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Magdi Cristiano Allam

Grazie Gesù. La mia conversione dall'islam al cattolicesimo

recensione di Mario Secomandi - Ragionpolitica 21 giugno 2008

La conversione di Magdi Allam al cattolicesimo costituisce l'ufficializzazione del compimento di un cammino di fede e di un percorso intellettuale e spirituale, personale e comunitario, individuale e pubblico di ricerca della verità e dei valori universali ed assoluti. Il cinquantaseienne Magdi Cristiano è molto orgoglioso ed entusiasta di aver ricevuto i sacramenti dell'iniziazione cristiana (battesimo, cresima ed eucaristia) direttamente dalle mani di papa Benedetto XVI, proprio nella «santa notte» di Pasqua (il 22 marzo scorso), in cui Cristo è risorto. Già musulmano laico, un primo contatto col cattolicesimo lo ebbe da ragazzo allorquando frequentò in Egitto le scuole medie e superiori in un collegio gestito da religiose, religiosi e laici cattolici italiani, laddove egli ebbe modo di formarsi sia la «scienza del sapere» che la «coscienza dei valori». Giunto poi in Italia Magdi Cristiano Allam non ha esitato a denunciare «l'ideologia dell'odio e della morte» che sembra essere così intrinseca e connaturata all'islam. Per questa sua pregevole schiettezza e sincerità vive sotto scorta da qualche anno a causa delle minacce e fatwa ricevute da islamici stranieri e nostrani, che lo hanno sostanzialmente condannato a morte.

Un ruolo importante nella conversione di Magdi Allam si è trovato indubbiamente a giocarlo il movimento Comunione e Liberazione fondato da don Luigi Giussani. In CL egli ha trovato molti amici fraterni (tra cui monsignor Luigi Negri che ha officiato il battesimo del suo ultimo figlio Davide ed il deputato del Pdl Maurizio Lupi che dalla succitata Pasqua scorsa è il suo padrino) insieme ai quali ha sperimentato la bellezza del cristianesimo come avvenimento di un incontro di amore di Cristo e del prossimo. Non sono poi mancati incontri da cui sono scaturiti convergenza d'analisi ed unità d'intenti con alti prelati quali monsignor Fisichella ed il cardinal Ruini. Ma la persona che Magdi Cristiano considera come assoluto punto di riferimento è proprio papa Ratzinger. A lui è stato molto vicino anche in occasione della vera e propria «campagna internazionale di criminalizzazione» di cui il pontefice è rimasto vittima per aver comunicato a Ratisbona la bontà del legame tra fede e ragione e fatto allusione alla natura violenta dell'islam.

La conversione di Magdi Cristiano Allam al cattolicesimo segna una sua presa di distanza e sconfessione totale dell'islam, sebbene egli sottolinei come sia giusto portare avanti un dialogo con i musulmani «di buona volontà», propensi cioè a rispettare i «valori non negoziabili» a fondamento di una «comune civiltà dell'uomo». Certo, un po' di delusione nei confronti del cosiddetto islam moderato c'è, visto che, fra gli altri, Sergio Yahya Pallavicini, vicepresidente della Coreis, giudica come «illegittima» la conversione di Magdi Cristiano, che costituirebbe «apostasia», essendo il cristianesimo considerato come «religione precedente». L'islam è di per sé una religione produttrice di terrore e morte. Nel Corano, anche nell'odierna edizione italiana (a cura di Hamza Roberto Piccardo sotto la supervisione dell'Ucoii), pullulano parole e «commenti anticristiani, antiebraici ed antioccidentali» insieme al farsi beffe dei diritti fondamentali della persona. Ciò è alla base dell'indottrinamento ideologico con cui si incita all'odio e al terrorismo suicida anche in molte moschee italiane. L'islam non può essere religione di amore e di pace oltre che per i contenuti del suo testo base anche per il fatto che il suo fondatore (Maometto) è stato «un uomo violento che ha personalmente decapitato gli ebrei, ucciso i suoi nemici e ordinato il massacro di coloro che non si sottomettevano al suo potere».

L'Italia, l'Europa e l'Occidente sono chiamati a riscoprirsi cristiani perché il cristianesimo è la religione autentica della vita, della verità e della libertà, dell'incontro tra fede e ragione, unico contesto in cui possono svilupparsi laicità, libertà di coscienza e d'espressione. Occorre far fronte alle minacce di «guerra santa» da parte delle centrali terroristiche islamiste. E' necessario farla finita con la sottomissione all'islam. Va affrontata la «jihad della parola» all'insegna dell'«islamicamente corretto», per cui i fondamentalisti ci fanno capire che «io non ti taglio la gola a condizione che tu ti tagli la lingua». Va combattuto il multiculturalismo relativista nichilista europeo fomentato dai «laicisticristiancomunisti» che ha creato ghetti culturali, religiosi ed etnici da cui promana odio islamico verso i popoli autoctoni cristiano-occidentali.