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Aristotele contro Averroé

di Anna Bono - Ragionpolitica 27/2/2009

Il profesor Sylvain Gouguenheim è uno affermato studioso di storia medievale. Insegna presso l'Ecole normale supérieure di Lione. Lo scorso anno ha pubblicato un libro intitolato Aristote au Mont Saint-Michel. Le racines grecques de l'Europe chrétienne. In italiano il titolo suonerebbe «Aristotele a Mont Saint-Michel. Le radici greche dell'Europa cristiana». Invece nella traduzione del testo pubblicata da Rizzoli e fresca di stampa è diventato: "Aristotele contro Averroé. Come cristianesimo e Islam salvarono il pensiero greco". «Chissà perché?» ci si domanderà; e, tanto per essere pignoli, perché «Islam» maiuscolo e «cristianesimo» minuscolo?

Ma la domanda più importante è: come mai il saggio ha indotto colleghi e studenti dell'Ecole normale di Lione a protestare formalmente chiedendo addirittura l'istituzione di una commissione d'inchiesta che indaghi sui contenuti dell'opera per verificare se offendono l'islam e in tal caso decidere quali sanzioni adottare nei confronti del suo autore? E, ancora, perché anche il quotidiano della «gauche» francese Libération ha lanciato a sua volta una campagna contro il professor Gouguenheim raccogliendo firme di protesta tra le quali figurano anche quelle di alcuni storici italiani?

La risposta è semplice. Aristotele contro Averroé è un intollerabile esercizio di «scorrettezza politica» perché confuta la tesi secondo cui si devono all'Islam la scoperta del pensiero filosofico e scientifico greco e la sua divulgazione in un'Europa che nei «secoli oscuri» dell'Alto Medioevo aveva perso ogni contatto con i classici greci. Tutto ciò è falso, sostiene Gouguenheim, a partire dall'idea che l'Alto Medioevo sia stato un' «età oscura» quando invece fu un'epoca assetata di sapere. In realtà in quei secoli in tutto il continente - dalla Calabria all'Irlanda, da Venezia a Mont Saint-Michel - fiorirono comunità che conservarono la cultura della Grecia antica. Né vennero del tutto meno i rapporti con l'Impero romano d'Oriente dove la filosofia greca continuò a essere coltivata. «Il mondo occidentale cristiano del Medioevo - scrive Gouguenheim - fece del suo meglio per ritrovare il sapere greco. Ci riuscì al termine di un sorprendente sforzo plurisecolare, la cui costanza e ostinazione testimoniano l'intima convinzione che lì si trovasse la matrice della sua civiltà».

In sostanza, il peccato capitale di Sylvain Gouguenheim, che gli ha meritato anche minacce di morte da parte di gruppi ultra-fondamentalisti islamici, è questo: affermare che la conoscenza in Europa occidentale di Aristotele e degli altri filosofi greci si deve in gran parte a canali di trasmissione che non dipendono dalle traduzioni arabe. L'importanza delle «radici islamiche dell'Europa» e del debito dell'Occidente cristiano nei confronti dell'islam va quindi drasticamente ridimensionata.

Il danno all'immagine dell'islam è in effetti enorme. Come spiega Gouguenheim nell'introduzione del saggio contestato, «la tesi del debito finisce per stabilire una gerarchia tra le civiltà medievali. La storia della civiltà è letta come l'opposizione di un islam illuminato, raffinato, spirituale, a un Occidente brutale, guerriero e conquistatore. Da un lato il mondo dello spirito, dall'altro quello della sciabola». Come per l'Africa si è creato il mito di un'epoca precoloniale di pace e prosperità, retta da valori umani di cui l'Europa fece scempio, così per l'Islam si è costruita una rappresentazione dei rapporti con l'Europa che vede quest'ultima inferiore, forte soltanto di una supremazia di ordine tecnico e militare. «Questa tesi - spiega ancora Gouguenheim - si lega all'opinione secondo cui gli europei sarebbero rimasti in qualche modo dei barbari, vincendo con la forza delle armi quelli che erano i loro maestri nella spiritualità e nelle scienze».

Ma è una tesi infondata, un mito antioccidentale, proprio come quello dell'Africa felix precoloniale, e che solleva un fondamentale, imbarazzante interrogativo: «Se l'Europa deve il Rinascimento all'Islam, resta da capire perché quest'ultimo non abbia partecipato a sua volta a tale Rinascimento».

Commenti (1):

1. 03-03-2009 06:10

civiltà
L'islam (minuscolo) avrà anche una importante cultura, fra le tante altre culture di questo mondo. Tuttavia, l'islam è assolutamente mancante di civiltà! Non basta la cultura se non esiste civiltà!!!

Scritto da san

 

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