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Il padre del Grande Bazar atomico

Retroscena: chi è Abdul Khadir Khan

Guido Olimpio - Corriere della Sera 16 giugno 2008

WASHINGTON - È il padre del Grande Bazar atomico. Abdul Khadir Khan, 72 anni, si è conquistato questo soprannome vendendo segreti nucleari a chi non poteva. Una vita spericolata intrecciata con quella di una terra contesa. Khan è nato a Bhopal in India prima della traumatica partizione che ha portato, nel 1947, alla nascita del Pakistan. Emigrato in Europa ha studiato ingegneria in Belgio e in Olanda, entrando successivamente in una compagnia olandese impegnata nelle ricerche nucleari.

Nel 1974, come lui ha stesso ha rivelato, Khan decide di aiutare il suo Paese nello sviluppo dell'atomica. Una reazione quasi spontanea alla sconfitta militare subita contro l'India. E lo scienziato inizia a trafugare informazioni e progetti. Un anno dopo torna in patria per assumere la guida del programma nucleare. Una lunga marcia coronata da successo nel 1998 con una serie di test sotterranei.

È in quegli anni che Khan crea una rete di rapporti che utilizzerà successivamente per creare il grande mercato. Con uomini di fiducia sparsi tra Dubai, l'Europa, Singapore, il pakistano garantisce la tecnologia proibita ai «cattivi» della terra. Iraniani, nordcoreani, libici, forse anche terroristi di Al Qaeda chiedono assistenza offrendo valuta pregiata. Gli affari vanno bene fintanto che gli americani non intervengono chiedendo che lo scienziato sia fermato. Khan nel 2004 ammettere le sue colpe, finisce agli arresti domiciliari in Pakistan. Poi lo perdonano.

All'inizio di giugno ha rotto il silenzio sostenendo che il Pakistan non solo sapeva dei suoi traffici ma era complice: «Informavo regolarmente il premier Benazir Bhutto». In un libro appena uscito hanno scritto che la premier avrebbe contrabbandato in Corea del Nord cd-rom pieni di formule nascondendoli sotto un'elegante veste. Peccato che Benazir non possa replicare.