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Missione estera di McCain per mostrare la sua America

Presidenziali Usa Il candidato repubblicano tesse già la sua rete

Ieri l'Iraq, poi tappe a Gerusalemme, Londra, Parigi. Il vero scopo del viaggio è sottolineare il gap di competenza internazionale che lo separa dai democratici

Paolo Valentino - Corriere della Sera 17 marzo 2008

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON - Mentre Hillary Clinton e Barack Obama litigano su chi tra loro due sia meglio preparato a rispondere alla famosa telefonata delle 3 del mattino, John McCain entra nella scena del mondo con un messaggio semplice e forte: se l'esperienza in politica estera è il criterio principale per eleggere un presidente americano, allora non c'è partita.

Forte della sua nomination di fatto, il candidato repubblicano in pectore alla Casa Bianca è atterrato ieri a Bagdad, prima tappa di un viaggio di sette giorni in Medio Oriente ed Europa che lo vedrà anche a colloquio con il re di Giordania, i leader d'Israele, il premier britannico Gordon Brown e il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

Ufficialmente è una missione informativa di ricognizione, che McCain compie in quanto senatore e membro della Commissione per le Forze Armate. Lo accompagnano infatti due amici e colleghi, il repubblicano Lindsey Graham e l'indipendente Joe Lieberman, ex democratico e candidato alla vice-presidenza con Al Gore nel 2000, entrambi schierati con lui. Ma a tutti è chiaro il vero scopo del viaggio, quello di sottolineare il gap di competenza internazionale che separa i duellanti democratici dal senatore dell'Arizona, mostrandolo fianco a fianco con gli statisti stranieri, molti dei quali conosce personalmente.

«Non è un semplice senatore, è il candidato designato: chiunque lo incontrerà, vorrà sapere come si comporterebbe se fosse eletto presidente», spiega Jim Steinberg, ex vice-consigliere per la Sicurezza nazionale con Bill Clinton, ora alla University of Texas. Nonostante McCain si sia impegnato a non parlare della sua candidatura, si tratta quindi di un passaggio importante della campagna repubblicana. Ciò ha sollevato qualche polemica negli Usa, la missione essendo interamente finanziata dal Senato, cioè dal contribuente americano. Tanto più che nella tappa londinese, il senatore dell'Arizona parteciperà a un lunch per la raccolta di fondi elettorali in suo favore, organizzato da Lord Rothschild, dove ogni posto tavola costerà 2300 dollari.

L'aspetto pubblicitario del tour ne cela tuttavia un altro, ben più sostanziale per McCain, che sarà molto impegnato a chiarire agli alleati i due volti, veri o presunti, che caratterizzano le sue posizioni in politica estera: il moderato che promette di agire contro il global-warming, aborrisce l'uso della tortura contro i sospetti terroristi ed è favorevole al commercio internazionale, tanto da dichiarare guerra alla Boeing e salutare l'accordo sugli aerei-cisterna con Airbus. Ovvero il falco più interventista di Bush, che vuole rimanere in Iraq anche 100 anni e non esclude di bombardare l'Iran, per impedirgli di acquisire la bomba atomica. Secondo Walter Russel Mead, del Council of Foreign Relations, «sarebbe un passo importante, se McCain in Europa e Medio Oriente segnalasse che non muore dalla voglia di lanciare il Paese in una nuova guerra».

Nella capitale irachena, dov'è arrivato senza preavviso per ragioni di sicurezza, McCain ha visto il premier al-Maliki e il capo delle truppe americane, il generale David Petraeus, con i quali ha fatto un bilancio dell'escalation, che negli ultimi mesi ha ridotto fortemente i livelli della violenza e parzialmente stabilizzato la situazione. L'ultima visita in Iraq, nella primavera del 2007, era stata un mezzo disastro per il senatore dell'Arizona, che aveva definito «sicuro» il mercato di Bagdad, dove si era recato, ma protetto da un esercito di guardie del corpo. Il suo crollo nei sondaggi e il quasi naufragio della sua candidatura in estate erano in gran parte stati attribuiti a quella gaffe. Negli ultimi tempi, gli apparenti progressi militari hanno invece spinto in alto la sua popolarità. E McCain ha più volte attaccato Obama e Hillary, accusandoli di opporsi a una strategia che invece sta producendo buoni risultati.

6 *** I GIORNI che McCain passerà tra Medio Oriente e Europa cercando di accreditarsi come il candidato alla Casa Bianca più esperto in politica estera

Abdallah *** Oggi il senatore John McCain arriverà in Giordania dove lo attende re Abdallah

Olmert *** Terza tappa del viaggio di McCain in Israele. Qui sarà ricevuto dal premier Ehud Olmert

Brown *** Il 20 marzo McCain arriverà a Londra per il primo faccia a faccia con il premier britannico Brown

Sarkozy *** Il 21 marzo l'ultima tappa in Francia. McCain incontrerà per la terza volta il presidente Sarkozy