1
Medvedev attacca l'America «egoista»

LA SFIDA DEL CREMLINO

Il presidente russo: responsabile della crisi

Prima uscita del neoleader senza Putin, al Forum Economico di San Pietroburgo: di nuovo un ruolo chiave per la Russia

Fabrizio Dragosei - Corriere della Sera 8 giugno 2008

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA - Nella sua prima importante uscita «in solitario» Dmitrij Medvedev ha cavalcato tutti gli stereotipi cari al suo predecessore che ricordano molto i cavalli di battaglia della defunta Urss: la crisi finanziaria in corso è stata causata dall'America, dalla sua politica «aggressiva» e dal suo egoismo; i problemi alimentari sono attribuibili a coloro che stanno tentando di trarre benefici dalle difficoltà attuali. Ci vuole invece un governo collettivo di questi fenomeni e la «buona» Russia è pronta a fare la sua parte. Naturalmente sono del tutto infondate le accuse di chi vede proprio quello di Mosca come uno dei governi oggi più aggressivi e che maggiormente perseguono i propri interessi usando qualsiasi strumento, compreso quello energetico.

Un'uscita senza Putin, dicevamo, anche se il nuovo presidente russo non si è trovato solo: quando lo speaker del Forum Economico di San Pietroburgo lo ha annunciato, ha commesso un errore, iniziando a pronunciare il nome del predecessore. Si è fermato a «Prezident Vl...», che è l'inizio di Vladimir, il nome di Putin. Poi ha imboccato la strada giusta: «Dmitrij Anatolyevich Medvedev».

L'appuntamento che si svolge annualmente nella città baltica è stato voluto dal pietroburghese Putin e ora cresce sotto il pietroburghese Medvedev. Di fronte a uomini d'affari e politici di tutto il mondo, il presidente russo ha spiegato come il suo Paese intenda diventare uno dei principali centri propulsivi dello sviluppo economico mondiale. E non ha risparmiato la politica degli Stati Uniti. Quella in corso, secondo lui, è una crisi finanziaria gravissima, paragonabile a quella del 1929. Gli errori delle banche, «sommati alle politiche finanziarie aggressive della maggiore economia del mondo non hanno portato solo a perdite per le aziende. Sfortunatamente la maggior parte della gente sul pianeta è diventata più povera». Medvedev ha parlato di «egoismo economico» che a volte diventa «nazionalismo economico quando interessi pragmatici sono rimpiazzati da considerazioni politiche». Le stesse accuse che il resto del mondo ha rivolto alla Russia in occasione delle varie «guerre del gas» con Ucraina, Georgia, Bielorussia.

Medvedev ha poi sostenuto che il suo Paese vuole giocare un ruolo fondamentale in futuro, e non per antiche «ambizioni imperiali». Semplicemente perché la Russia ha «le giuste opportunità e le risorse necessarie». Presto a San Pietroburgo inizierà a funzionare una borsa degli idrocarburi che lavorerà in rubli. Il presidente russo è anche convinto che la valuta del suo Paese potrà assumere un ruolo internazionale, anche se regionale. Diventerà valuta di riserva per i Paesi dell'Est europeo e per quelli che comunque dovranno acquistare le sue materie prime.

Di nuovo Medvedev ha insistito sui suoi progetti di lotta contro la corruzione e di rafforzamento del rispetto della legge. Ha poi aggiunto che ci saranno cambiamenti per creare un clima fiscale più favorevole agli investimenti e che verranno anche diminuite le barriere amministrative che creano difficoltà soprattutto agli importatori.

Sulle accuse del presidente russo al suo Paese non si è pronunciato il segretario al Commercio americano, Carlos Gutierrez. Si è invece detto in disaccordo sulla portata dell'attuale crisi finanziaria che, a suo avviso, non ha nulla a che vedere con eventi globali del passato: si tratta semplicemente di «un rallentamento della crescita in atto».

Scudo spaziale *** Tra i motivi delle rinnovate frizioni tra Russia e Usa, la volontà di Washington di estendere lo scudo spaziale a Polonia e Repubblica ceca

La Nato nell'Est *** Un'altra questione aperta per Mosca, l'allargamento della Nato ai Paesi che un tempo facevano parte del Trattato di Varsavia

Basi in Asia *** Infine la questione delle basi americane nelle ex Repubbliche sovietiche dell'Asia centrale: una «minaccia» per la Russia

Rublo convertibile Valuta di riferimento *** Il presidente russo Medvedev è convinto che il rublo (foto sopra), moneta nazionale al momento non convertibile, potrà assumere un ruolo internazionale, anche se limitato all'Europa dell'Est, diventandone la valuta di riferimento

Crisi finanziaria *** Dmitrij Medvedev (foto sopra) ha attribuito alle «maggiori economie del mondo» (cioè, principalmente gli Stati Uniti) l'attuale crisi finanziaria che potrebbe avere effetti devastanti, «simili a quella del 1929» In prima fila Il presidente russo vede per la Russia un ruolo di potenza «fondamentale» nel prossimo futuro: non per «antiche ambizioni imperiali» ma semplicemente perché il suo Paese ha «le giuste opportunità e le risorse necessarie»

Centro propulsivo *** Di fronte a una platea di uomini d'affari di tutto il mondo, il successore di Putin ha spiegato come la Russia intenda diventare uno dei principali centri propulsivi dello sviluppo economico mondiale