1
Angeli e Demoni e gli Illuminati: ma gli Illuminati esistono davvero?

Domande a Massimo Introvigne (*)

Angeli e Demoni di Dan Brown è l’ultimo fra molti romanzi che affermano che gli Illuminati sono, o sono stati, una potentissima società segreta. Ma è solo un romanzo?

Non secondo lo stesso Dan Brown. Nel suo sito Web il romanziere americano sostiene che: "Società segrete come gli Illuminati ricorrono alle misure più estreme per rimanere nascoste. Benché molti rapporti di servizi segreti siano stati scritti su questa società, pochi sono stati pubblicati. Le teorie sul complotto degli Illuminati parlano di un’infiltrazione del Parlamento inglese e del Dipartimento del Tesoro americano, di un collegamento segreto con la massoneria, di un’affiliazione con sette sataniche clandestine, e perfino della rinascita del loro antico proposito di distruggere il Vaticano. Separare la realtà dalla finzione a proposito degli Illuminati può essere difficile a causa della massiccia quantità di disinformazione che è stata diffusa su questa società segreta. Alcuni pensano che questa pletora di disinformazione sia stata creata dagli Illuminati stessi per screditare in anticipo ogni informazione fattuale che possa essere venuta alla luce. Questa tattica per occultare i fatti – nota come ‘semina di notizie’ – è spesso usata dai servizi segreti americani". Dan Brown sembra qui più credulone quanto all’esistenza ai giorni nostri e al potere degli Illuminati del suo stesso personaggio Robert Langdon.

Eppure l’esistenza degli Illuminati è un fatto storico, vero?

Sì. L’Ordine degli Illuminati è fondato il 1° maggio 1776 all’Università di Ingolstadt, allora parte del Regno di Baviera, in Germania, da un professore di diritto, Adam Weishaupt (1748-1830). Gli Illuminati costituivano un’interessante organizzazione, che da una parte offriva ai suoi membri rituali esoterici, dall’altra aveva uno scopo politico e mirava a rovesciare il regime monarchico, cattolico e piuttosto conservatore, del Regno di Baviera, sostituendolo con una repubblica ispirata alle idee dell’Illuminismo.

Ma l’Ordine degli Illuminati era una branca della massoneria?

All’origine Weishaupt è piuttosto critico nei confronti della massoneria, e si propone di fondare un ordine autonomo con rituali diversi. Tuttavia, i suoi primi rituali non riescono ad attirare un numero sufficiente di seguaci, e nel febbraio 1777 Weishaupt si fa iniziare come massone in una loggia di Monaco di Baviera chiamata Zur Behutsamkeit ("Alla Prudenza"). Nel 1780 un personaggio già piuttosto noto nella massoneria tedesca, il barone Adolf Franz Friedrich Ludwig von Knigge (1752-1796), aderisce agli Illuminati e nel periodo gennaio 1781 - gennaio 1782 ne rielabora i rituali in una forma più propriamente massonica. Ma, se è vero che questi rituali sono di tipo massonico e che molti dei membri degli Illuminati sono massoni, tecnicamente non si può affermare che l’Ordine degli Illuminati sia "una branca" della massoneria, trattandosi piuttosto di un ordine indipendente.

E gli Illuminati hanno avuto successo?

In un certo senso, sì. I nuovi rituali di Knigge attirano parecchi membri, e gli Illuminati nel corso della loro storia iniziano circa 2.500 persone in Baviera e in numerosi altri Stati europei, un numero non piccolo per gli ordini iniziatici in generale. In un altro senso, però, gli Illuminati falliscono: non riescono a realizzare il loro progetto politico. Tra il 1784 e il 1787 la polizia bavarese si impadronisce di parecchi documenti compromettenti che provano come quello degli Illuminati sia in effetti un complotto che mira a rovesciare il governo. Alcuni membri sono arrestati, ma non sono trattati troppo severamente: se la cavano con qualche mese di prigione o con forti multe. Weishaupt fugge dalla Baviera e conduce un’esistenza piuttosto pacifica in altri Stati della Germania fino alla morte nel 1830. Gli Illuminati sopravvivono per qualche anno fuori della Baviera grazie a uno dei loro dirigenti, Johann Joachim Christoph Bode (1730-1793), ma nel 1790 cessano ogni attività.

