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Il piano di Saddam per evitare la guerra Una spia portò tre deputati Usa a Bagdad

Servizi segreti - Al Hanooti agiva su ordine degli 007 iracheni in cambio di ingenti quantità di petrolio

Guido Olimpio - Corriere della Sera 28 marzo 2008

WASHINGTON - Lo schema era quello, classico, studiato dal regime di Saddam per conquistare consensi e appoggi in Occidente. Un intermediario, sotto la copertura di una associazione umanitaria e con l'aiuto finanziario dell'intelligence, sponsorizza il viaggio di uomini politici a Bagdad. In cambio riceve onori e petrolio da rivendere. È così che Muthanna Al Hanooti, un americano di origine irachena residente a Detroit, ha invitato nell'ottobre 2002 in Iraq tre parlamentari americani. Una visita di soli cinque giorni che nell'intento del regime doveva aiutare a rompere l'isolamento internazionale. Il viaggio si è infatti svolto ad appena cinque mesi dall'inizio delle operazioni militari Usa in Iraq.

La vicenda è emersa durante l'inchiesta su Al Hanooti ed ha creato qualche imbarazzo in quanto i protagonisti erano membri del partito democratico. Jim McDermott dello stato di Washington, Mike Thompson della California e David E. Bonior del Michigan. I primi due siedono ancora al Congresso, il terzo si è invece ritirato. Dopo le rivelazioni i portavoce dei politici hanno negato che il viaggio abbia rappresentato qualcosa di illegale - una valutazione condivisa anche dagli inquirenti -, hanno sostenuto di essersi mossi in coordinamento con il Dipartimento di Stato ed hanno affermato di essere all'oscuro del coinvolgimento delle spie di Saddam. La loro iniziativa era stata aspramente criticata e McDermott era stato ribattezzato dagli avversari «Bagdad Jim».

Dalle carte ufficiali è emerso che Al Hanooti ha fatto da coordinatore tra la metà degli anni '90 e il 2002 per la «Life for Relief and Development», una associazione caritatevole basata in Michigan e il cui obiettivo era aiutare la popolazione irachena colpita dall'embargo. Ma, secondo l'accusa, agiva su ordine dei servizi segreti. A tal fine aveva invitato i tre parlamentari, assicurando la copertura delle spese per il viaggio. Iniziative non diverse a quelle lanciate dal regime in Europa. Saddam era convinto che il «partito anti-guerra» avrebbe fermato l'invasione e dunque aveva ordinato di corteggiare quanti in Occidente fossero contrari all'intervento.

Al Hanooti, nel ruolo di agente di influenza, ha messo insieme gli interessi nazionali e quelli personali. L'iracheno ha ricevuto segretamente dal suo paese due milioni di barili di greggio poi gestiti da una società di Cipro. Una generosa ricompensa per la missione. Un sistema adottato dal regime in favore di chi si batteva contro l'embargo e smascherato dall'inchiesta internazionale «Oil for food».