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La foga polemica anti-israeliana di Barbara Spinelli

di Manuela Repetti - Ragionpolitica 16/6/2010

Domenica scorsa ho letto con incredulità l'articolo di fondo pubblicato su La Stampa a firma di Barbara Spinelli. Solitamente il bersaglio preferito dell'editorialista de La Stampa è rappresentato dal Presidente del Consiglio, concepito come l'essenza di ogni male e di ogni aspetto degradante del vivere umano e politico del nostro Paese.

Nel caso specifico invece, il bersaglio preso di mira dall'editorialista è Israele. Nell'articolo in questione, tra diverse discutibili affermazioni, se ne possono individuare almeno un paio a dir poco scioccanti. La prima riguarda il passato: Israele avrebbe goduto in questi 43 anni dello speciale privilegio di essere l'unico Paese nucleare del Medioriente e che nessuno Stato arabo avrebbe potuto, per questo motivo, metter in forse la sua esistenza. La seconda riguarda il presente: Israele non può negare il diritto dell'Iran di detenere la bomba atomica sia per la considerazione precedente, sia per avere sempre mantenuto una politica opaca e un segreto di natura autoritaria sul proprio arsenale nucleare.

Mi domando come possa un intellettuale di fama europea come Barbara Spinelli confondere il nucleare dello Stato di Israele, pur celato per anni ma con l'unico fine di garantire la propria sopravvivenza, con quello a cui mira l'Iran di Ahmadinejad che ha l'unico scopo di minacciare gli Stati vicini, in particolare Israele, invocandone pubblicamente la distruzione e la cancellazione dalla cartina geografica. La verità è che, trincerandosi dietro alle preoccupazioni e i distinguo degli Usa e dell'Europa, peraltro legittime su alcune controverse posizioni del governo di Nethanyahu, come l'allargamento degli insediamenti nella zona di Gerusalemme est che mettono a serio rischio le trattative di pace con la parte palestinese, l'editorialista de La Stampa assume una posizione anti israeliana mettendo in discussione più volte la sua legittimazione politica e contrapponendo il legittimo diritto al nucleare del governo di Teheran, che di legittimo non ha nemmeno l'esito delle elezioni.

Appare sconcertante che l'editorialista, sedicente progressista, non si avveda di alimentare in Europa un atteggiamento negativo nei confronti di Israele nel momento in cui l'Europa avrebbe il dovere morale e il compito politico di sviluppare rapporti di solidarietà con Israele, rafforzando la fiducia dello Stato ebraico nei confronti di un piano di pace che isoli i movimenti terroristi e fronteggi realmente le minacce nucleari del regime iraniano.

Al contrario Barbara Spinelli mette in campo tutti gli argomenti possibili per colpevolizzare il popolo israeliano, per evidenziarne gli errori e, quel che è più grave, per giustificare i suoi nemici. Nella sua foga polemica, Barbara Spinelli tralascia di considerare un fatto di capitale importanza, e cioè la differenza che passa tra uno Stato democratico che detiene la bomba atomica e quelli privi di democrazia che ne rivendicano il diritto di detenzione.

Fatto che non sfugge invece alla comunità internazionale, nemmeno al mondo arabo, consapevole del pericolo che rappresenta un Iran nucleare per tutti i Paesi limitrofi e non soltanto Israele. Ne è testimonianza nelle ultime ore la notizia di un'Arabia Saudita che, in dissonanza con le posizioni ufficiali, sembra pronta a garantire un corridoio aereo verso Teheran in caso di attacco israeliano alle strutture atomiche iraniane.

L'on. Manuela Repetti è parlamentare del Popolo della Libertà ed è membro della III Commissione Affari Esteri e Comunitari

 

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