Nei piani degli Illuminati c’è veramente qualche cosa di sinistro?

Sì. I loro scopi politici non sono perseguiti solo con mezzi legali. Nell’ottobre 1786 la polizia perquisisce la residenza di un importante membro degli Illuminati, il diplomatico Franz Xavier von Zwack (1755-1843), e sequestra documenti che mostrano come l’Ordine progetti di usare il veleno contro i suoi nemici, ancorché non ci siano prove che questi piani siano mai stati messi in esecuzione.

Ma gli Illuminati non dichiarano che il loro Ordine è ben più antico del 1776?

Certo. All’inizio, Weishaupt spiega che gli Illuminati sono stati fondati dall’ultimo re di Persia che ha professato la religione zoroastriana, Yadzegerd III (†651 d.C.), che egli confonde peraltro con Yadzegerd II (†457 d.C., re di Persia dal 438 al 457), e a partire di qui costruisce una complessa genealogia in cui coinvolge molti noti personaggi storici. Quando Knigge aderisce all’Ordine, chiede a Weishaupt le prove di questa genealogia. Weishaupt gli risponde con una lettera del gennaio 1781 in cui afferma che la genealogia è una "innocente mistificazione", necessaria perché ben pochi sarebbero interessati a un ordine che si presentasse come appena fondato (cfr. René Le Forestier, Les Illuminés de Bavière et la franc-maçonnerie allemande, Hachette, Parigi 1914, p. 227 - questo volume, che deriva dalla tesi di laurea di un illustre storico francese, costituisce ancora oggi la fonte primaria per quanto riguarda gli Illuminati). Invece di offendersi, Knigge è d’accordo sul fatto che una genealogia mitica sia necessaria, e ne costruisce una nuova di zecca dove dichiara che gli Illuminati sono stati fondati da Noè e "risvegliati" (il termine è di origine massonica) dopo un periodo di declino da san Giovanni Evangelista.

E i templari? Non c’entrano anche loro con gli Illuminati?

Sì, ma solo secondo la genealogia di Knigge. In realtà tutta la massoneria tedesca dell’epoca rivendica i templari come antenati. La spiegazione sta nel fatto che, quando la massoneria penetra nell’Europa continentale dalla Gran Bretagna, molti nobili europei cui è proposta l’adesione sono riluttanti a entrare in un’organizzazione le cui reali origini si situano nelle corporazioni dei "liberi muratori" che comprendevano, accanto agli architetti, anche i semplici operai edili. Nel 1736 il cavaliere André Michel de Ramsay (1686-1743) assicura in un famoso discorso ai nobili francesi che spera di reclutare nella massoneria che in realtà le corporazioni di liberi muratori britanniche hanno dato ricetto a "cavalieri perseguitati", creando così un’origine del tutto mitica - ma più accettabile - per le logge massoniche. In Germania, dove già da anni corrono speculazioni su una pretesa continuazione segreta dell’Ordine dei Templari dopo la soppressione del 1307, i "cavalieri perseguitati" di Ramsay sono rapidamente identificati, appunto, con i templari. È vero che dopo il 1307 i templari hanno continuato a esistere per qualche tempo in alcuni paesi europei, ma l’idea di una loro prosecuzione dopo il XV secolo è considerata dagli specialisti accademici della loro storia "completamente demenziale" e legata a leggende "uniformemente sciocche" (così si esprime la storica francese Régine Pernoud [1909-1998] nel suo I Templari, trad. it., Effedieffe, Milano 1993, p. 11). In verità tutte le organizzazioni esoteriche fondate dal XVIII secolo a oggi si dotano di genealogie mitiche che risalgono ai templari, a Noè, a san Giovanni o a Salomone e passano per personaggi famosi della storia, della letteratura e dell’arte. In genere i loro membri meno sprovveduti sono consapevoli del carattere meramente simbolico e mitico di queste genealogie. Certamente sia Weishaupt sia Knigge sanno bene che le genealogie che propongono ai membri degli Illuminati sono "simboliche" o, per esprimersi più semplicemente, inventate da loro. Non esistono Illuminati prima del 1776.

Ma allora non sono stati gli Illuminati a progettare e guidare la Rivoluzione francese?

