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Passano dai Balcani i fondi del terrorismo islamico

di Gabriele Cazzulini - Ragionpolitica 11 aprile 2008

C'è un filo che lega il governo socialista della Bulgaria al terrorismo islamico: i soldi. Quelli sporchi, che piovono nelle casse delle organizzazioni che trafficano droga tra Europa e Medioriente. La Commissione parlamentare sulla sicurezza nazionale ha presentato un preoccupante rapporto sui volumi di denaro movimentati in Bulgaria dalla criminalità organizzata su scala internazionale. A sorpresa l'elenco delle sigle coinvolte include anche Hezbollah e Jihad Islamica. Ma l'allarme si accende sull'ambiguo ruolo del governo socialista guidato dal premier Sergey Stanishev, nato in Ucraina da padre bulgaro e madre russa. Personaggio fuori dagli schemi, votato all'egocentrismo e alla smania di apparire anticonformista. La sua migliore qualità è fare promesse che puntualmente sono smentite dai fatti. Per formare il suo attuale governo ha dovuto superare ben tre voti di fiducia. Era il teorico del governo formato unicamente dal partito maggioritario. Ha vinto nel 2005 le elezioni ma ha dovuto imbarcare altri due partiti prima di riuscire a formare il suo governo.

L'Unione Europea e l'opposizione di centrodestra stanno premendo con vigore su Stanishev affinché abbandoni la trascuratezza nella lotta al crimine organizzato. I servizi di sicurezza hanno arrestato numerosi alti ufficiali della polizia accusati di passare informazioni rilevanti ai cartelli della droga. Lo stesso ministero degli Interni ha scoperto al suo interno allarmanti infiltrazioni criminali. Nonostante ciò i colpevoli non sono stati portati in giudizio. Il risultato di questo indebolimento dello Stato è la caduta dei sequestri di beni e di denaro sporco. Nel 2007 sono stati intercettati 169 chili di anfetamine, rispetto ai 324 del 2006 e ai 1018 del 2005. E' la conseguenza dei profondi legami tra malavita, magistrati e politici che finiscono con lo schiacciare un governo debole.

Siccome la Bulgaria è il crocevia tra Medioriente, Balcani e Europa Orientale, è facile per un'organizzazione come Hezbollah o come la Jihad Islamica penetrare in questo sottobosco. Allora il narcotraffico diventa il polmone finanziario con cui sostenere il terrorismo mondiale. Chi paga? Oltre alla vittime della droga anche la Bulgaria stessa, dopo aver scoperto con un'inchiesta del quotidiano inglese "The Independent" che l'adesione di Sofia all'Unione Europea è rimasta in bilico fino all'ultimo perché Bruxelles era molto titubante sull'aprire la porta alla patria della mafia balcanica e alla principale succursale finanziaria del terrorismo mediorientale. Non basta il rispetto dei parametri di Maastricht: 150 morti in 7 anni, oltre a numerosi attentati, sparatorie, autobombe e rapimenti, sono un parametro impressionante sulla morsa della criminalità in Bulgaria.

Il terrorismo dimostra la sua versatilità nell'analizzare dettagliatamente le condizioni politiche di ogni paese, individuandone i punti deboli e trasformandoli in avamposti di attacco. Il terrorismo è un fenomeno complesso che non si riduce solo alle stragi di civili, perché questo è l'effetto finale che deriva da lunghi processi nascosti. Anche la lotta al terrorismo deve estendere i suoi fronti per non restare senza risposte ogni volta che un'esplosione dilania vittime innocenti.