KAROL WOJTYLA, UN SANTO MONDIALISTA

 

Karol Wojtyla

 

(27/4/2014) Tre anni fa, il 1 maggio 2011, domenica in albis e festa della Divina Misericordia, il Partito Mondialista e l'Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire" celebrarono insieme alla Chiesa universale la beatificazione di Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II. In quell'occasione noi mondialisti plaudimmo alla decisione di Benedetto XVI di accogliere il desiderio della folla che sei anni fa, durante il suo funerale, gridò a gran voce «Santo subito», e di avviare l'iter della causa di beatificazione con notevole anticipo rispetto ai tempi ordinari della Chiesa, e commentammo con soddisfazione l'operato degli organi preposti, che avevano concluso il processo canonico in tempi rapidissimi. Oggi, 27 aprile 2014, di nuovo nel giorno della domenica in albis e della festa della Divina Misericordia, esultiamo ancor di più, perché quel Karol Wojtyla già proclamato beato è oggi elevato ai massimi onori degli altari, è proclamato santo!

Come tre anni fa, anche oggi noi mondialisti ringraziamo il Signore Dio, l'Altissimo, nelle cui mani sono i destini degli uomini e dei popoli, per averci donato un grande uomo e Pontefice che non ha soltanto conservato integro, annunciato senza sosta e trasmesso fedelmente il sacro deposito della Parola di Dio rivelata dal Suo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo; ma anche e soprattutto, in attuazione di quella santissima Parola, ha prima combattuto con coraggio e abnegazione contro il comunismo ateo ignorante e assassino, contribuendo in alleanza con gli Stati Uniti d'America all'abbattimento del Muro di Berlino, alla disfatta dell'Unione Sovietica, alla fine di un regime tirannico e liberticida che aveva devastato il mondo per settant'anni e che i suoi corifei credevano predestinato a sottomettere tutto il genere umano; e poi ha levato la sua voce contro l'indifferenza dell'Occidente nei confronti delle stragi compiute da masse inferocite e razziste, dittatori folli e fanatici terroristi nel Ruanda, in Bosnia-Erzegovina e nel Kossovo, denunciando l'ipocrisia delle sovranità nazionali e invocando l'adempimento del dovere di proteggere le popolazioni civili mediante una «ingerenza umanitaria», anche contro i propri governanti e anche mediante il ricorso alla guerra. Così facendo, egli ha delineato le tappe del movimento storico che vediamo svolgersi in questi anni - dalla guerra di liberazione della Libia dalle grinfie del tiranno Gheddafi alla rivolta del popolo siriano contro il macellaio Assad, fino alla recente rivolta di piazza Maidan che ha abbattuto il regime tirannico di Yanukovich e restituito all'Ucraina una libertà ancora da consolidare - per la creazione di quello Stato o Impero mondiale, federale e liberaldemocratico, che finalmente abbatterà le vetuste sovranità etno-nazionali con le loro rivalità e assicurerà a ogni individuo umano il rispetto degli immortali e inalienabili diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità; un progetto che noi mondialisti, eredi spirituali e prosecutori dell'antico Ordine Templare, stiamo attuando da 700 anni, e che Karol Wojtyla certo condivideva pienamente, come si può comprendere da questa sua considerazione espressa durante l'omelia della Messa per la Giornata Mondiale della Pace, il 1 gennaio 2004: "Le persone stanno diventando sempre più consapevoli della necessità di un Nuovo ordine mondiale".

Per questo oggi gioiamo e facciamo festa insieme ai cattolici di tutto il mondo, ai musulmani non fanatici e a tutti i non-cristiani che sono convenuti a Roma da ogni parte del pianeta per rendere onore al nuovo santo; un grande Pontefice, un grande teologo e filosofo, un uomo di grande sensibilità, e anche un grande mondialista.

Sigillum Triplex

A SAN KAROL WOJTYLA,

PAPA GIOVANNI PAOLO II IL GRANDE,

PACE E VITA ETERNA

annuit coeptis

 

 

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