Non è proprio così. Autori ostili alla Rivoluzione, come il protestante John Robison (1739-1805) e il cattolico padre Augustin Barruel (1741-1820), sostengono dopo il 1789 che la Rivoluzione è frutto di un complotto massonico nel corso del quale la massoneria francese è stata diretta dagli Illuminati. In questa sede non è necessario sciogliere i complessi nodi storici relativi ai rapporti fra massoneria, Illuminismo e Rivoluzione francese. Possiamo però affermare con sicurezza che gli Illuminati, che nel 1789 stavano per cessare la loro esistenza, non hanno guidato la Rivoluzione francese, e non hanno neppure dato un contributo importante alla sua progettazione. I legami fra l’Ordine bavarese e la massoneria francese esistono, ma sono piuttosto tenui. La maggioranza dei massoni francesi (peraltro nel XVIII secolo assai divisi fra loro) non ama gli Illuminati, né sarebbe comunque disposta a farsi "dirigere" da un ordine tedesco. Per una serie di ragioni politiche, gli scritti di Robison hanno tuttavia particolare successo negli Stati Uniti, dove il presidente Thomas Jefferson (1743-1826) è ripetutamente accusato dai suoi avversari di essere un membro degli Illuminati.

Tuttavia, non è forse vero che il retro del sigillo ufficiale degli Stati Uniti – quello che compare tuttora sulle banconote da un dollaro e raffigura una piramide tronca sormontata da un occhio in un triangolo – è un simbolo degli Illuminati?

No, non è vero, nonostante si continui a ripeterlo quasi ovunque. Il simbolo con la piramide tronca e l’occhio nel triangolo non si ritrova affatto presso gli Illuminati. In realtà non è neppure un simbolo massonico, anche se nella massoneria del XVIII e XIX secolo, che è affascinata da tutto quanto riguarda l’Egitto, si trovano talora simboli simili. La specifica piramide usata nel simbolo americano è tratta dalla Pyramidographia, un volume pubblicato nel 1646 a Londra da John Greaves (1602-1652) dopo un viaggio in Egitto. L’occhio nel triangolo è presentato dal segretario del Congresso americano, Charles Thomson (1729-1824) - che tra l’altro non è mai stato massone -, nel suo discorso nel 1792 che precede il voto con cui il Congresso adotta ufficialmente il Sigillo, come un simbolo cristiano, l’"occhio della Provvidenza" trinitaria che presiede ai destini degli Stati Uniti. Come tale, il simbolo si ritrova nell’iconografia cristiana non solo a prescindere ma anche ben prima del suo uso in alcune fonti massoniche.

Eppure molti hanno accettato la teoria secondo cui gli Illuminati guidano il mondo, o almeno gli Stati Uniti…

In realtà l’hanno accettata in pochi prima del 1975. Dalla metà del secolo XIX al la teoria del "grande complotto degli Illuminati" si ritrova solo presso una minoranza di autori "complottisti" non particolarmente noti al grande pubblico. Nel 1975 è pubblicata la trilogia Illuminatus di cui sono autori Robert Joseph Shea (1933-1994) e Robert Anton Wilson (nato nel 1932). I tre romanzi sono scritti in tono satirico, e Shea e Wilson fanno parte del gruppo neo-pagano (difficile da capire se non lo si inquadra nella controcultura hippie da cui nasce) dei Discordiani, che venerano Eris, dea della Discordia e del Caos, giocando "scherzi cosmici" al mondo intero. Si tratta in realtà di romanzi libertari, dove Weishaupt non muore in Germania ma emigra nelle colonie britanniche del Nuovo Mondo, dove prende il nome di George Washington e diventa il primo presidente degli Stati Uniti. Quando questi si rivelano uno Stato reazionario e repressivo guidato dagli Illuminati, i Discordiani organizzano la resistenza in nome del Disordine, del Caos e della Grande Dea Eris. Solo dopo la trilogia di Shea e Wilson gli Illuminati cominciano ad apparire pressoché dovunque, dal Pendolo di Foucault di Umberto Eco (1988) al film Lara Croft: Tomb Raider (2001), e in innumerevoli altre pellicole, romanzi, fumetti, giochi di ruolo. Purtroppo non tutti si rendono conto della natura della trilogia Illuminatus, anzi alcuni sostengono esplicitamente che Shea e Wilson fingendo di scherzare hanno fornito informazioni assolutamente accurate. Queste teorie hanno un certo successo in ambienti fondamentalisti protestanti americani. Sono esposte in particolare da Milton William Cooper (1943-2001), che muore il 5 novembre 2001 in uno scontro a fuoco con agenti di polizia. Cooper si rifiutava di pagare le tasse al governo degli Stati Uniti, sostenendo che era controllato dagli Illuminati.

