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Strada abbandona i bambini malati di Kabul

Renato Farina – Libero 27/04/2007

Non si sciopera contro i malati. Invece Gino Strada lo fa. Chiude i suoi ospedali in Afghanistan. Motivo? Ce l'ha con il governo. Gli sbatte in faccia i bambini che lascia lì, soli nel lettino, senza assistenza adeguata e senza medicine. Ripete: moriranno. E dice: colpa tua, presidente Karzai. O cedi e liberi dichiarando innocente e intoccabile il cittadino afgano Hanefi Rahmatullah, mio capo del personale, oppure ti facciamo crepare i piccoli ricoverati nelle cliniche di Emergency lasciandoli in balia delle loro ferite e malattie. Alla minaccia sono seguiti i fatti. Sono partiti tutti, coi loro stetoscopi e i bisturi.

Così, dove c'era un medico italiano o un altro volontario con la "E" di Emergency sul camice, oggi c'è la desolazione e nessuno che sappia cambiare il boccione della flebo o individuare la dose giusta di antibiotico per una creatura appena operata. Non ci credo. Spero siano solo chiacchiere da capo partito che non mantiene le promesse: e Gino Strada è un politico. Però ha allestito ospedali di qualità. Non riusciamo a capacitarci, pur essendo suoi avversari quanto alle idee, che ritenga più importante l'onore del suo marchio, il prestigio della ditta, che la vita dei pazienti. Quando si vuol bene, non si abbandona la gente. Come minimo, se uno va via, poi non vanta questa scelta come un obbligo morale. Invece sì. Lo fa.

Controlli ai medici

Pare che nei giorni scorsi, in aggiunta all'arresto del mediatore nel sequestro di Daniele Mastrogiacomo, ci sia stato un altro fattaccio. Si è presentata la polizia segreta in una struttura sanitaria di Strada e ha chiesto i passaporti ad alcuni medici. È una cosa tanto rara in situazione di guerra? I missionari ne hanno viste di molto peggio. Ma non per questo mollano i loro. Tutti parlano di Strada che va via perché ne ha uno dei suoi in carcere. A Mogadiscio ci sono quattro missionarie della Consolata, non vogliono rientrare nonostante il pericolo e gli abbiano ammazzato la consorella Leonella. Dice suor Maria Bernarda ad Avvenire: «Siamo da decenni con questa gente, abbiamo già donato la vita al popolo che amiamo». Che differenza.

Non tutti sono obbligati a comportarsi da missionari o come i volontari cattolici i quali sanno bene che se saranno rapiti a casa loro al massimo si organizzeranno imponenti veglie di preghiera, ma non si scucirà una lira per non creare precedenti. Nessuno di loro manda comunicati come quello incredibile vistato dal famoso vignettista Vauro. Proprio lui. Quello che ad Anno Zero da Michele Santoro fa vignette per difendere Emergency, mentre è capo della comunicazione di Emergency. Scrive l'umanitario Vauro: «Se molti bambini, madri e uomini afgani soffriranno e addirittura moriranno a causa della chiusura delle strutture sanitarie di Emergency, da biasimare saranno il presidente Karzai e il capo dei servizi segreti Saleh».

Da biasimare loro? Dove abbiamo già visto un linguaggetto simile? Ma certo. Ricorda il linguaggetto dei comunicati di Al Qaeda che annunciano stragi se l'Occidente non si ravvede. Da biasimare è Bush, noi non siamo contro il popolo americano, ma ci tocca agire. Così gli eroi di Emergency sbattono sul tavolo della trattativa dei bambini. Dicono: moriranno. Uno che vuol bene a chi cura non punta la pistola alla tempia degli innocenti. Prima ci sono i diritti dei bambini, o l'incolumità garantita con carta da bollo per i funzionari?

Che strano modo di fare quello di Strada. Benemerito per aver fondato ospedali in zona di guerra, ora li chiude perché la guerra non rispetta la sua superiorità morale. Anche i giornalisti dicono di essere super partes, come Mastrogiacomo, come la Sgrena. Ma allora perché poi accettano uno scambio di prigionieri o un versamento di denari o una pressione da parte dello Stato del quale mentre lavorano negano di essere parte? Perché Strada si arrabbia con il governo italiano se non fa pressioni extra-legem per liberare un suo dipendente? Sei dell'Italia quando fa comodo e basta?

La vicenda Hanefi

Per la vicenda di Hanefi, giornalisti della Rai hanno detto: «L'uomo di Emergency è stato sequestrato dai servizi segreti afgani». Come se essere di Emergency stabilisse l'appartenenza ad un ordine cavalleresco al di sopra di ogni sospetto. Dimenticando di spiegare che in molti Paesi (tra cui la Francia e il Regno Unito, ma anche l'Afghanistan) l'intelligence ha poteri di polizia giudiziaria. Veniamo allo specifico. Rahmatullah è accusato di tradimento. Avrebbe trafficato con i talebani per liberare sì Mastrogiacomo ma accordandosi con loro per lasciargli nelle mani il povero interprete Adjmal, poi ucciso.

Domande. Perché Emergency ha fatto credere al nostro governo e ha lasciato scrivere a Repubblica che Adjmal fosse stato arrestato dai servizi afgani? Com'era possibile se proprio Strada ha imposto non restassero tra i piedi? Perché non li ha voluti? Perché ha detto: «Fuori dai coglioni il Sismi e i Ros»?. Se uno si prende questa responsabilità, poi se va male un prezzo lo si paga, o no? Risponda magari Vauro, che ha disegnato Magdi Allam come fosse un terrorista kamikaze.

A proposito di Adjmal, a quanto pare l'editore di Repubblica non voleva versare un soldo alla famiglia. È vero? Perché? Perché nessuno di Repubblica, così indipendente ne scrive? Che ipocrisia. E si dovrebbero lasciare morire dei bambini per l'onore di Emergency...

Per favore, se proprio ve ne andate, mette a disposizione le vostre strutture alle suore. Ho molti amici che lavorano in condizioni di sicurezza peggiori delle vostre e non fanno scene. Magari chiamateli che vi sostituiscono.

 

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