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Gli Usa temono un possibile attacco di Pyongyang contro le Hawaii

Mattia Di Francesco - Ragionpolitica 24/6/2009

Che il rapporto tra la Corea del Nord e buona parte della comunità internazionale sia oramai ai minimi storici si era intuito dalle ultime vicende che hanno avuto come epicentro il paese guidato da Kim Jong-Il. Ora assistiamo ad un ulteriore aumento delle preoccupazioni serpeggianti negli ambienti americani. Secondo il segretario alla Difesa, Robert Gates, le ultime rilevazioni dell'intelligence americana mostrano che la possibilità di un nuovo lancio (dopo gli ultimi test missilistici e nucleari) avente come destinazione le isole Hawaii non sarebbe poi così remota. Lo stesso segretario alla Difesa ha affermato che, per evitare il ripetersi degli errori del passato, al largo dell'arcipelago delle Hawaii sono state predisposte «alcune unità antimissile» (sistema di difesa Aegis). Gates ha sottolineto che «in caso di necessità tali strumenti saranno in grado di proteggere il territorio ed i cittadini americani». Lo scudo militare di difesa fu voluto dal predecessore di Gates, Donald Rumsfeld, proprio in risposta ad un test missilistico nord coreano effettuato il 4 luglio 2006 - in quel caso totalmente fallimentare (il missile esplose poco dopo l'accensione dei propulsori) - in direzione americana.

Il Pentagono, dopo gli ultimi test bellici di Pyongyang, ha notevolmente aumentato il livello di allerta nei confronti dell'instabile regime comunista. Che la minaccia possa in un futuro diventare concreta (a detta di importanti funzionari della Difesa americana, ad oggi è difficile che la Corea del Nord abbia a disposizione un missile in grado di raggiungere una destinazione lontana 4500 miglia) è documentato dalle affermazioni del titolare dell'Agenzia di difesa missilistica, il generale Patrick O'Reilly, secondo il quale, negli ultimi anni, il programma nucleare nord coreano è stato sostenuto da uno stretto rapporto con il regime degli ayatollah iraniani. Inoltre, grazie alle immagini fornite dai satelliti spia americani, è emersa una ripresa delle attività in uno dei centri utilizzati in passato per il lancio dei missili a lunga gittata (della tipologia del Taepodong-2, l'ultimo e più pericoloso della sua famiglia).

La situazione, oltre che turbare la politica di Washington, preoccupa notevolmente anche la Corea del Sud. Seoul sarebbe infatti, come espresso dallo stesso Kim Jong Il, il primo Stato a subire la controffensiva militare in caso di attacco alla sovranità di Pyongyang. Ciò che preoccupa maggiormente Lee Myung-bak, il leader sud coreano, sarebbe la rinnovata aggressività del regime del nord. Il presidente della Corea del Sud ha espresso tale preoccupazione nel recente incontro alla Casa Bianca con il presidente americano Barack Obama.

A complicare ulteriormente i rapporti con Pyongyang vi è l'ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che di fatto ha rafforzato le misure di embargo e di controllo dei traffici sospetti del regime. Le nuove operazioni di monitoraggio hanno portato, come affermato dal comandante degli Stati Maggiori Congiunti - ammiraglio Mike Mullen - all'individuazione di una sospetta imbarcazione, battente bandiera nord coreana, che potrebbe contenere a bordo del materiale nucleare. La nave in questione, la Kang Nam, avrebbe lasciato un porto della Corea del Nord con ignota destinazione. Una possibile ispezione a bordo della nave sarebbe vista dal regime di Pyongyang come un atto ostile, quindi con possibili ripercussioni militari. Gli Stati Uniti, per tale motivo, stanno cercando di aumentare il coinvolgimento della Cina, consapevoli dell'influenza esercitata da questo paese nei confronti dei nord coreani. Si ritiene, infatti, che riaprire i negoziati dei cosiddetti «colloqui a sei» (che vedono coinvolti, oltre alla Corea del Nord e del Sud, anche Cina, Usa, Giappone e Russia), sia ormai inutile a causa della nuova linea seguita da Pyongyang.

Una nuova, inquieta prospettiva si accinge dunque ad ampliare gli scenari su cui la nuova amministrazione americana si troverà ad operare.

 

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