E la Skull and Bones ("Teschio e Ossa"), la famosa società segreta che riunisce studenti ed ex-alunni dell’Università di Yale? Si sente spesso dire che è una branca degli Illuminati…

In realtà le due organizzazioni non hanno niente a che fare. La società Skull and Bones è fondata nel 1832 da William Huntington Russell (1809-1885), quando come abbiamo visto gli Illuminati non esistono più da oltre quarant’anni. Alcune vaghe somiglianze derivano dal fatto che sia gli Illuminati di Weishaupt sia la Skull and Bones di Russell hanno tratto elementi dalle società "segrete" studentesche che esistevano nelle università tedesche fin dal XVIII secolo. Tra parentesi, molte leggende che circolano sulla società Skull and Bones sono prive di fondamento. È vero che ne fanno parte persone ricche e potenti, ma è anche vero che le persone ricche e potenti non sono precisamente rare tra gli ex-alunni di un’università come Yale. La Skull and Bones è la species di Yale di un genus, la società "segreta" studentesca, ancora molto diffuso negli Stati Uniti ma scomparso in Europa da così tanto tempo che ci riesce difficile capirlo. Tra l’altro, nel 1986 è stato definitivamente accertato che il famoso teschio che entra nel nome della Skull and Bones non è quello del leggendario capo indiano Geronimo (1829-1909). Gli Apache, cui la società era disponibile a restituire il teschio, lo hanno fatto esaminare, hanno concluso che non ha niente a che fare con Geronimo, e hanno rifiutato di prenderlo in consegna.

Tuttavia un Ordine degli Illuminati ricompare nel XX secolo, non è vero?

Sì. Nel quadro del cosiddetto "risveglio dell’occultismo" tedesco che inizia nell’ultimo decennio del XIX secolo, Leopold Engel (1858-1931) "risveglia" l’Ordine degli Illuminati il 12 marzo 1901. Engel e il co-fondatore Theodor Reuss (1855-1923) - che più tardi diventerà famoso per le sue attività nel campo della magia sessuale e la sua collaborazione (non sempre pacifica) con il famoso magista inglese Aleister Crowley (1875-1947) - avevano cominciato a parlare di un "risveglio" dell’Ordine dal 1896. Più tardi cercheranno di retrodatare questo "risveglio" al 1880, una data certamente falsa. Come sempre avviene in questi casi, Engel e Reuss assicurano ai membri del neonato ordine sia che le sue origini sono molto antiche, sia che si tratta di una legittima ripresa degli Illuminati di Baviera, la cui successione si sarebbe trasmessa di padre in figlio all’interno della famiglia di Reuss. Si afferma che gli Illuminati trovano le loro origini in India e poi in Egitto, hanno ispirato il Rinascimento e la successiva fioritura delle arti e delle scienze in Italia (da cui i riferimenti a Gian Lorenzo Bernini [1598-1680] e Galileo Galilei [1564-1642], ben noti ai lettori di Angeli e Demoni), e hanno avuto tra i loro membri un numero impressionante di personaggi storici famosi, dal mitico Ulisse e da Aristotele (384-322 a.C.) fino allo stesso Thomas Jefferson. Ma anche stavolta Engel finisce per ammettere – per iscritto – che tutta questa genealogia ha un carattere mitico e simbolico e non va presa alla lettera. Engel più tardi dichiarerà pure che l’idea di una successione dagli Illuminati di Baviera trasmessa all’interno della famiglia di Reuss è semplicemente scaturita dalla fervida fantasia di quest’ultimo.

Ma chi era in realtà Leopold Engel?

