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(27 ottobre, 2007) - Corriere della Sera - Sezione: politica interna - Pagina: 017

Foto choc dalla Birmania: «Ecco il vero volto del regime»

Ricci Sargentini Monica

Le immagini sono talmente crude che lo sguardo d' istinto le evita. Il corpo del monaco birmano è sul tavolo dell' obitorio, un numero di riconoscimento, A2036/08, scritto a mano sulla fronte, proprio vicino a una vistosa ferita, il lato sinistro del corpo ridotto a una poltiglia. La seconda foto è ancora più cruda. Mostra un primo piano della nuca: letteralmente fatta a pezzi. Scattate di nascosto le immagini sono state poi recapitate da alcuni membri dell' opposizione al regime ad AsiaNews, l' agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere, cha ha deciso di pubblicarle sotto il titolo Le foto orribili della vergogna «perché il mondo sappia - scrivono gli esuli birmani - che c' è bisogno di molto di più che una semplice condanna di questi bastardi della giunta».

L' autore degli scatti ora rischia la vita. Soprattutto perché le immagini saltano fuori proprio mentre la giunta militare sta facendo di tutto per allentare la pressione internazionale sul Paese. Giovedì scorso la leader dell' opposizione birmana Aung San Suu Kyi è uscita dalla sua casa-prigione per incontrare il generale Aung Kyi. Un gesto distensivo subito apprezzato dalla Russia che si è definita «soddisfatta dell' avvio di un dialogo diretto». E ieri è arrivato l' annuncio che settanta oppositori sono stati rilasciati dalla famigerata prigione Insein a Yangon. Ma in carcere rimangono ancora centinaia di persone. E, come le immagini recapitate ad AsiaNews dimostrano, il regime non ha allentato la presa. Ieri la polizia birmana ha circondato i principali monasteri buddisti per impedire nuove manifestazioni.

«Vergogna per l' Onu e la comunità internazionale - è il j' accuse di AsiaNews - che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l' ha scelta da tempo». L' inviato speciale dell' Onu Ibrahim Gambari spera, però, nella ripresa del dialogo dopo i primi segnali positivi. E, da Roma, la ministra Emma Bonino dispensa pragmatismo: «Non c' è bisogno di una foto - dice al Corriere - per ricordarci che ci sono regimi terribili come quello birmano. Anche l' immagine del reporter giapponese ucciso per strada durante le manifestazioni era molto cruda. La realtà la conosciamo bene. Purtroppo il discorso è sempre lo stesso. Non ci sono soluzioni miracolistiche». La diplomazia italiana, intanto, è al lavoro. Lo assicura Gianni Vernetti, sottosegretario agli Esteri con la delega per l' Asia: «Queste foto ci raccontano una tragedia terribile - dice al Corriere - troppo presto dimenticata dai media internazionali. Il governo italiano, insieme a tutta la Ue, ha messo in atto delle sanzioni economiche che potrebbero essere rafforzate nei prossimi giorni e sta tentando di coinvolgere più Paesi della regione a cominciare da Cina e India».