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«Netanyahu pronto a bombardare l'Iran»

Il Times di Londra: studiato il piano per un attacco a breve

Il funzionario della Difesa: «Israele vuole contare sulla capacità di colpire l'Iran nel giro di giorni, perfino ore»

Le rivelazioni diffuse nel giorno della parata militare di Teheran

Francesco Battistini - Corriere 19/4/2009

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - La data si sa: una mattina della prima settimana di giugno. Alle 11 in punto, le sirene strilleranno dalla Galilea al Negev. Tv, radio, Web avvertiranno di nascondersi nel rifugio più vicino. Scuole e uffici si svuoteranno. Il premier Bibi Netanyahu riunirà il governo in una località segreta. Quella mattina, verrà simulato un attacco missilistico dall'Iran. «La più grande esercitazione nella storia d'Israele», spiegava l'altro giorno il generale Yair Golan. Il segno che qualcosa prima o poi ci si aspetta.

Più prima che poi, a leggere il Times. Che ieri mattina ha citato un anonimo funzionario della Difesa, secondo il quale Tsahal sarebbe pronto a lanciare anche a breve un attacco ai siti nucleari di Teheran. L'ufficiale per la verità si limita a dire che «stiamo effettuando preparativi a tutti i livelli per quest'eventualità» e alla fine formula quasi un'ovvietà: «Israele vuole contare sul fatto che, se alle sue forze armate fosse dato il via libera, potrebbe colpire l'Iran nel giro di giorni, perfino di ore». Giorni. Ore. Con la stessa domanda sempre lì: Netanyahu, che ritiene gli ayatollah «il più grande pericolo per l'umanità», è pronto a dare quel via libera? I segnali sono contraddittori: per un ministro Sylvan Shalom che non «tollera un Iran dotato della Bomba», c'è un Shimon Peres che esclude «soluzioni militari» (anche se il capo dello Stato aveva detto la stessa cosa pochi giorni prima delle bombe su Gaza).

Il Times sostiene che l'attacco è studiato nei dettagli: F-15 e F-16, assistiti da aerei radar Awacs, aerei cisterna ed elicotteri, pronti a volare fino a 1.400 km, per colpire le centrifughe d'uranio arricchito a Natanz, le 250 tonnellate di gas stipate sotto Isfahan, il reattore ad acqua pesante che produce plutonio ad Arak. Non è chiaro quale vicino concederebbe lo spazio aereo: perfino Bush ha sempre negato agl'israeliani il cielo dell'Iraq. Anche se il blitz antiraniano nel deserto del Sudan, durante Gaza, dimostra che i sorvoli proibiti non sono impossibili.

Fantaguerra o no, la rivelazione sull'attacco esce nel giorno della festa delle forze armate a Teheran. Con una parata sottotono, rispetto al solito. E secondo un altro giornale, il Financial Times, dovuta al «dialogo sensato» promesso da Hillary Clinton e al piano mediorientale che la Casa Bianca starebbe per presentare. I toni Usa-Israele sono ancora freddini. Obama, interrompendo una lunga tradizione d'accoglienza al primo squillo di telefono, avrebbe fatto sapere a Netanyahu d'«essere fuori città» in maggio, mese che il premier aveva programmato per un viaggio a Washington. Forse questa, più di altre, è la spia che Israele nel dossier iraniano si sta giocando il Grande Amico.

A giugno, con le simulazioni, si cominceranno a distribuire anche 5 milioni di maschere a gas: «Con Saddam abbiamo imparato a scartarle - scrive il giornale Yedioth Ahronot -, con Ahmadinejad impareremo a usarle».

 

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