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Zawahiri: «11 settembre, basta teorie del complotto»

Stratega del terrore «Siamo stati noi», rivendica nel nuovo audio. E ridimensiona il ruolo di Osama

Guido Olimpio - Corriere della Sera 23 aprile 2008

WASHINGTON - «Giù le mani dall'11 settembre». Potrebbe essere un nuovo slogan per Al Qaeda. Il suo ideologo principe, Ayman Al Zawahiri, in un lungo intervento audio, ha infatti contestato le teorie cospirative che credono ad un coinvolgimento di Israele nell'attentato. È una «bugia», afferma il medico egiziano passato alla Jihad, diffusa dal movimento libanese filo-iraniano Hezbollah. Per Al Zawahiri è stata la tv del partito, Al Manar, a lanciare la tesi, poi ripresa dai media iraniani. «L'obiettivo della bugia è chiaro - afferma -. Vogliono insinuare che non esistono eroi in campo sunnita capaci» di creare danni all'America.

Al Zawahiri ha usato la polemica con l'Iran, accusandolo di favorire le manovre di Washington, nella seconda risposta - alle domande inviate da giornalisti e simpatizzanti. Ed è chiaro che il capo estremista gioca la «carta iraniana» per serrare i ranghi sunniti - inquieti per l'avanzata di Teheran e il successo Hezbollah - non solo in Iraq, dove gli sciiti sono vittime delle stragi qaediste, ma nell'intera regione.

La polemica indiretta sull'11 settembre, però, non è la sola novità. Replicando ad un'intervistatore che chiedeva lumi sulle gerarchie interne, Al Zawahiri ha precisato che «il mullah Omar è l'emiro dell'Afghanistan e dei mujaheddin che ne fanno parte» mentre «lo sceicco Osama è uno dei soldati dell'emirato afghano». Parole che hanno destato qualche interrogativo tra gli internauti di fede islamista. Bin Laden, secondo alcune interpretazioni, ne uscirebbe ridimensionato. Del resto, non c'è dubbio che Al Zawahiri abbia utilizzato il sistema dell'intervista per affermare il suo primato nel dettare i precetti dottrinari ed operativi di Al Qaeda. Come fonte di ispirazione non ha citato i testi del Califfo ma il suo ultimo libro. Ad Osama ha dedicato fugaci citazioni, compresa quella che «sta bene». È ormai da tempo che molti esperti considerano Al Zawahiri come la vera mente.

L'audio è poi servito al «dottore» per affermare che «non c'è spazio» per le donne in Al Qaeda. Affermazioni che contrasta con le tattiche usate, ad esempio, dai seguaci in Iraq che hanno impiegato molte donne-kamikaze - l'ultima ieri pomeriggio a Baquba - e dai separatisti ceceni. Quindi l'egiziano ha esortato a sostenere i fratelli iracheni affermando che "la vittoria è vicina" e ribadendo che il capo della branca locale è Omar Al Baghdadi, figura che secondo gli americani non esisterebbe ma sarebbe un nome di copertura usato da terroristi diversi. L'ideologo ha quindi promesso altri attacchi in Occidente e invitato ad espellere i «crociati dal Libano». Un riferimento diretto e ripetuto alla presenza delle truppe Onu.

Infine, Al Zawahiri ha contestato la scelta di Hamas di non escludere un accordo con lo stato ebraico ed ha condannato l'idea del referendum sull'eventuale intesa. Una citazione riferita ad eventi di questi giorni e dunque che permette di datare l'intervento.