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(26 ottobre, 2007) - Corriere della Sera - Sezione: politica estera - Pagina: 015

Inizia oggi in Portogallo il vertice bilaterale sui temi caldi: dal Kosovo all'energia

Ora l' Europa cambia linea: Mosca avversario strategico

I documenti preparatori segnano un' inversione di rotta

Offeddu Luigi

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A BRUXELLES - Non è uomo che parli per enigmi, Vladimir Putin. Usa ed Europa si preparano a riconoscere l' indipendenza del Kosovo, da quella Serbia che scrive in cirillico e da millenni considera i russi come fratelli maggiori? E lui, il capo del Cremlino, scandisce secco: «Sul Kosovo ci vuole pazienza. Perché continuare a scuotere le fondamenta del diritto internazionale, spingendo il separatismo nell' Europa? Avete forse pochi problemi, in Spagna? Avete pochi problemi che possano sorgere in Belgio, o in Romania?». Oppure - ma questo è sottinteso - in altre zone come l' Abkhazia, o l' Ossezia? Poiché anche laggiù c' è chi chiede l' indipendenza, magari a spese della Georgia e con l' appoggio della Russia. E con la possibile implosione di tutto il Caucaso. E se oggi si ascolta il Kosovo, lascia capire Putin, come non si potrà ascoltare quegli altri? Il vertice bilaterale fra Russia e Unione Europea, che si apre oggi nella città di Marfa a 40 chilometri da Lisbona (la presidenza di turno della Ue spetta al Portogallo), è stato inaugurato da Putin così, con messaggi netti e duri. E con 2 bombardieri strategici Tupolev 160 che, a un paio d' ore da lì, si spingevano fino a 190 chilometri da Noordwijk, in Olanda, dove si stava svolgendo un altro incontro: quello, burrascoso, fra la Russia e la Nato. «Può essere un caso, o un segnale», ha detto il colonnello John Lien, dell' aviazione norvegese, che vegliava allarmata sul proprio spazio aereo. E un segnale di che, non c' è stato bisogno di spiegarlo: la febbre non cala, nei rapporti fra il Cremlino e l' Occidente, anche se la mediazione dell' Ue è improntata a gran pragmatismo, come trapela dai documenti preparati a Bruxelles. L' Europa vede sempre la Russia come un «partner strategico» nell' economia, ma in altri campi l' «amico Vladimir» caro a certi passati governi - quelli di Berlusconi, Schröder, Chirac - viene considerato un competitore, o un «avversario». Tanto che solo all' ultimo questi termini sarebbero stati cancellati dagli stessi documenti, per evitare «gaffes». Sul tavolo ci sono molti temi spinosi: blocchi militari, scudi antimissilistici Usa nell' Est Europa (ieri Mosca ha definito «inaccettabili» le proposte Nato), energia (i 27 Paesi europei dipendono da Mosca per il 42% del loro gas naturale, import quasi triplicato in 6 anni), diritti umani, Kosovo, Iran («Basta sanzioni», ha già detto Putin). Con un risvolto ben chiaro a tutti: il 2 dicembre ci saranno le elezioni politiche russe, offuscate da sospetti, e a primavera quelle presidenziali che dovrebbero incoronare l' erede di Putin. L' Europa avrà a che fare con quell' erede, e già ci pensa. Quanto a Mosca, ieri ha espresso un «ottimismo prudente» riferito all' esito delle elezioni polacche: hanno perso i gemelli Kaczynski, quelli che bloccavano l' accordo strategico Ue-Russia per punire l' embargo russo alla carne polacca. Ma se hanno perso loro, non è detto che vinca ora l' armonia fra il Cremlino e 27 Paesi dagli interessi così diversi.

I CONTRASTI *** LO SCUDO MISSILISTICO Il «Theatre missile defence capability» è il sistema missilistico che gli Usa vorrebbero installare nell' Europa dell' Est come difesa dall' Iran *** IL KOSOVO Stati Uniti e Europa si preparano a riconoscere l' indipendenza del Kosovo dalla Serbia ma la Russia è contraria *** L' ENERGIA I 27 Paesi europei dipendono da Mosca per il 42% del loro gas naturale. Ora la Ue vuole separare le attività di produzione e di distribuzione dell' energia