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Hezbollah sbarca in Sud America, con la complicità di Chavez
di Stefano Magni - L'Opinione Edizione 185 del 04-09-2006
Gli Hezbollah sbarcano nell’America Latina? Sì, è tutto vero: l’Iran sta esportando la sua ideologia rivoluzionaria anche nel nuovo continente, grazie alla complicità del regime di Chavez e della sua ideologia terzomondista. La saldatura tra la rivoluzione latina e quella islamista era stata più volte al centro della propaganda del presidente/dittatore latino-americano, ma adesso sta prendendo forma concretamente. La filiale venezuelana del Partito di Dio, che nega ufficialmente ogni legame diretto con Ahmadinejad, nel suo sito Internet invita l’America Latina a combattere la jihad contro l’Occidente usando toni vittimisti e anti-imperialisti: “Gli Stati Uniti e le loro nazioni alleate stanno lanciando una crociata contro l’Islam e i musulmani per farli scomparire dalla faccia della Terra. Il popolo musulmano dell’America Latina ha assistito in silenzio e passivamente a tutta questa ondata di orrendi crimini contro i nostri fratelli e contro la nostra fede”. E quindi: “È finito il tempo della neutralità della passività e dell’indifferenza”. Nel caso di un attacco americano all’Iran, l’obiettivo indicato dagli Hezbollah venezuelani è quello di “colpire gli interessi statunitensi e israeliani in America Latina (…) Hezbollah chiama alla Jihad nell’America Latina contro gli Stati Uniti e i loro alleati”. La nuova organizzazione già annuncia un attentato, in Argentina contro “un’azienda americano-giudaica”, come risposta alla guerra in Libano, anche se specifica che “L’esplosivo sarà poco potente e non arrecherà danni agli uomini o alle proprietà, ma servirà a diffondere le idee degli Hezbollah dell’America Latina contro l’occupazione e contro l’imperialismo statunitense.

In questo modo Hezbollah si presenterà all’opinione pubblica nazionale e internazionale come un movimento rivoluzionario islamico, che lavorerà per stabilirsi in tutti i Paesi dell’America Latina e da questi Paesi aprire un nuovo fronte della resistenza islamica internazionale”. I toni ricordano quelli dei primi anni dell’espansione ideologica comunista nell’America Latina. Come è possibile una saldatura ideologica tra le due rivoluzioni, quella terzomondista di matrice marxista e quella islamista? Hezbollah afferma che “una religione che non combatte contro l’oppressione è una religione incompleta”. Gli slogan ricordano da vicino quelli della saldatura ideologica cattolico-comunista, quando la Teologia della Liberazione identificò la lotta di classe contro il capitalismo con il messaggio del Vangelo. Si assiste, insomma, alla nascita di un soggetto ideologico nuovo, destinato a far presa non solo fra gli otto milioni di musulmani che già vivono nell’America del Sud, ma anche fra molti rivoluzionari rimasti orfani del comunismo e privi di un’identità ideologica forte e dotata di prospettive strategiche. L’annuncio (mai confermato) di una conversione all’Islam del subcomandante Marcos e l’ondata recente di conversioni nel Chiapas avevano preannunciato, negli anni scorsi, una tendenza di questo tipo. I rischi per il futuro sono tanti: se l’Iran riuscisse a costituire basi anche nel continente americano, la jihad (che già coinvolge direttamente il Medio Oriente, l’Asia, l’Africa e l’Europa) diverrebbe veramente globale.

 

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