Un personaggio piuttosto interessante. Lo si può definire un membro della cerchia più interna del gruppo di seguaci (organizzato come network più che come vero movimento religioso) del visionario e mistico austriaco Jakob Lorber (1800-1864). Engel "riceve" grazie alle sue doti medianiche l’undicesimo volume che completa l’incompiuto "Grande Vangelo" di Giovanni di Lorber. Ancora oggi molti lorberiani (non tutti) accettano questo volume come parte integrante del corpus di Lorber. Engel è anche un prolifico autore di romanzi di fantascienza e di racconti per fascicoli popolari, un genere un tempo disprezzato ma oggi riscoperto dai critici. In effetti, sembra che Engel viva una doppia vita come seguace di Lorber e come fondatore degli Illuminati, mantenendo separate le sue due attività, anche se nel materiale che predispone per il suo Ordine degli Illuminati non è difficile notare un’influenza lorberiana.

E gli Illuminati di Engel esistono ancora?

Sì, benché ridotti a poca cosa Perseguitati nella Germania nazista, gli Illuminati sopravvivono in Svizzera grazie all’attività di Felix Lazerus Pinkus (1881-1947), un ricco economista di idee socialiste. Pinkus sostiene, non solo economicamente, Hermann Joseph Metzger (1919-1990), un ex-panettiere e ipnotista da teatro, che mantiene in vita l’Ordine degli Illuminati fino alla sua morte nel 1990 e ne stabilisce un centro a Stein, nel Cantone svizzero dell’Appenzello Esterno. Un piccolo numero di suoi discepoli vive o almeno si riunisce periodicamente ancora oggi a Stein, e si tratta degli unici eredi legittimi dell’Ordine degli Illuminati di Engel. Beninteso, oggi chiunque può aderire a un ampio numero di "Ordini degli Illuminati", alcuni addirittura via Internet (purché sia fornito di carta di credito), ma si tratta di ordini che esistono solo sulla carta e in ogni caso non hanno neppure quella "legittimità" che deriva da una successione che origina da Engel.

Dan Brown ha ragione quando definisce gli Illuminati come i protagonisti di un complotto per "distruggere il Vaticano" in nome della ragione e della scienza?

Come si è visto, i nomi di scienziati famosi citati come membri degli Illuminati fanno parte di genealogie mitiche che non hanno nessuna base storica. Gli Illuminati di Baviera reclutavano principalmente fra avvocati, funzionari governativi, e anche membri del clero di idee illuministe, e avevano fra i loro membri pochissimi "scienziati" di professione, se pure ne avevano qualcuno. Alle loro nuove reclute insegnavano una blanda versione dell’Illuminismo, vicina alla filosofia di Immanuel Kant (1724-1804). Weishaupt assicurava loro di essere contro la sempre insidiosa influenza dei Gesuiti (benché questi fossero stati soppressi - non definitivamente, come diventerà chiaro solo più tardi - nel 1773), ma non contro la Chiesa cattolica o il cristianesimo in generale. Tuttavia, chi arrivava a fare parte della sua cerchia interna si trovava esposto a insegnamenti dal tono decisamente anticlericale e anti-cattolico, e alcuni documenti propagandavano apertamente la lotta contro la religione e l’ateismo. Anche nell’Ordine degli Illuminati di Engel c’erano aspetti anticlericali, benché non si trattasse di un tema cui era dedicata particolare attenzione. Di qui a sostenere che gli Ordini degli Illuminati storicamente esistiti si proponessero di "distruggere il Vaticano" c’è un salto logico, e la pretesa sarebbe stata obiettivamente ridicola considerando le forze reali che gli Illuminati – anche quelli di Baviera – potevano davvero mettere in campo.

Gli Illuminati sono, o almeno sono stati, una società segreta molto potente?

