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Iran, Lula chiede il dialogo «E` inutile isolare Teheran»

Il viaggio in Brasile di Ahmadinejad

Da "Il Corriere della Sera" di martedì 24 novembre 2009

WASHINGTON - Un abbraccio tra due politici che si considerano vicini ai deboli della Terra. Da un lato il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula, con un passato da sindacalista. Dall`altro il numero uno iraniano Mahmoud Ahmadinejad, sensibile ai richiami della gente semplice. Un abbraccio che ha aperto l`importante visita in Brasile del capo dello Stato khomeinista, accompagnato da un seguito di 300 persone. Una missione per rompere l`isolamento diplomatico che lo porterà anche in Venezuela dall`amico Chàvez e in Bolivia da Evo Morales, due leader che non nascondono le simpatie per Teheran.

E insieme ai gesti, Ahmadinejad ha incassato anche l`appoggio politico. Lula ha affermato che è inutile e controproducente isolare Teheran, molto meglio sedersi a un tavolo e parlare. Perché il dialogo con l`Iran è fondamentale, nella sua visione, per garantire «la stabilità in Medio Oriente».

Quanto al contrasto sul nucleare, il presidente brasiliano ha invitato l`ospite a trovare una «soluzione equa» riconoscendo comunque ai mullah il diritto a sviluppare un programma atomico con scopi pacifici. Un`apertura interessata. Alla vigilia del colloquio, Ahmadinejad ha auspicato la firma di accordi di collaborazione per la «costruzione di impianti nucleari».

Nulla di sorprendente. L`Iran ha già concluso intese di cooperazione nel delicato settore con il Venezuela. E in passato sono emersi traffici poco chiari in un triangolo che comprende Caracas, Damasco e Teheran. Gli iraniani - secondo gli americani - sono interessati alle riserve d`uranio sudamericane (il Brasile è al settimo posto) e cercano sponde giocando la sempre efficace carta del terzomondismo.

L`iniziativa di Ahmadinejad si sviluppa lungo tre direttrici.

Economica: secondo investitore in Venezuela, presente con dozzine di società in tutto il continente, l`Iran vuole mettere radici commerciali. Ahmadinejad punta a portare gli scambi con il Brasile da uno a 15 miliardi di dollari.

Politica: Teheran cerca di rinsaldare gli ottimi rapporti con brasiliani, venezuelani e boliviani. Un asse che può estendersi ad altri paesi, come l`Ecuador e il Nicaragua dove i mullah lavorano sodo.

Strategica: gli iraniani hanno costruito un apparato clandestino fatto di agenti segreti e commercianti, protetti dalle comunità musulmane della regione, che ha punti di forza in alcune città di confine. Un esempio su tutti: la paraguayana Ciudad del Este e la «gemella» Foz in Brasile. Sono avamposti dove si fanno soldi (puliti e «neri») ma che possono svolgere un ruolo per sostenere l`infiltrazione.

Il viaggio di Ahmadinejad è seguito con grande attenzione a Washington e Gerusalemme (Shimon Peres era nella regione pochi giorni fa), preoccupate che il tappeto rosso offerto all`iraniano si trasformi in legittimazione internazionale. Un risultato non da poco per un presidente duramente contestato tra le mura di casa.

 

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