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Appello anti-monaci, 50 adesioni

Il caso Ma per i critici l'iniziativa di Vattimo è una «stupidaggine insensata»

Gianna Fregonara - Corriere della Sera 11 aprile 2008

ROMA - «Vietate le Olimpiadi ai cani e ai cinesi». Si intitola così, prendendo polemicamente a prestito gli avvisi appesi fuori dalle concessioni occidentali in Cina alla fine dell'Ottocento, l'appello anti-Tibet di Gianni Vattimo e Domenico Losurdo. Che ieri ha raccolto oltre cinquanta firme di professori e intellettuali della sinistra radicale, tra i quali spicca quella dello storico Luciano Canfora accanto a quella di Massimiliano Marotta, presidente della Società di studi politici, degli storici Ugo Dotti e Angelo d'Orsi, del filosofo Guido Oldrini.

Scrivono di un complotto, «un'indegna campagna di demonizzazione della Repubblica popolare cinese», orchestrato «dai governi e dagli organi di stampa decisi ad avallare il martirio interminabile del popolo palestinese» e pronti alla guerra preventiva e che avrebbero nella Cina il prossimo nemico contro cui scatenare «la nuova crociata», anche a costo di sostenere la costituzione di uno Stato teocratico in Tibet.

L'appello, che i due filosofi stanno diffondendo via internet, indigna non poco i radicali, che invece sulla questione Tibet sono mobilitati dall'inizio pur essendo contrari a ogni forma di boicottaggio dei Giochi olimpici: «Sono dichiarazioni che non hanno senso: con la Cina l'Occidente lavora, dopo l'11 settembre, in nome della lotta al terrorismo. Francamente l'antiamericanismo qui è mal riposto», replica l'europarlamentare radicale Marco Cappato.

«Di gesti belli, poetici, ne abbiamo fatti tanti nel '68 che oggi ci sembrano patetici e imbarazzanti, allora difendemmo dittatori e carnefici, oggi non dobbiamo più fare questi sbagli», suggerisce Vincenzo Cerami, responsabile cultura del Pd. Anche il politologo Gianfranco Pasquino ritiene che quelle di Vattimo e compagni non siano altro che «stupidaggini» scritte da chi pensa ancora con «testardaggine manipolatoria che l'Occidente debba scomparire»: «Per quanto riguarda la Cina, andrebbe fatto di tutto per tenerla ai margini della comunità internazionale. Mi auguro che la cerimonia di inaugurazione olimpica sia la più triste mai vista».