Certo non lo sono oggi. Il massimo che può sperare il gruppo di Stein, ridotto a una dozzina di membri, è sopravvivere. Né l’Ordine degli Illuminati di Engel ha mai avuto un particolare potere. Ha avuto, questa sì, una certa influenza culturale, e due romanzieri di qualche fama, Gustav Meyrink (1868-1932) e Franz Spunda (1890-1963), ne hanno fatto parte. Si tratta però di un’influenza in gran parte limitata alla subcultura esoterica. Le cose stanno diversamente per gli Illuminati di Baviera, un’organizzazione molto più rilevante che merita più di una nota a piè di pagina nella storia tedesca. Gli Illuminati di Weishaupt riescono a reclutare perfino tre teste coronate, il duca Carlo Augusto di Sassonia-Weimar (1757-1828), il duca Ernesto II di Sassonia-Gotha (1745-1804), e il duca Carlo Guglielmo Ferdinando di Brunswick (1735-1806). Ed è Carlo Augusto di Sassonia-Weimar a persuadere ad affiliarsi agli Illuminati, nel 1783, le loro due reclute più famose: Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) e Johann Gottfried von Herder (1744-1803), i due più importanti intellettuali tedeschi dell’epoca, che peraltro si fanno iniziare per compiacere il duca ma non diventano mai veramente attivi nell’Ordine. È anche certo che Weishaupt e i suoi più stretti collaboratori, senza che le teste coronate e i grandi letterati lo sappiano, utilizzano gli Illuminati per un complotto politico rivoluzionario molto reale, che avrebbe potuto avere successo. Detto questo, è anche importante ribadire che l’influenza degli Illuminati - modestissima fuori della Germania - non va esagerata, e che nel 1790 le loro attività cessano definitivamente. Coloro che vogliono convincerci che un grande complotto degli Illuminati spiega tutta la storia mondiale dal XVIII secolo - se non dal Rinascimento - fino a oggi hanno l’onere di una prova che non hanno mai neppure cominciato a fornire.

(*) Massimo Introvigne nasce a Roma il 14 giugno 1955. Dopo la maturità classica conseguita presso l’Istituto Sociale di Torino, frequenta - contemporaneamente - la facoltà di filosofia della Pontificia Università Gregoriana di Roma, dove consegue nel 1975 il baccelleriato summa cum laude e la facoltà di legge dell’Università di Torino, dove si laurea in giurisprudenza a pieni voti assoluti e con dignità di stampa, con una tesi - poi pubblicata da Giuffré, Milano - su I due principi di giustizia nella teoria di Rawls. Dal 1979 al 1985 collabora con la cattedra di filosofia del diritto dell’Università di Torino, nel contempo iniziando un’attività di consulenza alle industrie impegnate in attività di tipo internazionale. Nel 1986 diventa partner dello studio Jacobacci & Partners, il maggiore studio europeo di consulenza in proprietà industriale.

Nel 1996 partecipa alla fondazione dello Studio Legale Jacobacci & Associati, di cui fa tuttora parte come "of counsel". Fin da quando, nel 1989, partecipa alla commissione internazionale che elabora il nuovo testo di legge cinese sulla concorrenza sleale, si specializza sulle questioni di proprietà intellettuale e di concorrenza relative ai rapporti con la Repubblica Popolare Cinese. Negli anni i suoi interessi si concentrano sulle strategie di difesa dei marchi relativi al "made in Italy" e all’alta moda, e sui rapporti fra proprietà intellettuale e Internet. Diventa fra l’altro arbitro internazionale presso l’OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) per le controversie in materia di nomi a dominio su Internet, e presiede collegi arbitrali in casi-pilota - come quello relativo al marchio e relativo domain name dei campionati europei di calcio organizzati dall’UEFA - seguiti con interesse anche dalla stampa non specializzata.

La sua carriera accademica si orienta invece dalla filosofia alla sociologia del diritto, e dai temi politici a quelli legati alla presenza di religioni minoritarie e nuovi movimenti religiosi, ai rapporti fra religione e società, alla violenza di matrice religiosa, ai movimenti fondamentalisti e ultra-fondamentalisti nati nell’ambito dell’islam. In questo settore pubblicherà in seguito una quarantina di volumi, e oltre cento articoli su riviste scientifiche internazionali, in diverse lingue ma principalmente in inglese. Un suo studio su Hamas, in particolare, basato su interviste condotte in Cisgiordania, è stato tradotto in forma totale o parziale in diverse lingue, compreso il cinese e il ceco. Con il sociologo americano Laurence Iannaccone, poi presidente dell’Associazione per la Sociologia della Religione (ASR), è co-autore dell’opera Il mercato dei martiri, un’analisi di tipo sociologico e socio-economico del terrorismo di matrice islamica. Con Rodney Stark, forse il più influente sociologo americano contemporaneo e che è stato a sua volta presidente della Società per lo Studio Scientifico della Religione (SSSR), ha pubblicato Dio è tornato, da molti recensita come una delle opere fondamentali del cosiddetto "nuovo paradigma" e della teoria dell’economia religiosa, che applica categorie socio-economiche allo studio delle religioni e in particolare dei fondamentalismi. E’ membro del gruppo "Religioni" dell’Associazione Italiana di Sociologia: AIS, e vice-presidente dell’Associazione Piemontese di Sociologia delle Religioni (APSoR).

