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«La Russia di Putin? Una caricatura della democrazia»

L' ex premier Kasyanov, leader dell' opposizione, «Berlusconi è male informato: qui regna il Kgb»l' Intervista

Fabrizio Dragosei - Corriere della Sera 17 aprile, 2007

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA - È stato capo del governo fino all' inizio del 2004, quando ha lasciato quello che lui chiama il «sistema di potere» perché in disaccordo con Vladimir Putin. Quando un anno fa Mikhail Kasyanov ha annunciato che avrebbe sfidato il successore di Putin alle presidenziali del 2008, la procura ha subito aperto un' indagine penale sul suo comportamento come capo del governo. In questi mesi è riuscito, assieme a Garry Kasparov, a riunire tutti i movimenti d' opposizione in un unico fronte che lotta per la libertà di espressione. Dopo gli scontri di San Pietroburgo, Kasyanov ha accettato di rispondere alle domande del Corriere. Cosa è successo durante le vostre manifestazioni a San Pietroburgo e a Mosca? «Che il potere si è comportato in maniera del tutto anticostituzionale. Ed è andato contro il parere del popolo russo. Un sondaggio di qualche mese fa dice che il 50 per cento dei cittadini sono convinti che il paese si muova nella direzione sbagliata». In che senso? «Che non abbiamo veri processi democratici, ma una loro imitazione, una caricatura di ciò che viene detto nella nostra costituzione. Nulla di ciò che formalmente esiste è reale. Non c' è la divisione dei poteri; non c' è la stampa libera; non esiste l' indipendenza dei tribunali; manca un giusto sistema sociale; non c' è più lo Stato federale. Rimane da capire una sola cosa». Quale? «Abbiamo ancora elezioni libere e giuste? Io e la mia organizzazione "l' Altra Russia" diciamo al potere: ravvedetevi, prima che sia troppo tardi». Come spiega la reazione delle autorità alle vostre manifestazioni? «Il potere ha scelto di usare la forza perché crede che l' unico modo di governare sia attraverso la violenza e la paura. È come se dicessero ai cittadini: sarete sempre picchiati, perciò non vale la pena di mettervi a pensare ai vostri diritti. Il potere ha imboccato una strada sbagliata e ogni giorno perderà sempre di più la sua legittimità. L' atmosfera è pesante, è quella del Kgb che regna ovunque». Silvio Berlusconi che era a San Pietroburgo ha detto che la manifestazione di Mosca era stata proibita. «Conosco l' ex presidente del consiglio personalmente e ho avuto ottimi rapporti con lui. Come peraltro con Romano Prodi. Berlusconi è stato indotto in errore. È stato informato male. Proibire la manifestazione è stata un' azione illegale. Le autorità possono solo concordare con gli organizzatori di cambiare l' ora o il luogo dell' incontro. Ma non possono vietare le manifestazioni. È un diritto garantito dalla Costituzione. L' Italia è tra i paesi Nato quello con la mentalità più vicina alla nostra. Sono certo che gli italiani sapranno comprendere cosa accade in Russia. E appoggeranno la nostra lotta per il rispetto dei diritti dell' Uomo». Da Londra Boris Berezovskij ha detto che il potere attuale si può abbattere solo con la forza. «È una stupidaggine, una provocazione. Noi siamo assolutamente contrari a qualsiasi rivoluzione. La Russia ne ha avute già fin troppe. Il potere deve cambiare con elezioni democratiche. Se invece i cambiamenti democratici saranno bloccati, allora sì che la Russia potrebbe finire in una nuova rivoluzione». Crede che il vostro modo di agire sia efficace? «Importante è il lavoro politico. Ma noi riusciamo a fare ben poco. Cerchiamo di ristabilire il principio della libertà di manifestare la propria opinione». E come fate? Riuscite ad andare sui giornali o in tv? «Alle conferenze stampa che facciamo partecipano tutti i media, compresi quelli centrali e i canali televisivi controllati dal Cremlino. Poi, però, i servizi non appaiono mai. Ci registrano per la storia, forse. Ma quello che diciamo non viene mai fatto conoscere alla gente». E come pensate di farvi sentire? «Giriamo la Russia come trottole e parliamo in tutte le città. In ogni regione, per fortuna, esistono ancora un paio di giornali indipendenti. Da qualche parte ci sono anche canali tv locali che, nonostante le minacce che arrivano ai proprietari, mi fanno parlare. Presto faremo uscire un giornale in centomila copie, si chiamerà "Un altro punto di vista". Non è molto ma non abbiamo grandi risorse».

* * * REPRESSIONE Un momento degli scontri a San Pietroburgo tra la polizia e i manifestanti, domenica. Il giorno prima, altre violenze durante un corteo a Mosca

* * * Uomo di Eltsin PREMIER Mikhail Kasyanov, 49 anni, è stato primo ministro della Russia dal 2000 al 2004 UOMO DI ELTSIN Vicino agli oligarchi, ministro delle Finanze negli anni ' 90, è stato l' ultimo degli uomini di Eltsin ad essere silurato da Putin

 

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