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No ai rapporti occulti con le Farc

di Vito di Lernia - Ragionpolitica 6 settembre 2008

Ha destato scalpore e suscitato legittime polemiche la diffusione della notizia di espliciti appoggi del Partito di Rifondazione Comunista alle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, contenuta in un dossier del governo colombiano, un vero e proprio atto di accusa contro il Prc, supportato da documenti e mail rinvenute nei computer di Raul Reyes, il numero due della guerriglia colombiana ucciso il primo marzo di quest'anno, che documenterebbero rapporti «non esclusivamente politici», vale a dire raccolte di fondi, scambio di informazioni e persino rimborsi delle spese sanitarie di un ricovero in Svizzera di Lucas Gualdron, rappresentante europeo delle FARC, a spese del Prc.

Ramon Mantovani, capo della sezione esteri del partito, ha replicato stizzito che i rapporti politici tra Prc e FARC sono sempre avvenuti alla luce del sole, nella piena consapevolezza da parte dei sottosegretari agli esteri rispettivamente del governo Berlusconi e del governo Prodi oltre che dei Presidenti della Camera dei Deputati e che, pur considerando «disumana» la pratica dei sequestri, la stessa va «inquadrata in una guerra altrettanto disumana alla quale bisognerebbe mettere fine con una trattativa di pace invece che con un'acutizzazione del conflitto». Siamo insomma tornati alla teoria della «contestualizzazione», vale a dire andare oltre il crimine e comprendere i contesti in cui gli stessi avvengono. E' la teoria messa in atto per giustificare le Foibe o l'olocausto russo di sessanta milioni di morti del terrore staliniano, come affermò l'europarlamentare Marco Rizzo in un confronto televisivo con l'on. Paolo Guzzanti.

Come conciliare le due facce di un partito che accende le fiaccole per la liberazione di Ingrid Betancourt e dall'altro fornisce appoggi ai suoi rapitori? La Betancourt, liberata lo scorso 2 luglio dopo un rapimento durato sei anni, intervistata a Roma dal TG1, alla domanda se ritenesse giusto che un partito italiano mantenesse relazioni con le FARC ha risposto: «Credo che le FARC non debbano essere lasciate sole nella loro follia. È bene che sentano gente da fuori desiderosa di aiutarli, ma per farli entrare in un nuovo modo di agire. Rifondazione Comunista partecipa alle elezioni in Italia e se non vince lo accetta. Questo è un buon esempio». Parole che da un lato gettano acqua sul fuoco delle polemiche e dei veleni nel dibattito tra il Prc e la stampa, in particolare Repubblica «responsabile» di aver diffuso la notizia e accusata di ordire campagne mediatiche contro il Prc, ma che dall'altro indicano la direzione a mandare avanti il dialogo alla ricerca di punti di incontro che prescindano evidentemente dalle azioni efferate del gruppo, la più recente delle quali è stata una bomba in un'affollata strada di Ituango nella regione di Antioquia, durante una festa tradizionale, che è costata la vita di sette persone, fra cui alcuni bambini e il ferimento di altre 52.

Follia è il termine utilizzato sempre dalla Betancourt per descrivere l'attuale «stato di salute» delle FARC, formazione di guerriglia nata il 27 febbraio 1964 come organizzazione marxista-leninista e braccio armato del Partito Comunista locale, che dichiara quali governi amici quelli di Repubblica Popolare Cinese, Corea del Nord e Iran, finanziato prima da Cuba (il cui leader Fidel Castro si dissociò dal sistematico ricorso ai rapimenti messo in atto dai guerriglieri) e attualmente, secondo l'accusa del governo colombiano, dal presidente venezuelano Hugo Chavez. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha giustamente auspicato che eventuali contatti con le FARC vengano portati avanti a precise condizioni e senza la scorciatoia di trattative segrete. Non sono stati in pochi a leggere tra le righe un richiamo al Prc: non bisogna dimenticare che dal 2002 le FARC sono finite nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Usa e della Ue per il sequestro dei civili, 700 ostaggi tuttora trattenuti spesso in condizioni disumane, e il presunto coinvolgimento nel traffico della cocaina.