Nel settore degli studi sulle religioni, nel 1988 fonda con altri il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), oggi la maggiore istituzione europea nel settore degli studi sulle minoranze religiose, di cui è tuttora direttore. Il CESNUR organizza ogni anno un convegno internazionale (quello del 2003 si è tenuto a Vilnius, in Lituania; quello del 2004 presso la Baylor University, in Texas, quello del 2005 a Palermo, quello del 2006 alla San Diego State University in California), e dispone a Torino di una biblioteca aperta al pubblico che comprende, tenendo conto anche della "special collection" del CESPOC che ospita (su cui vedi più oltre), circa cinquantamila volumi e fascicoli.. Il suo sito Internet accoglie ogni anno oltre un milione e mezzo di visitatori. Oltre alle numerosissime pubblicazioni, che si sostanziano in una quarantina di volumi e in oltre cento capitoli di opere collettive e articoli su riviste scientifiche di dodici diversi paesi, alla direzione di collane editoriali in Italia e negli Stati Uniti, e alla curatela, con PierLuigi Zoccatelli, la sociologa argentina Veronica Roldan e Nelly Ippolito Macrina, all’epoca direttrice della Divisione dei Culti diversi dal Cattolico presso la Direzione Generale degli Affari di culto del Ministero dell’Interno, di una monumentale Enciclopedia delle religioni in Italia (Elledici) - l’opera di saggistica italiana più recensita in assoluto dalla stampa nel 2001, rispetto alla quale Le religioni in Italia, curata con lo stesso PierLuigi Zoccatelli per la Elledici nel 2006 costituisce sia una "seconda edizione" sia una versione ampiamente rivista e aggiornata -, Massimo Introvigne ha tenuto corsi in università italiane e straniere sulla sociologia e la storia dei movimenti religiosi, tra l’altro alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum di Roma, e alla Pontificia Università della Santa Croce, sempre a Roma. Da ultimo, ha tenuto corsi di sociologia dell’immigrazione presso l’Università Europea di Roma.

È stato incaricato dall’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa di introdurre, con altri, i lavori della Conferenza diplomatica di Vienna "Supplemental Meeting on Freedom of Religion" ("Incontro supplementare sulla libertà di religione") del 22 marzo 1999. Ha testimoniato di fronte a commissioni parlamentari, oltre che in Italia, al Parlamento Europeo, negli Stati Uniti, in Ungheria e in Germania sui temi del pluralismo religioso. Fa parte del comitato di redazione delle riviste Nova Religio, negli Stati Uniti, e Religion - Staat - Wissenschaft, in Germania, quest’ultima consacrata ai problemi della politica religiosa in Europa. E’ stato consulente della polizia svedese e ha tuttora un rapporto di consulenza con l’FBI (per cui ha organizzato due seminari internazionali con l’Accademia di Quantico) sui problemi di ordine pubblico posti da fenomeni religiosi e in particolare dal terrorismo di matrice religiosa. In particolare ha organizzato e presieduto il seminario "Law Enforcement and Religious Violence" ("Attività di polizia e violenza religiosa") co-organizzato dal CESNUR e dal Critical Incident Response Group ("Gruppo di risposta agli incidenti critici") dell’ FBI a Fredericksburg, in Virginia, il 7 giugno 1999, con la partecipazione di agenti dell’FBI di tutto il paese. Su invito della polizia di Stato israeliana e dei servizi per la sicurezza interna dello stesso paese, nel 1999 ha fatto parte della commissione di esperti che ha collaborato con le autorità israeliane nella prevenzione di possibili atti di terrorismo religioso legati all’anno 2000. Suoi scritti su temi di polizia e sicurezza in relazione a movimenti religiosi e al terrorismo a sfondo religioso sono apparsi, tra l’altro, su Terrorism and Political Violence (la più importante rivista accademica internazionale in tema di terrorismo) e sulla Rassegna dell’Arma dei Carabinieri. E’ stato pure consulente di numerose diocesi cattoliche, in Italia e all’estero, di diverse comunità e denominazioni protestanti e del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra. Tra i numerosi temi di cui si è occupato meritano un cenno - per la grande risonanza internazionale - gli studi sul Priorato di Sion e gli Illuminati, occasionati dal successo dei romanzi di Dan Brown Il Codice da Vinci e Angeli e demoni ma frutto di osservazioni e ricerche pluridecennali, confluiti nel volume Gli Illuminati e il Priorato di Sion, pubblicato da Piemme nel 2005 e tradotto anche in francese e spagnolo.

