da prendere sul serio se non fosse che il programma nucleare iraniano e l´avvio della prima grande centrale di Natanz, che dovrebbe produrre quasi il 3% del fabbisogno elettrico iraniano e avrebbe dovuto cominciare a funzionare in ottobre si è, improvvisamente e incomprensibilmente, inceppato. Un quarto delle centrifughe necessarie al funzionamento e alla produzione sono fuori uso, perché i programmi che le controllano sono impazziti. «Sappiamo da tempo - dicono all´Agenzia Internazionale per l´Energia Atomica di Vienna, che dovrebbe sorvegliare i progressi delle centrali - che sono infestati dal virus Stuxent, molto più di quanto sia accaduto in Cina, Indonesia o India». Qualcuno sta prendendo di mira l´Iran con i suoi virus. A New York, quando è stato chiesto ad Ahmadinejad pochi giorno or sono se sia vero che la centrale di Natanz sia in ritardo, e perché, il loquace presidente iraniano si è stretto nelle spalle e non ha risposto.
È scattato il gioco inevitabile del "cui prodest", alla ricerca di colui che più di ogni altro avrebbe da guadagnare, e da temere, dall´atomo iraniano e la risposta è stata ovvia: Israele, che Ahmadinejad ha direttamente minacciato di distruzione. Nell´ovvio silenzio del governo di Gerusalemme e del Mossad, che utilizza la collaudata tecnica del "non smentire e non confermare" mai, il ramoscello di mirto è divenuto una quercia e una foresta. Il cyberspazio, tutto quello che va dalla e-mail all´amico fino ai siti pornografici, dal commercio online ai social network per scambiarsi foto tra amici, brulica di virus, malware, phishing, e le difese non riescono a tenere il passo con gli attacchi. Nel Puzzle Palace, nel palazzo degli enigmi e dei rompicapo a nord di Washington, i computer della Nsa identificano fra i 40 e i 50 mila nuovi virus al giorno, e anche gli esperti della più celebre società di antivirus, la MacAfee, ammettono che gli attacchi riconosciuti e identificati sono «probabilmente non più del 70% di quelli lanciati da ogni parte del mondo».
Database del Pentagono, della Social Security, la previdenza sociale americana, delle carte di credito, sono stati penetrati prima che i vaccini intervenissero, e il ministero della Difesa americano ha ormai una sezione apposita per pensare a nuove armi informatiche da lanciare contro nemici nelle guerre del futuro. Dove c´è un computer, c´è una vulnerabilità, e il motto dei nuovi guerrieri della tastiera e naturalmente la regola che vale per tutti. Anche per le centrali nucleari che sono "computer dipendenti" per il loro funzionamento. Una tentazione irresistibile, per gli hacker dei servizi, un modo per rintuzzare la minaccia iraniana senza bombardare reattori e centrali. Dunque, il "mirto", la bacca della regina che salvò il suo popolo da un genocidio, sboccia tra i comandi di un programma. Se non è vero, se il Mossad non c´entra nulla, come credono vari esperti informatici israeliani (che magari lavorano per lo stesso Mossad) non dispiacerà certamente al governo lasciar credere che la lunga manina di Esther abbia attraversato i millenni per fermare i nuovi Persiani.

 

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