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Chi nega la Shoah non sa nulla della Croce di Cristo

Commento del portavoce vaticano nell'editoriale di "Octava Dies"

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 30 gennaio 2009 (ZENIT.org).-  Negare la Shoah vuol dire non sapere nulla della Croce di Cristo. E’ quanto afferma padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa vaticana, nell'editoriale dell'ultimo numero di "Octava Dies", il settimanale del Centro Televisivo Vaticano, da lui stesso diretto.

"La Shoah induca l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo". Con queste parole, ha ricordato il sacerdote gesuita, al termine dell'udienza di mercoledì 28 gennaio, il Papa ha ripreso la profonda meditazione del suo discorso nel campo di concentramento di Auschwitz.

Il Pontefice, ha osservato padre Lombardi, “non ha solo condannato ogni forma di oblio e di negazione della tragedia dello sterminio di sei milioni di ebrei, ma ha richiamato i drammatici interrogativi che questi eventi pongono alla coscienza di ogni uomo e di ogni credente”.

“Perché è la fede nella stessa esistenza di Dio che viene sfidata da questa spaventosa manifestazione della potenza del male – ha continuato –. La più evidente per la coscienza contemporanea, anche se non la sola”.

“Benedetto XVI lo ha riconosciuto lucidamente nel discorso di Auschwitz, facendo sue le domande radicali dei salmisti a un Dio che appare silente ed assente”.

“Di fronte a questo duplice mistero – della potenza orribile del male, e dell'apparente assenza di Dio – l'unica risposta ultima della fede cristiana è la passione del Figlio di Dio”.

“Queste sono le questioni più profonde e decisive dell'uomo e del credente di fronte al mondo e alla storia – ha aggiunto il portavoce vaticano –. Non possiamo e non dobbiamo evitarle e tanto meno negarle. Se no, la nostra fede è ingannevole e vuota”.

“Chi nega il fatto della Shoah non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo. Tanto più è grave, quindi, se la negazione viene dalla bocca di un sacerdote o di un vescovo, cioè di un ministro cristiano, sia unito o no con la Chiesa cattolica”, ha poi concluso.

 

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