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Onu, Ahmadinejad scuote il summit: «Israele razzista». E i delegati Ue escono

Affondo del leader dell'Iran. Prima, la mossa di Gerusalemme: richiamato l'ambasciatore

Ban Ki-moon: «Condanniamo l'Olocausto e islamofobia»

Corriere 20/4/2009

Uno dei tre manifestanti travestiti da pagliacci accompagnati fuori dalla sala della conferenza di Ginevra: hanno urlato «razzista, razzista» contro il presidente iraniano (Reuters)
GINEVRA
- La presenza e le parole di Mahmoud Ahmadinejad scuotono la conferenza Onu sul razzismo a Ginevra. Nel suo intervento davanti ai partecipanti al summit, il presidente iraniano ha criticato l'insediamento di un «governo razzista» nel cuore del Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente allo stato di Israele senza però mai nominarlo. Parole alle quali i delegati dell'Unione europea hanno reagito lasciano la conferenza, già disertata da molte delegazioni occidentali. Nicolas Sarkozy ha chiesto all'Unione europea di reagire con «estrema fermezza» al discorso del presidente iraniano. Il presidente francese, «che ha già respinto in altre occasioni le inaccettabili dichiarazioni fatte dal presidente iraniano, condanna duramente questo incitamento all'odio», ha riferito un portavoce dell'Eliseo. La Commissione europea, del resto, aveva annunciato che avrebbe reagito «in modo appropriato» nel caso in cui dalla Durban II fossero arrivate dichiarazioni «inaccettabili». Prima che il presidente iraniano cominciasse a parlare , tre manifestanti travestiti da pagliacci sono stati fatti allontanare dalla conferenza non appena hanno cominciato a urlare «razzista, razzista». Proprio la controversa presenza del presidente iraniano e le perplessità circa il documento finale della conferenza hanno spinto numerosi paesi a disertare questo appuntamento internazionale.

BAN KI-MOON -Aprendo i lavori della Durban II, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon (che a margine della conferenza ha incontrato Ahmadinejad) ha insistito sul fatto che tutte le forme di razzismo, incluse l'antisemitismo e l'«islamofobia», vanno combattute. Il numero uno delle Nazioni Unite ha anche criticato l'assenza di numerosi Paesi alla conferenza. «Sono profondamente deluso - ha detto. - Rimpiango profondamente che alcuni abbiano scelto di farsi da parte. Spero che non duri a lungo». Successivamente, però, Ban Ki-Moon ha criticato l'intervento del presidente iraniano. «Il segretario generale - si legge in una nota pubblicata a Ginevra - deplora l'uso di questa piattaforma da parte del presidente iraniano per accusare, dividere e incitare. È l'opposto degli obiettivi della Conferenza».

IRAN ATTACCA ISRAELE - Ahmadinejad, che nel suo discorso ha anche apostrofato come «arrogante ed egoista» il boicottaggio del vertice di diversi Paesi occidentali, aveva già definito Israele «la più orribile manifestazione del razzismo» durante un incontro avuto domenica sera a Ginevra con il presidente svizzero Hans Rudolf Merz. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars. Ahmadinejad, aggiunge l'agenzia, aveva sottolineato anche la politica di «due pesi e due misure sui diritti umani e la violazione degli stessi diritti umani negli Usa e in Europa». Il presidente elvetico, secondo l'agenzia iraniana, avrebbe detto tra l'altro che «la Svizzera non seguirà le minacce unilaterali degli Usa e della Ue nelle sue relazioni con la Repubblica islamica dell'Iran».

LA RISPOSTA DI ISRAELE - E proprio all'incontro tra Merz e Ahmadinejad hanno fatto riferimento fonti del ministero degli esteri per spiegare le motivazioni che hanno spinto Gerusalemme a ordinare all'ambasciatore israeliano in Svizzera di rientrare on patria per consultazioni Il premier Benjamin Netanyahu ha fortemente critico l'invito rivolto al presidente iraniano, apostrofandolo come «razzista».

LA REPLICA SVIZZERA - D'altro canto il presidente svizzero non condivide le critiche israeliane al presidente iraniano. «Le capisco ma sono ingiustificate», ha detto Merz ad una radio svizzera citato dall'agenzia elvetica Ats. Per Merz il dialogo con l'Iran è necessario. Il presidente svizzero non ha voluto esprimersi sul richiamo dell'ambasciatore israeliano a Berna.

I PAESI ASSENTI E I PRESENTI- Israele, Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Olanda, Svezia ed Australia non partecipano ai lavori, temendo una replica delle manifestazioni antisemite che avevano contrassegnato la precedente riunione delle Nazioni Unite contro il razzismo, nel 2001 a Durban (Sudafrica). I Paesi assenti contestano il documento finale della conferenza e i controversi riferimenti a Israele e alla «diffamazione delle religioni». E certamente le defezioni sono state favorite anche dalla presenza del presidente iraniano, noto per le violente diatribe contro Israele e per aver definito l'Olocausto «un mito».

L'ONU CONDANNA I NEGAZIONISTI - Da parte sua, Ban Ki-moon tenta in extremis di salvare la conferenza voluta dalle Nazioni Unite sul razzismo, difendendo comunque la contestata dichiarazione finale come un testo «attentamente bilanciato» e ricordando che il summit di Ginevra punta proprio a sedare tensioni che potrebbero in altro modo esplodere. Poiché oggi ricorre la giornata della memoria, in Israele, Ban Ki-moon ha inoltre ripetuto la sua condanna per coloro che negano l'Olocausto. Il segretario generale dell'Onu, ha dello la sua portavoce, «condanna l'Olocausto e coloro che ne minimizzano l'importanza, ricordando che nel 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione secondo cui 'ignorare il fatto storico di questi terribili eventi aumenta il rischio che essi si ripetano», ha detto la sua portavoce.

 

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