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Botta e risposta tra Medvedev e Obama: «Nessuno scambio scudo-nucleare Iran»

Il presidente Usa aveva scritto una lettera chiedendo a Mosca aiuto per fermare i missili di Teheran

«Moltissimi dubbi sul progetto di Bush»

Corriere 03 marzo 2009

WASHINGTON - Non è ipotizzabile uno "scambio" impostato sul nucleare iraniano e sul progetto americano di creare uno scudo antimissile in Europa. Il presidente russo Dmitri Medvedev ha risposto così a una lettera che gli ha inviato giorni fa l'omologo Barack Obama. «Abbiamo le prove che l'amministrazione di Obama intende intensificare questa collaborazione - ha detto Medvedev durante una conferenza stampa a Madrid dopo un incontro con il premier Zapatero -. Con Obama siamo in contatto permanente, ci scambiamo messaggi, ma non si può porre in nessun caso il problema di uno scambio».

SICUREZZA EUROPEA - «Spero che i segnali positivi che stiamo ricevendo da Washington si vadano a plasmare in accordi» ha aggiunto Medvedev, sottolineando però come la questione di uno "scambio" fra i negoziati sull'Iran e lo scudo antimissile venisse mal posta. Il capo del Cremlino ha ribadito i «moltissimi dubbi» che il progetto portato avanti dall'amministrazione di George Bush suscita a Mosca: un progetto che «non contribuisce alla sicurezza europea, bensì la rende più complicata». Secondo Medvedev, perciò, «dobbiamo farlo insieme, creare uno scudo comune e generale contro ogni tipo di minacce, che sono molte: ma se parliamo di alcuni elementi di sistema posizionati vicino alle frontiere della Russia, questo certamente ci preoccupa, perché non ci protegge dalle minacce globali, se non è destinato ad altri scopi. E perciò non siamo d’accordo». Il presidente russo ha comunque usato toni piuttosto concilianti verso il nuovo inquilino della Casa Bianca: «Se la nuova amministrazione mostra buon senso propone una nuova struttura che sia accettabile per tutti gli europei, gli Stati Uniti e per il nostro paese, saremo disposti a negoziarlo: ma deve essere una costruzione globale, e non frammenti vicini alle frontiere russe. I messaggi che riceviamo dalla nuova amministrazione Usa indicano che sono disposti a parlare di questo, ed è un bene, perché fino a pochi mesi fa il segnale era che la decisione era già presa e non c’era niente da discutere: a questo tipo di discorso avremmo dato un’altra risposta».

LA PROPOSTA - L'invio della lettera di Obama è stato confermato dalla Casa Bianca e dal Cremlino. Nel messaggio, secondo il New York Times, il presidente avrebbe offerto alla Russia di bloccare l'installazione nell'Europa dell'Est del nuovo sistema antimissile se Mosca collaborerà a fermare la costruzione da parte dell'Iran di armi atomiche e la possibilità di lanciare missili a lunga gittata. Una fonte anonima dell'amministrazione Usa ha confermato che in questo caso lo scudo potrebbe non essere necessario. Secondo il Times, la lettera - anticipata lunedì dal quotidiano russo Kommersant - sarebbe stata consegnata a mano al Cremlino tre settimane fa ma fino ad oggi non c'era stata risposta. Barack Obama sostiene però che la stampa ha frainteso la questione della lettera al Cremlino che, secondo alcuni quotidiani, offriva uno scambio fra uno stop allo scudo missilistico statunitense e un intervento russo per frenare la minaccia iraniana. Poco prima dell'intervento di Medvedev era stata la sua portavoce Natalia Tymakova ad accennare all'argomento: «Non c’è nessuna proposta concreta sulla possibilità di un fronte comune Usa-Russia sul problema iraniano. Il presidente Medvedev ha ricevuto un messaggio da parte del presidente Obama: la lettera era una risposta a un messaggio del leader russo per il presidente degli Stati Uniti inviata poco dopo che quest’ultimo ha assunto l’incarico».

 

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