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«Pronti alla sfida: come 27 anni fa contro l'Iraq»

Il capo dell'intelligence israeliana Amos Yadlin, ex pilota dell'«Operazione Opera»

Davide Frattini - Corriere della Sera 21 giugno 2008

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - In ufficio, tiene appesa la foto degli F16 che nel 1981 bombardarono il reattore nucleare di Osirak. Amos Yadlin era uno dei piloti nello squadrone dell'Operazione Opera, un lungo volo da Israele all'Iraq. Da quasi due anni guida l'intelligence militare e in marzo ha presentato al governo il rapporto annuale, le stime e i calcoli dei servizi segreti sulle minacce (e le opportunità di pace) che aspettano lo Stato ebraico. Poche settimane fa, ha deciso di concedere per la prima volta un'intervista (ad Ari Shavit di Haaretz), perché almeno una parte di quelle informazioni diventasse pubblica. Yadlin spiega subito di non essere un profeta. «L'intelligence non produce accurate predizioni del futuro, descrive possibili futuri. La nostra verità è fatta di probabilità accumulate».

Il lungo colloquio si concentra soprattutto sul nucleare iraniano. «Teheran è una minaccia globale. Il regime sta sviluppando missili capaci di raggiungere con testate atomiche l'Europa e in futuro di attraversare l'Atlantico. Quindi è un problema mondiale».

Analizza l'evoluzione dei sistemi balistici degli ayatollah. «Il programma non si sta fermando a un raggio d'azione che tocca Israele e i missili che vengono sviluppati non hanno senso, se non portano armi nucleari. All'inizio, hanno avuto lo Shihab-3 con un raggio di 1300 chilometri. Adesso stanno lavorando all'Ashura, da 2500 a 3500 chilometri. Tecnologicamente, il passo verso una gittata intercontinentale è breve».

Spiega che stabilire una data, capire quando l'Iran diventerà una potenza nucleare è complesso. Incalzato dal giornalista, indica un periodo («ma niente è inequivocabile») tra il 2010 e il 2015.

La domanda sulla possibilità di un attacco militare è inevitabile: «Siamo i nipoti di una generazione che non ha ascoltato, una generazione che ha dato una scrollata di spalle, quando veniva proclamato che gli ebrei sarebbero stati sterminati. Israele è una nazione forte. Possiamo fronteggiare qualunque minaccia in Medio Oriente». E ricorda il volo a cui partecipò 27 anni fa: «Allora abbiamo affrontato un Paese grande quanto l'Iran, a una distanza simile e con lo stesso livello di ostilità. Anche l'Iraq minacciava di sviluppare armi nucleari».