Un altro centro di interesse è costituito dalla popular culture, intesa come insieme di quei materiali culturali solo apparentemente "poveri" basati sulla serialità quali il feuilleton, il fascicolo popolare, il fumetto, la serie televisiva. In questo settore ha pubblicato studi e curato mostre sul mito del vampiro e su Dracula, sulle origini del fascicolo popolare poliziesco e su serie televisive del genere chiamato in inglese metaphysical da Buffy the Vampire Stayer a Tru Calling e Point Pleasant. Nel 2005 ha fondato con altri il CESPOC (Centro Studi sulla Popular Culture), che si è rapidamente imposto come un punto di riferimento imprescindibile per gli studi nel settore, e che ha curato nel 2006 la maggiore mostra virtuale su Internet dedicata a temi di popular culture con il titolo Dai Beati Paoli al Codice da Vinci: il mito del complotto nel feuilleton, che ha attirato decine di migliaia di visitatori e ha ottenuto entusiastiche recensioni non solo in Italia.

Da molti anni si interessa di avvenimenti culturali italiani, tra l’altro con una collaborazione regolare al quotidiano il Giornale e al settimanale il Domenicale. Suoi scritti sono apparsi anche su Il Foglio, La Stampa e L’Indipendente. Fa parte del comitato scientifico della Fondazione Nova Res Publica di Milano, per conto della quale ha diretto il tavolo di lavoro dedicato ai problemi della libertà religiosa e dei rischi per la sicurezza derivanti dal fondamentalismo religioso. E’ presidente onorario dell’Associazione Per Torino, e presidente dell’Associazione Iniziativa Subalpina. E’ membro del consiglio direttivo della Associazione Torino Europa. Con altri, partendo dal restauro di uno storico appartamento che versava in condizioni purtroppo disastrate, restauro che ha permesso di salvare un importante ciclo di vetri liberty e Art Déco rappresentativo di una certa stagione delle arti minori torinesi, ha promosso il Centro Incontri Terrazza Solferino, che si vuole insieme iniziativa di carattere imprenditoriale come centro di uffici arredati e "casa" di iniziative culturali di diversa natura.

Dal 1971 Massimo Introvigne milita in Alleanza Cattolica, una "agenzia" (non un movimento) cattolica che ha il duplice scopo di studiare e diffondere il magistero pontificio e di applicarne gli insegnamenti, sotto la responsabilità dei laici che la dirigono e ovviamente senza impegnare la gerarchia, ai problemi religiosi, culturali e politici del nostro tempo. Benché, come dovrebbe essere ovvio a chiunque, le associazioni, iniziative e giornali con cui collabora nei più svariati settori Massimo Introvigne (del resto a fianco di persone delle più svariate convinzioni religiose e culturali) non siano emanazioni di Alleanza Cattolica - salvo l’organo ufficiale di quest’ultima, la rivista Cristianità -, non è meno vero che per chi volesse tracciare una sua biografia intellettuale il rapporto con Alleanza Cattolica e il riferimento vissuto nei modi e con lo stile di tale realtà al magistero pontificio non potrebbero non avere un ruolo centrale e imprescindibile. Su questi temi lo stesso Massimo Introvigne ha voluto riflettere nel 2006, in occasione dei suoi trentacinque anni di militanza in Alleanza Cattolica, nel volume Il dramma dell’Europa senza Cristo, così come - consapevole che la situazione in cui versano la Cristianità e l’Europa suggeriscono anche al cattolico che sia specialista di scienze sociali, certo senza confondere gli ambiti, un impegno personale nel campo dell’apologetica - ha partecipato con entusiasmo fin dalla fondazione alle attività della rivista di apologetica il Timone e dei collegati centri culturali. Massimo Introvigne è sposato con Silvia Scaranari Introvigne (nota specialista dell’islam, e a sua volta militante di Alleanza Cattolica fin dagli anni del liceo), e ha quattro figli; vive e lavora a Torino.

 

Indietro