Israele, Algeria, Sudan, Assange:

l'Impero mondiale colpisce ancora. E vince

 

 

(11/04/2019) Molti nostri sostenitori sono rimasti sorpresi e delusi, negli ultimi mesi, di fronte al "silenzio" di questo sito, e specialmente della sezione Editoriali; ma noi mondialisti abbiamo detto e ripetuto più volte che il nostro "mestiere", la nostra vocazione, non è tanto "parlare" di politica - della politica interna dei singoli Stati-nazione, o della politica internazionale, o ancor più della cosiddetta "geopolitica" - quanto piuttosto "fare" politica, portare nel mondo il cambiamento annunciato nel nostro Grande Progetto: abolire tutte le vetuste sovranità etno-nazionali per sostituirle con un solo Stato o Impero mondiale, laico, federale e liberlademocratico, che applichi finalmente l'aurea massima di Gesù Cristo "rendete a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio" e porti al genere umano pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti. Ebbene, dopo molti mesi di silenzio, in questo fausto giorno il Partito Mondialista può annunciare di aver conseguito non una, non due, non tre, ma ben quattro vittorie in un sol colpo, un vero poker d'assi imperiale.

Cominciamo dalla prima: a due giorni dalle elezioni e con il 99% delle schede scrutinate, è ormai certa la vittoria di Benjamin Netanyahu. Anche se il suo partitto, il Likud, è praticamente alla pari con la neoformazione centrista "Blu e Bianco" di Benny Gantz con 35 seggi ciascuno, la coalizione di centro-destra potrà contare su una schiacciante maggioranza di 65 seggi su 120 alla Knesset, il Parlamento di Gerusalemme. Decisivo è stato l'appoggio dato a Bibi dal Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump; un appoggio convinto e sincero, manifestatosi prima con la decisione, presa lo scorso anno, di trasferire l'ambasciata USA da Tel Aviv a quella che è l'indiscussa capitale dello Stato di Israele, e più recentemente con il riconoscimento della sovranità israeliana (non più solo de facto, bensì ora de iure) sulle alture del Golan, strategiche per la difesa di Israele. Un appoggio che noi mondialisti abbiamo "facilitato" combattendo nell'ombra contro l'opposizione democratica al Congresso e contro i residui lasciati nel sottogoverno americano dal tiranno filoislamico Barack Hussein Obama che ancora devono essere rimossi del tutto, e che darà certamente frutti copiosi, se Netanyahu si affretterà, come promesso, a completare l'annessione formale a Israele di Giudea e Samaria e a consolidare il controllo da parte delle Israeli Defense Forces sulla sponda ovest del Giordano, vero muro di ferro contro possibili infiltrazioni di terroristi islamici. In questo modo Israele sarà ancora per molto tempo l'avamposto dell'Occidente libero e democratico in un Medio Oriente che per il momento è ancora dominato da tiranni e dittatori laici e teocratici, e potrà esercitare la sua magnetica attrazione su tutte le popolazioni di quella regione assetate di pane, libertà e democrazia.

E veniamo alle vittorie numero 2 e 3: pressoché in contemporanea, mentre in Algeria il presidente-padrone Bouteflika, ormai malato e debole, è stato costretto a dimettersi, e il suo partito al potere a indire nuove elezioni per il prossimo 4 luglio, a Karthoum, dopo mesi di proteste popolari (da noi finanziate e sostenute), l'esercito si è ribellato e ha arrestato non soltanto il tiranno filoislamico Omar al-Bashir - già in procinto di abbandonare il Sudan per rifugiarsi in Russia fra le braccia amorevoli di Putin, l'amico di tutti i tiranni -, ma anche il vicepresidente, il primo ministro, il ministro degli esteri, il capo della Guardia Repubblicana (la  milizia del partito di regime) e quello dei servizi segreti, il capo del Partito del Congresso Nazionale al potere finora e centinaia di membri del Movimento Islamico che per 30 anni ha imposto nel Paese la sharia, compiuto massacri inenarrabili contro le popolazioni cristiane e animiste del Sud (anche dopo che questo ebbe ottenuto l'indipendenza), segregato le donne e imprigionato migliaia di oppositori politici (che sono stati prontamente liberati). Con questo doppio colpo il Partito Mondialista ribadisce la sua ferma volontà di non abbandonare il continente africano nelle grinfie di Russia e Cina - le quali infatti piangono la fine dei governi di Bouteflika e Bashir - e garantisce che continuerà la sua lotta, aperta e sotterranea, per liberare tutta l'Africa dai regimi corrotti e dittatoriali che la opprimono e che costringono, fra l'altro, centinaia di migliaia dei suoi giovani migliori a fuggire per cercare fortuna in Europa: il nostro scopo è persuadere questi giovani istruiti e dalla mente aperta a non fuggire alimentando crisi e criminalità in Occidente, ma a restare nei loro Paesi per combattere contro i dittatori che li opprimono e costruire un futuro migliore per loro e per i propri concittadini. E come dimostrano le vittorie di Algeri e Karthoum, questa lotta non è vana.

Infine, l'Asso di Picche: il pirata informatico, diffusore di bugie e nemico della democrazia Julian Assange, il quale con la sua organizzazione criminale Wikileaks ha minato per anni la fiducia dell'America e di tutto l'Occidente nella propria missione di portare a tutto il genere umano libertà e democrazia, ha perduto la protezione diplomatica dell'Ecuador, nella cui ambasciata a Londra si era nascosto come un topo dal 2012, ed è stato arrestato da Scotland Yard. Ora manca solo la richiesta ufficiale da Washington, e poi Assange potrà essere estradato negli Stati Uniti per essere processato, condannato giustamente ed espiare così tutti i suoi atroci crimini.

Come vedete, noi mondialisti siamo stati silenti per molti mesi, ma non inerti; anzi, è proprio quando stiamo in silenzio che l'Impero mondiale colpisce e abbatte i suoi nemici, si accresce e cammina verso la vittoria finale. Stay tuned, dunque, restate sintonizzati: ne vedrete delle belle.

 

Sigillum Triplex

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

*****************************************************************************

 

Indietro