1
«Il terzomondismo come pretesto per la dittatura»

Bruckner «Le sofferenze non giustificano gli errori»

Alessandra Coppola - Corriere della Sera 2 aprile 2008

Mugabe rappresentazione vivente (e calante) del falso mito del terzomondismo? Così lo vede Bruckner: «Un altro tiranno che ha usato il pretesto dell'anticolonialismo per schiacciare il suo popolo». Ex sessantottino, già nouveau philosophe, presto convertitosi in fustigatore di terzomondisti e occidentali afflitti dal senso di colpa colonialista, Pascal Bruckner la parabola del presidente dello Zimbabwe l'aveva già tracciata: «Non c'è niente da sperare dai regimi fondati sull'antimperialismo».

Era il 1983 e quel testo eretico che a fatica trovò un editore scimmiottava il «fardello» di Kipling, trasformandolo ne "Il singhiozzo dell'uomo bianco". Sottotitolo: «Il terzomondismo, storia di un mito duro a morire». «Un'accoglienza burrascosa», ricorda Bruckner: divenne un caso. Oggi che «i miei più grandi detrattori si sono tutti convertiti a un antiterzomondismo accanito», le tesi di quel libro sono meno provocatorie, ma «ancora valide», al punto che "Il singhiozzo dell'uomo bianco" è tornato in libreria (riedito in Italia da Guanda).

Nell'analisi che la giornalista sudafricana Heidi Holland fa di Mugabe, dopo averlo più volte intervistato, il presidente si sarebbe sentito «tradito dai bianchi e poi dalla Gran Bretagna»... «Non conosco nei dettagli la storia dello Zimbabwe, ma non c'è dubbio che la responsabilità di quanto sta accadendo in questi giorni non è dei bianchi. Sono usati da Mugabe come capro espiatorio. E invece è solo una spiegazione dei fatti in mezzo a mille altre. Mugabe che regge il Paese da trent'anni è un esempio di retorica terzomondista messa al servizio dei despoti - penso a Gheddafi o a Castro -: uno strumento per tenere il potere assoluto».

Perché considera il suo testo dell'83 ancora attuale? «Anche se non esistono più i possedimenti coloniali, gli europei si sentono sempre colpevoli. La responsabilità non è mai di arabi o africani. Che vengono invece considerati vittime».

Europei masochisti? «Gli europei sono gli unici a fare l'esame di coscienza. Quante volte abbiamo chiesto scusa per il colonialismo? In compenso non ho mai sentito gli arabi chiedere perdono per l'occupazione della Spagna».

Ma non hanno qualche responsabilità anche gli europei? Sono stati loro, solo per fare un esempio, a tracciare i confini all'origine di molti conflitti in Africa e Medio Oriente... «Sì, certo, abbiamo delle responsabilità storiche. Ma oggi non siamo più i padroni: sta ai popoli stessi trovare la via per lo sviluppo. Il colonialismo è un pretesto per non mettersi in discussione. Sono i popoli dell'Africa e del Medio Oriente i soli responsabili di quel che succede. Tutti hanno sofferto, l'Europa potrebbe accampare la scusa della tragedia della Seconda guerra mondiale. Ma non ha senso evocare sofferenze passate per giustificare gli errori e le infelicità attuali».