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Il Risiko di Bush si gioca nei cieli

Carlo Jean - Messaggero 4 Aprile 2008

HA fatto Bush la commedia durante la riunione Nato di Bucarest? Nella visita a Kiev ha sfidato la Russia e irritato i suoi principali alleati europei. Non può averlo fatto solo per la gratitudine della metà degli ucraini e della totalità dei georgiani, favorevoli a ripararsi sotto l'ombrello protettivo della Nato. Non può averlo fatto solo per il gusto di farsi dire di no. Può invece averlo fatto, per farsi dire di sì sull'argomento che gli stava più a cuore: quello delle difese antimissili o Bmd. Bush sapeva benissimo che ben dodici alleati europei erano contrari all'attivazione delle procedure di ammissione alla Nato dell'Ucraina e della Georgia e che non avrebbero cambiato la loro posizione.

E allora perché Bush ha insistito tanto su Ucraina e Georgia? Solo per umiliare la Russia ed approfittare della sua debolezza, dimostrata anche  dalle deboli proteste di Mosca contro le promesse Usa di dare armi ai kosovari? Oppure per mostrare i muscoli in vista dell'incontro, che avrà sabato a Sochi, faccia a faccia con Putin e con Medvedev? A parer mio, l'obiettivo di Bush era quello di presentarsi non solo a Sochi, ma anche al Congresso Usa, con il sostegno unanime della Nato sullo schieramento antimissili in Polonia e in Repubblica Ceca. Esso, puntualmente, gli è stato dato. Agli Usa si può dire di no una volta, ma non due. Per di più, gli alleati degli Usa, accantonati i loro dubbi sui missili, hanno invitato Mosca ad abbandonare le sue obiezioni.

Questo era proprio l'obiettivo di Bush. Lo dimostra il fatto che ha mandato per ben due volte nell'ottobre 2007 e nel marzo 2008 i suoi Segretari di Stato e della Difesa a Mosca per parlare di difesa antimissili. Sicuramente non sono andati solo per dire che questo sistema non minaccia il deterrente russo, ma proprio per preparare l'incontro di Sochi. Sembra che in esso i due presidenti esamineranno l'intero contesto dei rapporti fra la Russia e gli Usa, guastatisi negli ultimi tre anni. Cercherebbero di individuare gli interessi comuni e di concordare le strategie per raggiungerli.

Putin ha invece molto da guadagnare da una collaborazione con gli Usa, mentre può fare ben poco per ostacolarli, soprattutto per difendere i suoi interessi in Medio Oriente. Dopo che gli Usa hanno praticamente rinunciato all'opzione militare contro l'Iran, si delinea chiaramente un'intesa fra Washington e Teheran, da cui Mosca è esclusa.

Ma il punto chiave è rappresentato dal sistema antimissili, che trova difficoltà di finanziamento. Il sostegno della Nato è secondario rispetto ai dubbi del Congresso. Importante sarebbe invece l'appoggio della Russia. Bush ritiene il programma essenziale. Non solo perché da Reagan in poi gli Usa vi hanno già speso 110 miliardi di dollari, ma perché le sue tecnologie stanno maturando e potranno garantire per decenni la superiorità militare americana. Il farsi dire di no su Ucraina e Georgia, ha facilitato l'unanimità della Nato sul sistema antimissili americano. Bush ha così sventato le manovre della Russia, che aveva più volte cercato di seminare zizzania fra americani ed europei. La "sconfitta" subita da Bush per l'Ucraina e la Georgia sembra aver facilitato l'accordo in altri settori. Lo faciliterà a Sochi anche con Putin, che potrà affermare di aver ottenuto una vittoria.

Putin ha bisogno di un accordo con gli Usa. La Russia si trova in difficoltà. La impensierisce la penetrazione cinese in Asia Centrale. Ha bisogno dei capitali e delle tecnologie americane per valorizzare le risorse energetiche artiche. Teme un riflusso nelle sue regioni islamiche dei jihadisti cacciati dall'Iraq e il contagio dell'instabilità afhgana. Forse, vorrebbe anche avvantaggiarsi della copertura antimissili. Mentre gli Usa sono protetti da due oceani, la Russia è più esposta a minacce dall'Iran, dalla Cina e dalla Corea del Nord.

Forse, Putin si è anche reso conto che il vero obiettivo del sistema Bmd non è quello della protezione degli Usa contro qualche testata nucleare lanciata da uno "Stato canaglia". Quest'ultimo dovrebbe essere disponibile al suicidio. Infatti, verrebbe subito incenerito dalla rappresaglia americana. Se proprio volesse colpire gli Usa, metterebbe la bomba in un container diretto ad un grande porto. Il vero scopo della Bmd è il dominio dello spazio, da cui dipendono sempre più l'economia e la potenza militare degli Usa. La loro geopolitica da Theodore Roosevelt in poi è stata sempre fondata su di una versione offensiva della dottrina Monroe: dominare non solo l'emisfero occidentale, ma anche gli oceani che lo proteggono e mantenere divisa l'Eurasia. Un blocco continentale potrebbe infatti concentrare tutti i suoi sforzi nel costruire una potente marina oceanica, anziché disperderli nei conflitti fra le varie regioni.

Con la diffusione delle capacità spaziali, gli Usa sono divenuti vulnerabili. Hanno deciso perciò di estendere il loro dominio dagli oceani allo spazio. Devono essere in grado di proteggere i loro satelliti e di contrastare quelli dei loro potenziali avversari e concorrenti. Lo scudo Bdm è soprattutto una scusa per ottenere dal Congresso i fondi necessari. Consente di sviluppare le tecnologie per il dominio globale dello spazio. L'intercettazione di un missile richiede le stesse tecnologie.

Putin deve averlo capito. I Segretari di Stato e della Difesa Usa devono averglielo spiegato. Può darsi che voglia associarsi al programma americano, che d'altronde non può contrastare. L'incontro di Sochi potrebbe quindi riservare delle sorprese. Se così fosse, avrebbe un risvolto importante per gli Usa. Quello di creare tensioni fra la Russia e la Cina. Quindi, di mantenere divisa l'Eurasia. Due piccioni quindi per Bush con una sola fava!