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Il personaggio Arrestato per trasporto d' armi, era stato messo a riposo

Torna il vescovo con la kefiah Ma la nave non arriva a Gaza

Bloccati al largo di Israele monsignor Capucci e il cargo di aiuti. A bordo anche un reporter di Al Jazeera. In diretta il racconto dell' intervento dello Stato ebraico: «Ci picchiano!». Il religioso, condannato a 12 anni nel ' 74, dopo tre venne graziato su intercessione di Paolo VI

Francesco Battistini - Corriere della Sera 6 febbraio 2009

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Per accorciare la galera, nel 1977, aveva cambiato aria. Per non rischiare di tornarci, ieri mattina, ha cambiato carico. Niente armi, solo aiuti umanitari. Niente da fare, comunque: che porti alla causa palestinese razzi katyusha o sacche di plasma, il molto reverendo Georges Gabudjii in arte monsignor Hilarion Capucci, 87 anni a marzo, sulla sua rotta trova sempre un gendarme israeliano.

Stavolta l' hanno bloccato al largo di Gaza. Stava a bordo d' una nave con bandiera togolese salpata da Tripoli del Libano, passata per Cipro e diretta nelle acque proibite della Striscia. Sua eccellenza, più i volontari del Free Gaza e un paio di giornalisti, venti persone. Nonostante l' età e la brezza, all' ora fatale monsignor Capucci era sul ponte dell' Al-Ikhwa (fratellanza) e non s' è perso nulla: gli allerta via radio della Marina («attenzione, non siete autorizzati a entrare»), gli sciò via megafono, i colpi d' avvertimento, l' abbordaggio di due motovedette, i mitra puntati, le urla e le botte, il fermo, la nuova espulsione. Dicono l' abbia presa con spirito e abbia salutato con tono di sfida: «Ci rivediamo».

Chi si rivede. L' infinita vita del vescovo con la kefiah riemerge come un relitto. Un nome quasi dimenticato, che basta però a muovere le pigre acque della solidarietà araba, a fare dell' Al-Ikhwa un vessillo, a scuotere l' audience di Al Jazeera con la testimonianza del reporter: «Stanno aprendo il fuoco contro la nave!... Alcuni soldati sono saliti, ci puntano le armi!... Ci stanno picchiando!...». Picchiano un quasi novantenne? «La normale energia nei confronti di chi opponeva resistenza», dice un portavoce israeliano. «No, maltrattamenti a un alto prelato», protesta Amr Moussa, leader della Lega araba. E la Siria, e il premier libanese Fuad Siniora, e Hamas: «Un atto di pirateria». Un affannarsi d' unanime solidarietà che nessun' altra nave Free Gaza, e ce ne sono state diverse, ha mai suscitato. Tutto merito di Capucci.

Siriano di nascita, «palestinese nell' anima». Uno che preferiva «una morte degna a una pace ingiusta» e quand' era patriarca della microchiesa melchita di Gerusalemme, nominato dal Papa, fu fermato sulla sua Mercedes con targa diplomatica stracarica di 200 detonatori, 400 kg d' esplosivo, 5 bombe a mano, due kalashnikov, quattro pistole e decine di caricatori. Uno che, si scoprì, aveva trasportato anche i tre razzi che dovevano uccidere Henry Kissinger al King David.

Monsignor Capucci, altro che i lefebvriani, fu vescovo capace di ridurre al minimo i rapporti Vaticano-Israele: condannato a 12 anni, dopo tre venne graziato su intercessione di Paolo VI, spedito a Roma a patto che non tornasse più in Medio Oriente e non s' occupasse più di politica. Promesse mai mantenute: per trent' anni, Capucci non ha fatto che comiziare. Una volta, fu perfino invitato a una festa al Quirinale. E prima che cominciasse la seconda intifada, nel 2000, con preveggenza si presentò al confine col Libano e lanciò un sasso verso Israele, al motto: «Il terrorismo è una lebbra, ma spesso è l' unica risposta possibile».

Monsignore ma non troppo, messo a riposo nel ' 99 da Wojtyla, Capucci torna sul ring e il quotidiano Yedioth Ahronot si chiede a quale scopo. Tenere la scena, probabilmente. Forte di quella strana immunità che ne ha fatto, talvolta, un prezioso interlocutore di soggetti difficili: l' Iran degli ayatollah, l' Iraq di Saddam, l' Arafat con la pistola, gli arabi che terrorizzavano di bombe la Parigi anni ' 80... «Ci rivediamo», ha salutato: magari intorno a un tavolo, a casa di Hamas?

Con Arafat ad Assisi: Monsignor Hilarion Capucci (sopra, secondo da sinistra, nel 1990, a Assisi, con Arafat e il vescovo Sergio Goretti) è nato in Siria nel 1922

L' arresto: L' arcivescovo greco-cattolico nel 1974 fu arrestato in Israele per un carico di armi trovato nella sua auto. Fu liberato nel 1977

 

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