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Le Profezie di Solgenitsin Smentite dalla Democrazia

Dario Fertilio - Corriere della Sera 31 maggio 2008

Trent'anni or sono, quando il Muro di Berlino era ancora saldo, Aleksandr Solgenitsin andò in America per fustigare, dopo quelli sovietici, i vizi dell'Occidente. E là il geniale autore di Arcipelago Gulag - come ricorda l'Avvenire - sostenne che il consumismo non è un'alternativa al socialismo. Infatti, spiegò, ne condivide il materialismo, ha barattato il coraggio con l'ideologia del benessere, e insomma non ha i titoli per contrastarlo sul piano spirituale. In linea con i grandi critici del «permissivismo liberale», il Solgenitsin di allora arrivò a sostenere: «La difesa dei diritti del singolo in Occidente giunge a tali eccessi che la società si trova disarmata davanti a certi suoi membri».

Oggi, trent'anni più tardi, i giudizi di Solgenitsin convergono singolarmente con quelli dell'economista americano Paul Krugman, che ieri ha dichiarato al Corriere di apprezzare molto di più l'autoritario Putin (paragonato all'imperatore Augusto per avere raddoppiato il Pil) rispetto a Bush (che ha portato gli Stati Uniti «molto vicini alla crisi della democrazia»). Non sta scritto da nessuna parte, ha aggiunto Krugman, che «le economie di mercato siano le più democratiche».

Insomma, il grande scrittore russo sul versante morale, e l'influente economista americano su quello politico, danno una bella mazzata a quel delicato sistema di pesi e contrappesi, concorrenza e libertà individuali per i quali, negli ultimi decenni, intere generazioni di uomini e donne si sono battuti; sistemi cui hanno affidato sogni, speranze e a volte anche le loro vite. È un po' tardi, tuttavia, per annunciare a tutti costoro che hanno lottato per niente. Tanto più che, a quanto pare, la democrazia liberale resta il peggior sistema esistente, se si eccettuano tutti gli altri sino a ora sperimentati.