Così una piccola isola nebbiosa arrivò a dominare il mondo

Il libro - Paul Kennedy racconta l'ascesa e il declino della potenza navale britannica, da Enrico VIII a Orazio Nelson

Marco Nese - Corriere 3/5/2010

Lo sbarco dei Mille a Marsala fu agevolato da due navi britanniche. La Royal Navy protesse Garibaldi anche mentre attraversava lo stretto di Messina. Il grande eroe aveva buoni motivi a sentirsi «il beniamino di questi signori dell’oceano». Essi dominavano sul Mediterraneo, vero «lago britannico», e veleggiavano indisturbati sui mari di tutto il globo. Grazie alla sua flotta, Londra aveva creato il più grande impero della storia. Il potere marittimo su scala mondiale permetteva alla Gran Bretagna di arricchirsi col commercio dei prodotti coloniali su cui deteneva il monopolio, tabacco, tè, caffè, zucchero, spezie.

E’ straordinario che un’isola con un limitato numero di abitanti sia riuscita a tenere in pugno il mondo per oltre due secoli. La storia di come è potuto succedere l’ha ricostruita Paul Kennedy con il volume Ascesa e declino della potenza navale britannica, pubblicato da Garzanti (536 pagine, 31 euro). Il primo a intuire l’importanza di una flotta fu Enrico VIII. Sua figlia Elisabetta ne godette i vantaggi. Le imprese corsare di Francis Drake le fruttarono ingenti tesori. E nel 1588 le navi della regina sbaragliarono l’Armada spagnola.

L’idea vincente fu quella che oggi verrebbe definita «sistema Paese». I mercantili delle compagnie commerciali, esposti all’aggressività dei pirati, venivano fatti viaggiare sotto la scorta di navi da guerra, che avevano anche il compito di neutralizzare la concorrenza degli olandesi, mercanti formidabili che nei primi decenni del Seicento dovettero cedere il primato a Oriente e a Occidente, dove New Amsterdam fu ribattezzata New York. Con la Francia lo scontro fu più lungo e impegnativo. Una svolta si ebbe con la guerra dei sette anni 1739-1748, i francesi persero il controllo dell’India e Londra estese la supremazia navale in Africa, Canada, Florida e isole delle Indie occidentali. Ma la flotta si rivelò inadeguata nel fronteggiare la Rivoluzione dei coloni americani. Serviva una campagna terrestre, ma William Pitt il Vecchio espresse considerazioni su cui forse gli americani di adesso dovrebbero riflettere: «Se li conquistate che otterrete? Non potete obbligarli a rispettarvi». Quando poi Nelson inflisse nel 1798 una dura lezione a Napoleone e sette anni dopo seguì la vittoria di Trafalgar, il predominio della Royal Navy divenne assoluto. Controllava l’accesso a tutti i mari. Per tenere d’occhio Capo Horn, nel 1833 prese possesso delle tre isole Falkland, che la Thatcher ha poi difeso mandando ancora la flotta. L’Ottocento fu il secolo della Pax Britannica. Ma il Novecento ha segnato il declino. Impossibile competere con gli Stati Uniti che mettono in campo 13 portaerei, ognuna con 5 mila uomini a bordo e un seguito di incrociatori lanciamissili, cacciatorpediniere, fregate, navi appoggio e sommergibili d’attacco.

 

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