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Sezione: armi - Pagina: 016

(7 marzo, 2007) Corriere della Sera

 
 

Rivelazioni sul giornalista morto lunedì a Mosca

 

Armi russe a Siria e Iran ultimo scoop di Safronov

   

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA - Potrebbero esserci rivelazioni sensazionali sulle vendite di armi da parte della Russia dietro la misteriosa morte del giornalista Ivan Safronov volato giù dal quinto piano venerdì scorso. Secondo Kommersant, il giornale per il quale lavorava, Safronov aveva da poco trovato conferma a notizie scottanti: Mosca si appresterebbe a far avere alla Siria e all' Iran sistemi d' arma in violazione dell' embargo internazionale. Il tutto con una triangolazione attraverso la Bielorussia per coprire le tracce. Nessun suicidio, dunque, ma la scomparsa di un giornalista scomodo, come era stata la reporter Anna Politkovskaya, uccisa il 7 ottobre scorso, che aveva denunciato l' attività delle milizie filorusse in Cecenia. Per ora la Procura ha aperto un' indagine per «istigazione al suicidio» sul caso ma nessuno ha spiegato esattamente cosa significhi questa formula. Venerdì pomeriggio Safronov è «volato» giù da una finestra del palazzo in cui abitava. Secondo quanto ricostruito ieri da Kommersant, Safronov aveva annunciato nelle scorse settimane che si sarebbe recato ad Abu Dhabi per trovare conferme su possibili nuove forniture russe di caccia SU-30 alla Siria e di complessi missilistici antiaerei S-300V all' Iran. Da Abu Dhabi Safronov ha poi telefonato in redazione dicendo di aver trovato le conferme a quelle notizie e preannunciando che avrebbe scritto un articolo sull' argomento. Tornato a Mosca il 24 febbraio, Safronov non era andato al giornale ma si era dato malato. Il 27 poi aveva raccontato a vari colleghi di aver avuto altre rivelazioni. Tra Russia e Siria sarebbero già stati firmati altri contratti per complessi contraerei formati da missili e cannoni Pantsyr-S1, per caccia Mig-29 e per missili di teatro Iskander-E. Per questi ultimi all' inizio del 2005 Kommersant aveva già pubblicato un articolo di Safronov in cui si parlava della possibilità di una simile vendita. Gli Usa e Israele avevano reagito violentemente dicendo che si trattava di sistemi offensivi che avrebbero potuto consentire alla Siria di colpire al cuore Israele. Lo stesso presidente Vladimir Putin poco dopo aveva confermato che i militari erano pronti a questa vendita ma aveva aggiunto che lui stesso aveva bloccato tutto quanto. Nei giorni scorsi Safronov aveva detto che non aveva intenzione di scrivere sull' argomento perché era stato «avvertito» che in caso di pubblicazione ci sarebbero state conseguenze. L' Fsb, il successore del Kgb, lo avrebbe sicuramente denunciato penalmente per violazione del segreto di Stato e, secondo quanto aveva affermato Safronov, «avrebbe portato il caso fino all' estrema conclusione». Ma poi il giornalista aveva telefonato a Kommersant preannunciando un articolo. Che non è mai arrivato. Colleghi del giornalista hanno controllato tutte le telefonate partite e ricevute dal suo cellulare il giorno della morte e il giorno precedente. Nessuna di queste chiamate può far pensare all' idea del suicidio. Gli ultimi messaggi li aveva scambiati con il figlio Ivan. Sms solo per discutere l' orario del ritorno a casa. Secondo l' esperto di questioni militari Pavel Felgenhauer «è assai probabile che le notizie di Safronov fossero giuste e che lui sia stato ucciso proprio per questo». L' esperto militare aggiunge che i missili S-300V sono molto più potenti dei missili che l' Iran ha già ricevuto dalla Russia. Gli Iskander destinati alla Siria sarebbero in grado di colpire chirurgicamente obiettivi prefissati, come ad esempio il quartier generale dello Stato Maggiore israeliano a Tel Aviv.

   

Dragosei Fabrizio