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«Indebolite Nato e Ue. E' un brutto precedente»

Daniel Pipes Il consulente della Casa Bianca critica l'intesa Roma-Tripoli

Ennio Caretto - Corriere della Sera 3 settembre 2008

WASHINGTON - Secondo Daniel Pipes, direttore del Middle East Institute e consulente di Congresso e Casa Bianca sull'Islam, accogliendo le richieste di Gheddafi l'Italia ha commesso un grosso errore e stabilito un grave precedente. «Da un lato ha indebolito la Nato, sebbene il vostro governo sostenga il contrario - dice il maestro del pensiero neocon americano - e dall'altro ha sancito il principio che l'Europa debba riparare finanziariamente al suo passato colonialista». E ora, continua Pipes, rischia di innescarsi un processo che danneggerà l'Alleanza Atlantica e l'Unione Europea: «Mi meraviglio che un leader conservatore come Berlusconi abbia ceduto a una manovra del genere».

Perché la Nato ne sarebbe indebolita?

«Perché questo separa l'Europa dall'America. Come Putin cerca di indurre i Paesi europei che più dipendono da petrolio e gas russi a prendere le distanze da noi, così Gheddafi cerca di indurvi a stare dalla sua parte nel caso di un nuovo scontro con l'America. Avete firmato un accordo non solo commerciale ma anche politico».

Perché parla di un pericoloso precedente?

«Gheddafi ha ottenuto un risarcimento per le colpe di Mussolini e ha aperto le porte ad altri Paesi arabi per richieste ancora maggiori, come l'Algeria nei confronti della Francia. L'Europa deve essere molto ferma al riguardo: niente riparazioni dopo un certo tempo».

Ma non è giusta qualche forma di compensazione?

«Accetto che chi soffrì sotto un'occupazione straniera sia risarcito. Ma che c'entrano i figli e i nipoti? Che cosa c'entra l'Italia di oggi con quella colonialista di ieri? Si strumentalizza il nostro senso di colpa, accade anche in America a proposito della schiavitù, abolita oltre 150 anni fa. Ed è ridicolo. Di questo passo, la Spagna chiederà riparazione all'Arabia Saudita per l'invasione del 711, e voi italiani risponderete degli abusi dell'Impero romano».

Lei è filo-israeliano. Israele ne andrebbe di mezzo?

«Sì, anche se in misura modesta, perché un'Europa sulla difensiva avrebbe meno potere in Medio Oriente, farebbe minore presa sui Paesi arabi, lasciando più spazio al radicalismo islamico».